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lunedì 20 agosto 2012

Insalata con Gorgonzola Piccante, Mele e Noci


Questa insalata ha una duplice fonte. Prima di tutto, col caldo che fa iniziavo a sentire il bisogno di variare un po' sul tema delle insalate, che son tanto buone, ma dopo un po' vengono a noia...Secondo, il pianificare la nostra settimana belga a fine settembre mi ha riportato alla mente la "famosa" insalata che mi fece provare Viola, quando stetti da lei anni fa, ad Anversa!
Pensandoci ora, è stata sempre Viola a portarci in regalo, a giugno, una chilata di gorgonzola di Cameri, buonissimo!, e quindi a dare il via alle nostre varie sperimentazioni in materia, anche se qui serve un gorgonzola diverso...però forse è lei la maggior ispiratrice dell'insalata taroccata!

Infatti l'ho preparata con quel che ho trovato, non ho probabilmente seguito la ricetta corretta...ma quale è la ricetta corretta, poi, se non quella che preferiamo?!
Forse quella con i prodotti dell'Esselunga in offerta?!
Anche...!

Per fare questa semplice insalata io ho usato gorgonzola piccante Igor (che è piuttosto duro e quindi si riesce a tagliare a dadini o meglio ancora spezzettare con le mani), insalatina, noci sgusciate e mele Pink Lady (oh, quelle c'erano e quelle ho preso).
Gli unici accorgimenti sono lo scegliere un gorgonzola come detto che non sia cremoso (se volete fare gli sboroni buttatevi pure sul costosissimo Roquefort...) e delle mele che siano croccanti.

Ho rinunciato alla mia classica vinagrette con la senape rustica per un semplice olio e aceto di mele.
State attenti nel salare, il formaggio di per sè è molto saporito e quindi bisogna bilanciare la sapidità.

La preparazione è elementare: bisogna solo aggiungere all'insalata pezzetti di formaggio, noci tritate in modo grossolano, mela a fettine, nella proporzione che più preferite, e poi condire!


martedì 2 novembre 2010

Polpette di Merluzzo e Patate


Mah, possiamo definirla "ricetta per mamme che devono far mangiare il pesce ai figli, ma questi si rifiutano", o questo in realtà non è mai un problema e quindi la polpetta di pesce non ha necessariamente finalità dissimulatorie (quelle classiche cose tipo "ma no! non è pesce, fidati")?

Nel mio caso ha proprio finalità dissimulatorie. Il merluzzo è proprio un pesce che non mi piace cucinare, così alto, così pescioso! Preferisco una sogliola con qualche erba aromatica, o un salmone al cartoccio se proprio.
Però avevo già sperimentato queste polpette e m'era venuta voglia di rifarle. La ricetta base prevedeva della trota, ma io ho optato per il merluzzo che costa anche abbastanza poco (no, non l'ho preso in offerta all'Esselunga, sebbene ci fosse una confezione che lo era, ma non so come mai non l'ho vista).

Le polpette sono davvero rapide da preparare e con circa 200 grammi di pesce se ne ottengono due molto grandi, o tre di dimensioni medie. Si possono anche surgelare non cotte, ma essendo passate nel pangrattato poi c'è il rischio che la crosticina esterna non sia più così croccante.

INGREDIENTI per due polpette grandi
200 gr pesce (merluzzo, trota)
200 gr patate lesse
una fetta di cipolla rossa
un cucchiaio di prezzemolo tritato
pangrattato
farina per formare le polpette
uovo per impanare
un bicchiere di latte

Lessare le patate al vapore, nel frattempo cuocere il pesce a pezzi in una pentola con un bicchiere di latte. Quando quasi pronto aggiungere anche le patate, in modo che acquistino anche il sapore del pesce e un po' più di morbidezza dal latte.
Scolare, mettere in una terrina e schiacciare con una forchetta in modo da ottenere una purea (anche se ci sono pezzi più grossi non importa). Aggiungere il sale, la cipolla ed il prezzemolo tritati. Con le mani infarinate formare le polpette, passandole poi nell'uovo sbattuto (va bene anche l'albume, se avanzato da qualche altra preparazione) e nel pangrattato.

Lasciare riposare in frigorifero fino al momento in cui andranno cotte.
La ricetta prevedeva di metterle in freezer per una mezz'ora, ma per conto mio così rischiano di diventare troppo gelate e quindi di cuocersi in più tempo.

Cuocere in una padella con un cucchiaio di olio per circa 10 minuti. Di fatto sia il pesce che le patate sono già stati cotti, quindi basta dorare le polpette e scaldarle bene.

