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lunedì 8 novembre 2010

Apple Pie ed un nuovo nato!


Prima di iniziare a parlarvi della ricetta di oggi (di cui tra l'altro sono sicura ci sia già traccia nel blog, anche se io non la trovo...) vorrei ritagliarmi un angolino per fare delle pubbliche relazioni!

Prima di tutto vorrei davvero ringraziare gli ormai 84 followers che seguono, chi più, chi meno, questo blog. Non sono sostenitori di scambio, ovvero coloro al cui blog io mi sono iscritta e che quindi poi si sono sentiti in dovere di ricambiare un favore, ma persone che sono passate di qui, hanno trovato qualcosa che a loro piaceva ed hanno voluto lasciare un segno.
Come dicono in molti, un blog si nutre di commenti, ma si nutre anche della stima altrui. Queste pagine sono un voler condividere la mia passione per la cucina, per le cose facili come per quelle difficili, le cose riuscite e quelle perfettibili...senza guadagnarci nulla se non il sapere che qualcuno ha fatto una bella figura portando in tavola qualcosa di cui aveva sentito parlare qui. O in alternativa ha dato la colpa del fallimento a quella maledetta Amzterdam del blog di cucina ;-)

Questo discorso mi porta a ringraziare Nino e Rita, conosciuti in questi giorni tramite reciproci complimenti sui rispettivi blog (sperando che vengano spesso a visitarmi!) e ad annunciare una nascita...
...di un blog, nulla di che ;-)
Le mie passioni sono la cucina, l'Europa, la lettura ed i gatti.
Non ho intenzione di scrivere un blog sui gatti, siete salvi. Per quanto riguarda i libri, mi sfogo già su Anobii, e anche questa è andata.
Rimane l'Europa e quindi ho deciso di iniziare a buttar giù le mie esperienze di viaggio in Germania, sperando che siano di aiuto e di ispirazione. Sono proprio agli albori, ma per chi fosse curioso ecco il link: Liebe auf den ersten Blick!
Visto che praticamente di quello che ho fatto finora non mi piace nulla, si accettano suggerimenti e critiche...

Bene, ora buttiamoci sulla torta!
Come si intuisce dalla foto quella che ho fatto è la mia versione della apple pie. Volevo partecipare ad un contest proprio su questo tema, ma non me la son sentita di lasciare la mia fedele ricetta della pasta frolla per utilizzarne un'altra (il contest prevedeva che ci fosse dell'acqua nell'impasto) e quindi alla fine l'ho fatta così, tanto per fare.

INGREDIENTI per la frolla
150 gr burro
100 gr zucchero
1 uovo
1 tuorlo
300 gr farina 00
sale, scorza di limone

per la farcia
5 mele
un cucchiaino di cannella
una macinata di pepe nero
mezzo cucchiaino di noce moscata
mezzo cucchiaino di anice stellato
3 chiodi di garofano
una noce di burro

Nel frattempo pelare le mele, tagliarle a tocchetti e farle saltare in un tegame con una noce di burro, aggiungendo le spezie e facendo appassire un poco la frutta. Ricordarsi di togliere i chiodi di garofano, per evitare brutte sorprese.
Stendere 2/3 della pasta, rivestendo uno stampo da crostata di circa 20 cm. Quello che ho io ha le pareti piuttosto alte, il che non da a questa torta il classico aspetto bombato, quello che vediamo di solito quando la cucina Nonna Papera e la mette a raffreddare sul davanzale.
In ogni caso va bene sia lo stampo un po' più alto che quello più basso.
Distribuire nella tortiera le mele, fatte intiepidire, stendere la rimanente pasta su un foglio di carta forno, metterla sopra la tortiera a mo' di coperchio, togliere la carta forno e sigillare bene i bordi della crostata, togliendo la pasta in eccesso.
Questa può essere utilizzata per fare delle decorazioni a forma di foglia da mettere intorno al bordo o, come ho fatto io, nel mezzo della torta.
Farle è semplice: stendere la pasta, ritagliare con un coltello appuntito la forma di una foglia e con il bordo dello stesso, appoggiandolo alla superficie, creare prima la nervatura centrale della foglia e poi quelle laterali. Staccare delicatamente dalla carta forno (se l'impasto s'è scaldato troppo diventando eccessivamente morbido o è troppo sottile, lasciar riposare qualche minuto in frigorifero) e mettere sulla torta dove si preferisce.