Per me sono ottime sia come secondo, con un contorno di verdure o una bella insalata, ma anche come antipasto, se preparate in versione mignon. (no, Berlusconi, ho detto "mignon", non "mignot"...!)

lunedì 1 febbraio 2010

Torta salata di cipolle rosse e taleggio



Eh eh, come mi disse una volta Sabrina, io e il taleggio siamo culo e camicia! In realtà, una volta tentati dall'acquisto, come in questo caso, visto che volevo preparare questa torta salata ottima, che non facevo più da tanto, ci si ritrova come in un circolo vizioso.
Il taleggio è lì, nel nostro frigo, e a meno che non si voglia stramazzare ogni volta che si apre lo sportello, urge inventarsi qualche altra ricetta in cui utilizzarlo...e in tempi brevi.

Sabato eravamo ancora al primo utilizzo, quindi ho ancora tutta la settimana per smaltirlo!
Chiamiamola la sagra del taleggio, va bene ? (e se avete qualche ricetta anche voi, o qualche consiglio, lasciatemi pure un commento!)

Com'è questa ricetta? Beh, il fatto che non ne sia avanzata nemmeno una fetta e che Marco (l'ospite) abbia più volte ribadito "buona questa torta qui", mi fa dire abbastanza tranquillamente che è ottima! Detto così, l'abbinamento cipolle e taleggio sembra un qualcosa da coraggiosi, eppure la torta è più delicata di quel che si immagini.

INGREDIENTI
4 cipolle rosse
3 fette di taleggio
una confezione di pasta sfoglia
una decina di olive nere
olio, sale

Togliere la buccia alle cipolle, tagliarle a fette (circa otto fette per cipolla) e farle stufare con un cucchiaio di olio ed uno di acqua in una padella con coperchio, per circa 10 minuti. Regolare di sale e lasciare intiepidire.
Foderare uno stampo da crostata con la carta forno e sopra la pasta sfoglia; bucherellare con una forchetta il fondo e distribuirvi sopra le cipolle stufate.
Tagliare il taleggio, possibilmente di quelli belli grassi, a pezzetti e disporlo sulla torta, magari riempiendo gli spazi vuoti tra le cipolle. Completare con una decina di olive nere.
Infornare a 200° e cuocere fino a quando la pasta sfoglia non risulti ben dorata.

Cavolo, è così semplice che è quasi vergognoso dedicarle un post tutto per lei...

lunedì 14 dicembre 2009

Zwiebelwähe, ovvero torta salata alle cipolle



Questo fine settimana sono rimasta in trepidante attesa della caduta dei primi fiocchi di neve, eppure non ne ho visto scendere nemmeno uno! Quei pochi caduti nella notte (mi è stato detto, io non li ho visti...) al mattino erano già spariti...
Però il freddo non è mancato, anzi, ed è stato davvero piacevole usare il forno per preparare una torta salata, anche se visto l'ingrediente principale (cipolle...) oltre al caldo, nell'aria è rimasto anche il profumo. Sappiatelo.
Alla fine per un puro caso, questo fine settimana abbiamo mangiato svizzero, sarà che con l'approssimarsi delle feste il mio lato teutonico salta fuori, quindi se volete organizzare una serata etnica che non sia il solito asporto cinese...seguitemi!

Il primo piatto è una torta salata con cipolle, speck e emmentaler (Zwiebelwähe), anche se io consiglio di utilizzare il gruyere, che ha un gusto più marcato, che meglio contrasta con il dolce delle cipolle bionde (tra l'altro, cipolle 100% bio, visto che provengono dall'orto dei miei).
Nel complesso è un piatto meno pesante di quello che si pensa, un po' come accade per la soupe à l'oignon. Tutto fumo e niente arrosto.

INGREDIENTI per quattro
una pasta sfoglia
400 gr cipolle bionde
100 gr speck
2 dl panna da cucina
1 dl latte
2 uova
50 gr emmentaler/gruyere
noce moscata, pepe, olio

Tagliare le cipolle a fettine evitando di piangere litri e litri di lacrime come ho fatto io (il trucco per non piangere c'è, lo so, ma ogni volta che mi serve me lo dimentico...). Scaldare in una padella ampia una noce di burro oppure un cucchiaio di olio, aggiungere le fette di speck, o lo speck a dadini, e far rosolare qualche minuto.
Aggiungere le cipolle, salare e proseguire la cottura a fuoco basso, con un coperchio, in modo che le cipolle diventino morbide, stufate.
Nel frattempo sbattere le uova, aggiungere panna, latte, noce moscata ed il formaggio grattuggiato, regolando di sale.
Unire il composto di panna e uova alle cipolle, una volta cotte; mescolare controllando il sale (ribadisco il concetto del sale perché il dolce delle cipolle rischia di portare fuori strada) e riempire uno stampo da crostata, precedentemente foderato con carta da forno e pasta sfoglia.

Cuocere il forno a 200° per circa 40 minuti.
Servire preferibilmente appena tiepida, meglio ancora se a distanza di qualche ora, visto che acquista un gusto migliore, magari accompagnata da una fresca insalata. Nel frattempo far arieggiare la casa!

lunedì 30 novembre 2009

Cotolette di mozzarella



C'era una fidanzata di mio nonno, Gesuina, che sapeva fare solo due piatti: o il risotto coi funghi (bleah) oppure la mozzarella in carrozza. Quest'ultima, poi, la serviva così...senza contorno, senza altro piatto. Oddio, volendo ben vedere un contorno ce lo aveva...il suo stesso unto.

Però ammetto che è una cosa che mi ha sempre solleticato, una volta (orrore!) ho persino comprato le Giravolte Kraft, quelle specie di fette di formaggio non meglio identificato che alla fine ti rimangono qui. Insomma, nemmeno l'esperienza industriale è stata un successone.

Quindi quando mi sono accinta a preparare queste cotolette di mozzarella, che sono in realtà meno complicate della mozzarella in carrozza, ma più simili alle Giravolte, qualche dubbio ce l'avevo.
Il primo era che mi andasse mozzarella per tutta la padella.
Il secondo, che sapesse troppo di fritto.
Il terzo, che non sapesse, invece, di nulla.
Il quarto, che fossero gommose come suole di scarpa.

Invece, nessun contrattempo! Il risultato è stato sia bello che buono, semplice da preparare ed anche insolito, poi mangiato con un'insalata è stato un modo diverso di servire le solite cose.
Visto che insalata e formaggio non sono sufficienti per sfamare Matteo, ho preparato anche delle patate al forno con erbe provenzali.
C'era tutto...carboidrati, proteine e verdura.

Secondo la mia esperienza i passaggi fondamentali sono due: comprare una mozzarella da pizza, ovvero poco acquosa, ed utilizzare di preferenza del pangrattato fatto in casa, che risulta più grosso rispetto a quello fino fino del negozio.

INGREDIENTI per due:
200 gr mozzarella
1 uovo
50 gr pangrattato

per accompagnare:
un cespo di lattuga
un cucchiaio abbondante di senape rustica
olio, sale

Tagliare la mozzarella a fette di circa (aspettate che vado a prendere la riga...) 1 cm. Io ho usato una Mozzarella di Seriate e mi son venute circa 5 fette.
Lasciarle sgocciolare per una decina di minuti e nel frattempo pulire l'insalata.
Una volta sgocciolate, asciugare le fette e passarle in un uovo sbattuto e poi nel pangrattato, premendo bene in modo che si formi una crosticina spessa.
Dopo questo primo giro, avendo avanzato sia dell'uovo che del pangrattato, ne ho fatto un secondo, appena prima di mettere le fette in padella.

Scaldare due cucchiai di olio in una padella larga a sufficienza per accogliere tutte le fette ed una volta ben scaldato l'olio adagiarci le cotolette.
Dopo circa un minuto girare le fettine, in modo che anche l'altro lato possa raccogliere un po' dell'olio usato.
Io le ho fatte cuocere circa 5 minuti a fuoco basso, per evitare di far bruciare il pangrattato e rendere morbido il ripieno.

Nel frattempo ho condito la lattuga con una salsa a base di olio di oliva, sale e un cucchiaio di senape rustica (quella con i semini dentro). Non ho aggiunto aceto perché la senape lo ha degnamente sostituito, quindi se non vi piace il tocco acido evitate questo condimento! Che io invece trovo azzeccatissimo con le cose fritte (vedi anni ed anni a mangiare patatine fritte spruzzate con il limone e piene di sale alla Festa de l'Unità).

Servire le cotolette di mozzarella caldissime, in modo che siano ancora dal cuore filante.

Rapidissimo e originale!

Ops, dimenticavo un trucchetto: se utilizzate la mozzarella già a temperatura ambiente avrà già perso più acqua e quindi il risultato dovrebbe essere migliore.




venerdì 13 novembre 2009

Gratin di Patate


Ormai caloriferi e caminetto vanno a pieno regime, ma è comunque piacevole, in questa stagione, preparare dei piatti al forno...scaldano l'ambiente e sono anche pratici, perché una volta infornati e impostato il timer ci si può anche dimenticare di loro!