Volendo si può spennellare la torta con l'albume avanzato dalla preparazione della frolla, prima di infornare.
Cuocere circa 40 minuti a 200°. Purtroppo la mia nuova tortiera è bella, ma mi pare trasmetta male il calore, il fondo delle crostate è sempre piuttosto pallido, quindi sulla durata della cottura vado un po' a naso...

Servire a temperatura ambiente, spolverizzata da zucchero a velo o accompagnata da panna montata (non spray) con cannella.
Consiglio sempre, inoltre, di praticare un paio di fori sul coperchio della torta, in modo che il vapore fuoriesca e non risulti troppo bagnata.

venerdì 4 giugno 2010

Crostata di brisée con crema e fragole


La torta per il compleanno di mio papà è proprio tradizionale che più tradizionale non si può: una crostata (in pasta brisée, però) con crema pasticciera e fragole!
Rispetto alla ricetta base della crema pasticciera che ho postato sul blog già qualche tempo fa io ho aggiunto un cucchiaino di agar agar, per rendere la crema leggermente più solida in modo che tagliando la torta rimanesse il più possibile sulla fetta, senza tracimare qua e là.
Mentre per rendere il tutto più bello ho usato il Tortagel Paneangeli che ha due funzioni: rende la frutta bella lucida evitando che stando all'aria aperta prenda l'aspetto della frutta marcita che rimane sul parcheggio dopo il mercato, e tiene insieme la frutta quando si taglia la torta. Se si fosse trattato solo di dare una mano di lucido alla frutta sarebbe potuta anche andare bene della marmellata spennellata sopra, ma per questa torta (e solo per questa perché se no non lo uso mai) sono ricorsa a questa porc..., ops, dicevo prodotto ;-)

Uhm, vedo che la ricetta della crema pasticciera non l'ho mai messa per i fatti suoi...allora ve la ridò.

INGREDIENTI
una confezione pasta brisée o sfoglia
500 gr fragole
4 cucchiai di zucchero
una bustina Tortagel Paneangeli

per la crema pasticciera
4 tuorli
4 cucchiai di zucchero
500 ml latte
60 gr farina
1 cucchiaino di agar agar

Per prima cosa pulire le fragole, tagliarle a spicchi e lasciarle riposare aggiungendo un cucchiaio di zucchero, soprattutto se si tratta di fragole di supermercato, che non brillano per gusto. Preparare la crema pasticciera mescolando tuorli e zucchero fino a quando saranno spumosi, unendo poi la farina mescolata all'agar agar.
Aggiungere il latte a filo mescolando bene e quando il composto risulterà omogeneo metterlo sul fuoco (il più basso a disposizione) e iniziare la cottura. Importante che si mescoli con un frustino di continuo e senza aver fretta, fino a quando la crema non diventa ben densa. Lasciar poi riposare.

Nel frattempo cuocere la pasta brisée in bianco, ovvero foderare lo stampo da crostata, bucherellare la pasta, ricoprirla con un foglio di carta forno e sopra fagioli o riso o ceci, per evitare che si alzi. Forno a 200° per 20-25 minuti.

Ora non resta che assemblare il tutto! Spalmare la crema pasticciera sulla crostata, aggiungervi le fragole, meglio se fitte fitte, e preparare la gelatina per la guarnizione come spiegato sulla confezione. Ovvero, mescolare 3 cucchiai rasi di zucchero, acqua (300 ml se non erro) e il contenuto della bustina, portare ad ebollizione per un minuto, mescolare per altri due e poi versare sulla frutta. La quantità prodotta basta ed avanza per una torta di questo tipo.

Far rapprendere la gelatina e la torta è pronta!
In questo caso è meglio prepararla poco prima di servirla, visto che la pasta brisée tende ad inzupparsi e le fragole a rilasciare un gusto amarognolo.

giovedì 20 maggio 2010

Sfogliata di fragole


♪ ♫ Perché è una brava ragazza, perché è una brava ragazza, perché è una brava ragazza...nessuno lo può negar! ♪ ♫


Tutta sta manfrina perché ieri era il mio compleanno e quindi mi sono dedicata una canzone...! Che io sia brava ragazza è indubbio...avete mai sentito parlare di zitelle bibliotecarie catalogate nella categoria "cattive ragazze"? Io no!
Avrei qualche perplessità a definirmi, invece, una ragazza brava. Forse dovrei avere anche qualche dubbio a definirmi proprio "ragazza"...