Stranamente a casa mangiamo pochissime patate, mi ci devo proprio applicare per prepararle, nonostante siano sempre a disposizione, visto che i miei da qualche anno le hanno anche piantate nel nostro orto. Non so come mai, eppure mi piacciono...forse perché son lunghe da preparare?

Questo gratin, invece, si prepara in pochissimo tempo e non necessita di alcuna manutenzione in fase di cottura! Mentre lui cuoce ci si può dedicare al resto della cena, o del pranzo, sicuri di avere, al termine, un ottimo contorno!
In questa versione arricchita ho deciso di aggiungerci dell'Emmentaler grattuggiato, ma ammetto di non essere rimasta troppo soddisfatta dell'abbinamento, quindi mi sento di consigliare qualche formaggio più brioso, come il Gruyere o lo Sbrinz, sempre per rimanere in tema svizzero.

INGREDIENTI per quattro
4-5 patate grosse
200 gr gruyere o sbrinz
2 uova
200 ml panna
100 ml latte
noce moscata, sale, pepe

Lavare e pelare le patate, tagliandole a fette di medio spessore. Io per avere le fette tutte uguali uso l'affettatrice per verdure regolata sullo spessore intermedio, ma di certo chi ha una manualità migliore della mia non avrà problemi in questo passaggio!
Disporre le patate su una pirofila, sovrapponendole in vari strati fino all'esaurimento della verdura.
Sbattere le uova, aggiungere panna e latte, il formaggio grattuggiato e le spezie, regolando infine di sale. Consiglio di preparare questa crema piuttosto saporita perché le patate prenderanno il gusto proprio da questa e c'è il rischio che l'intera preparazione, alla fine, risulti troppo delicata. Io, poi, quando si tratta di patate ci do dentro col sale!
Versare la crema sulle patate, completare con una spolverata di formaggio ed infornare a 200° per 50 minuti.

I tempi di cottura dipendono sostanzialmente dallo spessore delle patate, in ogni caso è abbastanza facile verificare semplicemente controllando con una forchetta le fette di patata del primo strato. A cottura ultimata gran parte del liquido sarà stata assorbita e rimarrà giusto una specie di crema a far da contorno al gratin.

P.S. Che ne dite, va meglio con la foto in prima battuta e la ricetta dopo?

martedì 27 ottobre 2009

Calzone di scarola

Credevate che le mie orride foto serali fossero una leggenda metropolitana?!
E invece no, ed oggi ve ne fornisco la prova: la foto del calzone....la sfida consiste nel capire di che colore sia il ripieno...

Spiritosaggini a parte (anche perché oggi mi son svegliata piuttosto nervosa...ed ora sto cercando di farmela passare a suon di libri e canti partigiani...), il calzone è venuto bene e mi spiaceva non mettere nemmeno questa volta la foto.
Poi si usa pure verdura stagionale, è l'occasione buona per proporvela.

INGREDIENTI
una pasta sfoglia
2 cespi di scarola
5 acciughe sottolio o sotto sale
un cucchiaino di capperi sotto sale
200 gr ricotta
50 gr parmigiano
1 uovo
olio, aglio, semi vari (sesamo, papavero)

Pulire la scarola, dividerla in foglie, senza spezzarle. Non c'è bisogno di scolarla, visto che andrà cotta in padella.
Far dorare in un'ampia padella due spicchi d'aglio in un paio di cucchiai d'olio, in cui successivamente stemperare anche le acciughe (o alici): basta metterle nell'olio e con il cucchiaio di legno mescolarle in modo che si spezzettino.
Aggiungere le foglie di scarola, i capperi dissalati e coprire con un coperchio, in modo che il vapore rimanga all'interno della pentola.
Ogni tanto mescolare e quando le foglie si saranno appassite controllare il sale. Talvolta capperi e acciughe bastano da sè.

Generalmente in una ventina di minuti la scarola è cotta e ha perso anche la sua acqua in eccesso; si può quindi aggiungere la ricotta ed il parmigiano. Quando il tutto si è intiepidito aggiungere anche l'uovo, per evitare che con l'eccessivo calore diventi una frittata.

Srotolare la pasta sfoglia, versare la scarola in una metà e ricoprire con la parte rimasta vuota, a mo' di calzone, sigillando bene i bordi.
Spennellare la superficie della pasta con il poco albume che rimane, di solito, nel guscio, oppure un goccio di olio e spolverare con i semi, oppure con del parmigiano.

Cuocere in forno a 200° per circa 20 minuti o fino a completa cottura della pasta sfoglia.
Meglio servire tiepido, in modo che il ripieno sia più solido.

Con questo sistema è possibile anche utilizzare quella scarola che risulta più dura e quindi meno apprezzabile in insalata.

martedì 13 ottobre 2009

Torta salata con carciofi, funghi e speck (e zuppa di carciofi e curry)

Potrei chiamate questa torta salata la regina del freezer, tenendo conto che quasi tutti gli ingredienti sono stati comprati, di fatto, surgelati! Il che l'ha resa molto pratica da cucinare ed ho potuto tenere da parte la verdura avanzata e riciclarla, nei giorni successivi, in ben due minestre: una di carciofi al curry e l'altra di funghi e patate.

Matteo l'ha eletta tra le sue preferite ed è riuscito a mangiarsene, per cena, ben tre quarti (senza parole...)!
Quindi per ora verrà postata senza foto (per il solito problema...), ma conto di rifarla a breve, visto il successo, e quindi sicuramente riuscirò ad immortalarla nella sua bellezza, come al solito con i gerani, ormai morenti, sullo sfondo. Quasi tutte le foto, infatti, vengono fatte appoggiando i piatti sul balcone, la luce è ottima...
Le verdure surgelate sono state acquistate all'Esselunga e pesano circa 450 gr. Per la quantità da utilizzare io consiglio di andare ad occhio o a gusto, se si predilige un ingrediente piuttosto che un altro, raggiungendo almeno il mezzo chilo di verdure.
La mozzarella ed il cipollotto sono stati aggiunti perché era un paio di giorni che giravano per il frigo e nel complesso direi che ci stavano bene!

INGREDIENTI per due
una pasta sfoglia
mezza confezione di funghi champignons surgelati
mezza confezione di cuori di carciofo surgelati
100 gr mozzarella
10 fette di speck
cipollotto

Scaldare in una padella due cucchiai di olio, in cui far soffriggere il cipollotto affettato. Aggiungere i cuori di carciofo ed i funghi champignons, direttamente surgelati (l'acqua che butteranno fuori verrà poi via via eliminata) e cuocere per circa 15 minuti. Per agevolare la cottura del carciofo, una volta diventato tenero tagliarlo a metà.
Nel frattempo foderare uno stampo da crostata con la pasta sfoglia, punzecchiare il fondo con una forchetta e distribuirvi sopra la metà delle fette di speck.
Distribuire le verdure, aggiungere la mozzarella a pezzetti e completare decorando con lo speck distribuito qua e là.
Cuocere a 220° per circa 20-25 minuti, fino a completa doratura della pasta sfoglia.

Meglio servire la torta salata tiepida, in modo che la pasta sfoglia non sia eccessivamente molle.

Per riciclare l'avanzo di cuori di carciofo, ho preparato una vellutata con questi, un porro, una piccola patata e mezza carota (la quantità è per uno-due porzioni), fatti prima cuocere un paio di minuti con un cucchiaio di olio e poi coperti di acqua. Una volta diventate le verdure morbide, frullarle con il minipimer ed aggiungere un mezzo cucchiaino di curry.
Ottima!

mercoledì 16 settembre 2009

Involtini di pesce e zucchine con insalata di patate alla similtedesca

Uhm, diciamo che questo piatto mi è venuto giusto un poco poco diverso dalla ricetta originale :-)
Però non è venuta male, anche se la prossima volta, con qualche messa a punto, sarà migliore...non nel gusto, ma nella forma.
Abbinati a questi involtini ho preparato una insalata di patate. Non è che ne vado matta, ma qualche settimana fa, in Germania, ne ho mangiata una buonissima e da allora mi è rimasta la voglia! Il gusto del condimento non era proprio lo stesso, ma procedendo a tentativi prima o poi raggiungerò il risultato sperato...oh, comunque era tutto ottimo!
Non vi propongo schifezze....

L'altro lato positivo della preparazione è che finalmente ho capito, dopo anni e anni di Festa de L'Unità, che la Vecchia Romagna è un brandy. Grappa e rum sono in grado di distinguerli, ma per il resto...il buio più totale. Ho potuto quaindi attingere alla mia grande riserva di superalcolici che ammonta a due bottiglie!

Ma passiamo all'elenco ingredienti e alla preparazione.