Comunque, terminiamo queste divagazioni, non proferiamo parola sugli anni che galoppano e passiamo a questioni più neutre, ovvero la signora torta fotografata qui sopra.
Ma quanto è bella?!?!?! Solo che questa mattina riguardando la foto mi sono accorta che c'è qualcosa che non va. Frastornata dai tricolori che hanno addobbato, ed in gran parte ancora addobbano, la mia città in occasione dell'Adunata degli Alpini mi sono resa conto che sembra più una torta patriottica che una di compleanno. Tricolore pure nel piatto!
Ora mi dovrò ingegnare a fare una torta rossa, gialla e nera, per par condicio.

Com'è? Boh, non l'ho mangiata perché contenendo colla di pesce non è a prova di vegetariano.
Ma io non avevo mica comprato qualche tempo fa una confezione di agar agar che avrebbe dovuto liberarmi dalla schiavitù delle gelatine animali? Ecco, il condizionale è d'obbligo! Dopo un primo tentativo di fare una panna cotta con l'agar agar, tentativo ovviamente risoltosi in una gran schifezza, sono in attesa di trovare qualcuno che mi dia una dritta su come usare questa teoricamente magica, praticamente malefica, polverina.

INGREDIENTI per otto
una confezione di pasta sfoglia
1 kg fragole
200 gr zucchero
2 cucchiai rum
18 gr gelatina in fogli
100 ml panna fresca da montare
mandorle e menta, per decorare

Il bello di questa torta è che è rapidissima da preparare perché prevede la cottura del guscio di sfoglia in bianco, per cui mentre questo cuoce si prepara il ripieno e dopo non resta altro che aspettare che il tutto si raffreddi per bene. Martedì sera sono tornata a casa alle nove meno un quarto e non mi pareva il caso di imbarcarmi in qualcosa di troppo complicato!

Srotolare la sfoglia su uno stampo da crostata, bucherellare il fondo con una forchetta (fondamentale soprattutto quando si cuoce in bianco), coprire con un foglio di carta forno con sopra ceci o fagioli, che aiutano ad evitare che la pasta si gonfi.
Cuocere a 200° per circa 20 minuti.
Nel frattempo mettere ammollo i fogli di gelatina, pulire le fragole e frullarne 250 gr insieme allo zucchero, trasferendo il frullato in una pentola. Aggiungere il rum e i fogli di gelatina strizzati e cuocere circa cinque minuti, lasciando poi raffreddare.
Tagliare le rimanenti fragole a pezzetti, non necessariamente piccoli, ed aggiungerli alla purea. Non fatelo subito perché se no le fragole iniziano a cuocere e a buttar fuori liquido, rendendo il ripieno troppo liquido.

Una volta cotto il guscio di sfoglia riempirlo con il composto di fragole e lasciar solidificare in frigorifero o a temperatura ambiente.
Accompagnare la torta con un cucchiaio di panna montata senza zucchero, qualche mandorla a lamelle precedentemente tostata in padella e due foglioline di menta.

giovedì 13 maggio 2010

Linzertorte con toupet!


Qualche settimana fa ho mangiato, a casa di Giuly, la sua Linzertorte, torta che per anni ho snobbato perché non sono proprio amante delle crostate alla marmellata.
E questa, anche se particolare, sempre quello è...
Però dopo averla assaggiata in modica quantità devo ammettere che non era affatto male e ho voluto provare pure io a farla e ho colto l'occasione della Festa della Mamma più giornata (ennesima) piovosa per fare il mio primo tentativo.

Per il debutto ho usato la ricetta della pasta frolla per Linzertorte che ho trovato su un libro di torte salate e dolci comprato l'estate scorsa ad Augsburg (sigh! sob!), ma penso che la prossima volta cambierò. Infatti è risultata piuttosto faticosa da lavorare e poi -soprattutto!- poca.
Avevo così poca frolla che ho dovuto taroccare la torta, mettendo le classiche strisce di pasta solo in mezza torta (quella che poi ho regalato alla mamma)...mentre l'altra metà ne è rimasta sprovvista..da qui il titolo "con toupet". Matteo non è che si sia lamentato, però le cose o si fanno bene o non si fanno.

Quindi vi metto le dosi che ho seguito, ma vi invito ad utilizzare uno stampo da crostata di dimensioni ridotte (18-20 cm) oppure aumentare della metà le dosi, facendo una torta da 30 cm di diametro.