INGREDIENTI per due
400 gr filetto di platessa o sogliola
1 zucchina
4 patate medie
brandy
limone
patè d'olive nere
senape rustica
maionese
cipolla rossa
erba cipollina

La prima cosa da fare è preparare la marinata in cui lasciar riposare il pesce, che si ottiene mescolando 2 cucchiai di succo di limone, 2 di olio, un cucchiaio di brandy ed uno di patè di olive nere, regolando di sale. L'ideale sarebbe battere leggermente i filetti di pesce per diminuirne lo spessore ed ottenere così degli involtini, anziché i miei involtoni!
Una volta fatto ciò, immergerli nell'emulsione di olio e limone e far riposare. Tagliare le zucchine in fettine sottili (con il pelapatate, ad esempio, nel caso in cui non abbiate quelle grattugie con regolazione del taglio) e mettere anche queste a marinare col pesce.
Nel frattempo lessare le patate, possibilmente intere, o al massimo tagliate a metà, in acqua salata.
Preparare la crema con cui condire le patate: tagliare qualche fetta di cipolla rossa e metterla in una ciotola con due cucchiai di olio. Quando le patate sono quasi cotte, aggiungere all'olio, che nel frattempo avrà preso un po' d'aroma dalle patate, un cucchiaio di senape rustica ed uno di maionese. Io ho messo più senape che maionese perché adoro la prima e tollero la seconda, ma sospetto che in Germania accada l'inverso. Sperimentate secondo i vostri gusti, quindi.

Quando le patate sono quasi pronte, preparare gli involtini. Tagliare i filetti di pesce in due (ottenendo così una striscia più lunga che stretta), disporvi sopra la fetta di zucchina ed arrotolare. Io ne ho messa una all'esterno ed una all'interno, per dare più colore. Fermare l'involtino con uno stuzzicadente.
Cuocere in una padella con poco olio (io non ne ho proprio messo) e durante la cottura bagnare il pesce con l'emulsione rimasta. Anche se il pesce non è a diretto contatto con il fondo della pentola, la tenerezza della sogliola o della platessa fa si che si cuocia comunque in poco tempo.

Togliere la buccia alle patate, tagliarle a dadi e metterle ancora calde nella terrina con la loro salsa. Aggiungere qualche stelo di erba cipollina a pezzetti.

Servire gli involtini accompagnati con le patate.



martedì 25 agosto 2009

Hamburger di pollo e speck


Come ho già detto in un paio di occasioni, da vegetariana preferisco stare lontana dalla carne rossa e se proprio devo cucinare qualcosa di "animalesco" mi butto sul pollo.
Mi fa meno senso e mi crea meno problemi in fase di cottura (è cotto? è duro? è al sangue? problemi che con le carni bianche non mi pongo proprio...).

Oltre a fare il solito pollo al curry, settimana scorsa mi sono buttata sull'hamburger fatto in casa.
Si è rivelata una cosa semplicissima, adatta anche a chi ha i minuti contati (a patto di avere in casa gli ingredienti) e a chi è negato ai fornelli.

Quello che serve è un tritatutto. Io ne ho usato uno piccolino (un regalo della Barilla...), tritando la carne in due momenti diversi, visto che non ha grande capienza.
Volendo si potrebbe anche procedere a mano, tagliando la carne in pezzi piccolissimi o facendosela tritare direttamente dal macellaio.
Vediamo nel dettaglio come procedere...

INGREDIENTI per 4 (circa due polpette a testa)
500 gr pollo 
1 patata grossa
un cipollotto
senape
speck a fette (una per polpetta)

Tritare la carne (a meno che non l'abbiate già comprata così) ed aggiungere un cipollotto, o qualche fetta di cipolla, anch'esso tritato, ed una patata lessa, da schiacciare con la forchetta ed amalgamare al resto degli ingredienti (non è necessario che sia perfettamente una purea).
Aromatizzare con due cucchiai di senape, meglio se rustica, ovvero quella con ancora i semi nella salsa) e regolare di sale.
Formare le polpette e disporvi sopra una fetta di speck.

Cuocere in padella con pochissimo olio per circa 7-8 minuti (a seconda della dimensione dell'hamburger).

Io li ho serviti con fagiolini al vapore (leggeri!) conditi con burro aromatizzato con capperi e cetriolini (pesante!).
Per fare questo ho lasciato ammorbidire il burro e poi vi ho aggiunto mezzo cetriolino e due capperi tritati, poi ho rimesso il tutto nel frigo e ho messo un cucchiaino da te di burro sulle verdure.

Guten Appetit (tra pochi giorni parto per la Germania, mi sto esercitando...)!


lunedì 20 luglio 2009

Pasticcio di Pollo e Funghi

Venerdì, mentre fuori dalla finestra di casa mia si scatenava un inferno di pioggia e grandine (il mio povero caco è sulla strada della calvizie, ormai...) ed io vegetavo sul divano, preda dell'ennesima emicrania, sullo schermo è apparsa la rassicurante immagine di Nigella Lawson, colei che sta diventando il mio guru in cucina! Perché presenta dei piatti velocissimi, gustosi, semplici da preparare, che stimolano anche me, che la carne non la mangio!

Nella puntata di venerdì aveva preparato french toast alla vaniglia, pasticcio di pollo in crosta, ragù veloce e minestra di noodles.
I french toast erano davvero troppo calorici, il ragù lo tengo in serbo per la prossima volta, la minestra era troppo complicata a livello di ingredienti (di roigine asiatica).
Mi son buttata sul pollo!
Sabato, all'Esselunga (tanto per cambiare...) ho comprato tutti gli ingredienti, anche se il petto di pollo a me pareva più una fesa e quindi, anziché tocchetti, sono usciti più straccetti.
Il tutto mi è costato all'incirca 4 euro per due persone.

INGREDIENTI per due
due petti di pollo piccoli
200 gr funghi campignons
100 gr pancetta affumicata
3 patate
pomodorini
erbe provenzali, farina, sale, brodo, aglio

La prima cosa da fare è scaldare un cucchiaio di olio in una padella con i bordi alti, far soffriggere la pancetta ed aggiungere i funghi. Nel mio caso ho usato funghi surgelati, che hanno buttato fuori abbastanza acqua (il che è utile per questo tipo di preparazione).
Nel frattempo tagliare il pollo a dadini, infarinarlo e buttarlo nella pentola. Rispetto al solito non mi sono preoccupata di scuotere i pezzi di carne per eliminare la farina in eccesso, visto che questa avrebbe contribuito a rendere il sugo più denso.
Mescolare un minuto e poi aggiungere una tazza di brodo, o altrettanta acqua con poco dado e proseguire la cottura per circa dieci minuti, fino alla cottura della carne (che, grazie al sugo liquido, si cuoce davvero velocemente).
Nel frattempo pelare le patate, tagliarle a spicchi, farle rosolare in padella con olio, aglio, una presa di sale ed un cucchiaio di erbe provenzali (un misto con rosmarino, salvia, maggiorana). A metà cottura aggiungere qualche pomodorino datterino tagliato a metà, per dare anche un tocco di colore.
Servire pollo e patate insieme.

La ricetta originaria prevedeva che il piatto, preparato piuttosto liquido, venisse poi servito in una ciotola coperta con della pasta sfoglia, passata al forno. Aumentando un poco la densità del sugo, invece, lo si può benissimo servire come secondo in un piatto normale! Visto che il pollo non patisce qualche minuto in più di cottura, se vi doveste accorgere che il sugo è troppo liquido, basterà prolungare di poco la permanenza sul fuoco. Tutto qui.

Nell'insieme mi sembrava un buon piatto, e Matteo ha confermato!
Rapidissimo, nuovo e dalla riuscita sicura...


venerdì 19 giugno 2009

Strudel di ricotta e spinaci


Nelle ultime settimane ho comprato una quantità industriale di pasta sfoglia (erano in offerta al 50% in meno, come resistere...) e tra le varie cose che avevo in programma di preparare c'era anche una classica torta salata con spinaci e ricotta che, come dice Matteo, a casa nostra non manca mai (e che è, una colpa?).

Che c'è di bello in questa ricetta? che è semplice, sana, buona anche il giorno dopo e si prepara in pochissimo tempo...son motivi sufficienti?

Poi, per renderla diversa dal solito ci si può sbizzarrire, aggiungendo della mozzarella a fettine, dandogli la forma dello strudel, come in questo caso, unendoci pinoli e uvetta, per chi ama questa nota più dolce, o dei pomodorini secchi e olive nere. Quel che vi pare!

Come detto, io ho solo deciso di farla a rotolo decorando la superficie con semi di sesamo e parmigiano grattuggiato. Dentro è rimasta molto tradizionale, ho messo solo quel tocco di noce moscata che a me piace molto...

INGREDIENTI
una confezione di pasta sfoglia
300 gr spinaci surgelati
150 gr ricotta
1 uovo
4 cucchiai parmiginao (più uno per la copertura)
noce moscata, semi di sesamo, sale

Lessare gli spinaci, scolarli ed una vola tiepidi strizzarli in modo che perdano la loro acqua. Tagliarli grossolanamente e mescolarli insieme alla ricotta, all'uovo e al parmigiano, regolando di sale ed aggiungendo un pizzico di noce moscata (anche se io vado ben oltre il pizzico...).
Srotolate la pasta sfoglia, distribuite il composto su di essa, a mo' di pizza ed arrotolare delicatamente aiutandosi con la carta da forno (generalmente già compresa nella sfoglia).
Chiudere i lati dello strudel, adagiare in uno stampo da plumcake -così mantiene la forma- con il lato in cui la sfoglia si sovrappone verso l'alto. In questo modo il liquido di cottura eviterà di fuoriuscire bagnando troppo la pasta.
Spolverare con parmigiano e semi di sesamo (eventualmente spennellare delicatamente con il poco albume che di solito rimane nel guscio delle uova).

Infornare a 200° e cuocere fino alla doratura della pasta sfoglia.
Buona tiepida, ottima il giorno dopo a temperatura ambiente!

Oggi ho una fame...


martedì 16 giugno 2009

Fagottino di crêpe con spinaci, crescenza e noci



L'ispirazione per fare questa ricetta viene da un lontano numero di "Sale&Pepe" del 2004, anche se comunque mi è capitato altre volte di fare le crêpes in questo modo, ripiene di quel che mi passa per la mente...qualche lettrice si ricorderà di quelle con porri, crescenza e prosciutto cotto, vero Chiara? :-)
In questo caso la cosa che mi stuzzicava era il fatto che fossero presentate con un pesto a mo' di salsa...ecco, dalla foto appare pacifico che di tale pesto non vi sia traccia...
Alla fine non mi convinceva e quello che in origine doveva stare fuori io l'ho messo all'interno (piuttosto che buttarlo!).

Per fare questi fagottini non ho usato la mia abituale ricetta per la pastella, perché quella viene più sottile e avevo idea che con un ripieno così sostanzioso non reggesse.
La cosa bella del piatto? che a parte la bollitura degli spinaci e la preparazione delle crêpes (in totale dieci minuti) per il resto li si prepara al fresco e li si mangia a temperatura ambiente.
Non so da voi, ma qui fa un caldo...

INGREDIENTI per 6 fagottini
110 gr farina
2 uova
2,5 dl latte
3 cucchiai acqua
400 gr spinaci
200 gr crescenza
1 scalogno
una manciata di noci
prezzemolo, sale, olio, foglie di porro

La prima cosa da fare, in ordine cronologico, è lessare gli spinaci. Se si utilizzano quelli freschi basta farli cuocere in padella a fuoco basso, butteranno poi fuori loro l'acqua che serve, ma va benissimo usare anche quelli surgelati.
Nel frattempo preparare la pastella con farina, uova, latte ed acqua, regolando di sale.
Scolare gli spinaci e farli raffreddare, in modo che possano essere strizzati, per eliminare l'acqua in eccesso. Nel caso in cui, invece, fossero quelli freschi fatti saltare in padella, non necessitano di grandi opere...se sono già abbastanza asciutti gli si può aggiungere direttamente la crescenza in modo che con il loro calore si amalgamo meglio.

Preparare le crêpes versando un mestolo di composto in una padella bassa ben calda, spennellata di poco olio. Girare la crespella e farla cuocere da entrambi i lati.
Visto che la paletta a me pare poco delicata, quando capisco che il lato della crespella è cotto (insomma, quando mi pare solida) ne sollevo delicatamente con la palettina un angolo e poi continuo l'opera a mano, girandola. In questo modo è garantito che non si romperà!
Man mano che si cuociono, farle riposare su un piatto, una sopra l'altra (così anche quelle un po' più secche diventeranno elastiche).

Tritare lo scalogno con un cucchiaio di prezzemolo e le noci ed unire il composto agli spinaci ed al formaggio, regolando di sale. Se gli spinaci erano surgelati, per asciugarli ed amalgamarli meglio con la crescenza, consiglio un veloce giro in padella (quella usata per le crêpes, magari, così non se ne sporcano altre).

Mettere un cucchiaio di spinaci nel centro della crespella, chiuderla a sacchetto e legarla con una foglia di porro tagliata a listarelle. Se si tratta delle foglie più esterne è consigliabile prima scottarle in acqua calda, nel mio caso avevo solo quelle più interne, che invece erano sufficientemente flessibili (ma meno belle da vedere...troppo chiare).

Servire con pomodorini in insalata.Se li servite come secondo direi che un fagottino a testa è sufficiente, mentre come piatto unico insieme ad un'insalata contatene due.

Se si preparano in inverno (o comunque quando si ha voglia di accendere il forno) si può evitare di cuocere insieme spinaci e crescenza. Li si possono mettere nel fagottino insieme e poi passarli al forno una decina di minuti.