INGREDIENTI
per la frolla
150 gr farina 00
75 gr burro
50 gr zucchero
50 gr mandorle grattuggiate
2 tuorli
1 cucchiaino abbondante di cannella
1 cucchiaio succo di limone

per la farcia
marmellata di lamponi

Preparare la pasta lavorando prima il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e poi i due tuorli. Aggiungere via via gli ingredienti asciutti (farina, mandorle) e i due ingredienti che caratterizzano questa frolla: cannella e limone.
Io ho abbondato con la cannella, la ricetta originale ne prevedeva mezzo cucchiaino, e nonostante ciò sentivo di più il limone!
La pasta va poi lavorata in modo abbastanza energico e prolungato visto che gli ingredienti impiegano un po' ad amalgamarsi al meglio. Quando poi diventa omogenea e non lascia briciole lungo la strada metterla a riposare in frigorifero un quarto d'ora.
Stendere la pasta su un foglio di carta da forno, lasciando circa un terzo della pasta per fare poi le strisce decorative, bucherellare il fondo e distribuire la marmellata di lamponi. Creare le strisce di frolla e metterle sopra la crostata, incrociandole.

Cuocere a 180° per circa 30 minuti. Il colore della pasta frolla rende difficile capire quando è pronta, nel mio caso ho spento e lasciato la torta a raffreddare nel forno leggermente aperto.

Quando tiepida decorare con zucchero a velo. Non prima, perché se no col calore andrebbe a sciogliersi, non quando è troppo fredda perché in questo caso i riquadri con la marmellata rimarrebbero anch'essi bianchi.

giovedì 1 aprile 2010

Pastiera padana


Scherziamo con tutto, ma non che le ricette iper-ultra-mega tradizionali!
Quindi, per mettere già le mani avanti, ho presentato questa pastiera come padana (anziché napoletana), sebbene sto padana mi suoni in senso negativo, ma è solo per dire che è fatta a modo mio e che quindi non ha nessuna pretesa di essere uguale e fedele alla ricetta originale.
Solo una volta, ad esempio, ho avuto la tentazione di comprare al supermercato quel grano già ammollato che dovrebbe utilizzarsi nella pastiera, ma questo barattolo con acqua lattiginosa e dentro sti chicchi gonfi gonfi mi ha fatta desistere. Non era granché invitante, meglio il mio caro vecchio orzo.
E solo recentemente ho acquistato anche l'acqua di fiori di arancio, per aromatizzarla. Vi dirò, quando ho aperto la bottiglietta e ho annusato il profumo mi ricordava una qualche crema che utilizzo in estate al mare. Buono, no? :-)
Invece poi, una volta aggiunta, non è che sapesse di molto, forse sono stata troppo parca, ma temevo di dare alla torta un gusto chimico. Quindi, metterla o non metterla, per me non fa la differenza.

INGREDIENTI
80 gr orzo perlato
500 ml latte
500 gr ricotta
2 tuorli
250 gr zucchero
scorzette candite all'arancio (facoltative)
acqua di fiori di arancio (facoltativa)

Preparare la pasta frolla come di consueto, vi rimando qui al topic con le informazioni del caso. Scaldare il latte ed aggiungere l'orzo, proseguendo la cottura fino a quando l'orzo non abbia assorbito quasi completamente il latte. In questa operazione è importante mescolare abbastanza frequentemente, soprattutto dopo i primi dieci-quindici minuti, per evitare che l'orzo si attacchi sul fondo della pentola.
Una volta ben cotto (praticamente non dovrebbe esserci necessità di scolarlo, essendoci solo una specie di crema di latte), aggiungerlo alla ricotta, alla quale si dovrà poi unire lo zucchero, i tuorli e, volendo, le scorze candite o qualche cucchiaio di acqua di fiori d'arancio.
Mescolare con cura, in modo da eliminare possibili grumi di ricotta. Io a questo punto, con la scusa di assaggiare non so bene cosa, inizio a mangiarmi qualche cucchiaiata di ripieno. Che ci devo fare, è troppo buono!!!
Stendere la pasta frolla, utilizzando l'eventuale parte in eccesso per creare le decorazioni (ovvero le classiche strisce da crostata), e riempire con la farcia.

Cuocere in forno a 220° per circa una quarantina di minuti.
Poi più riposa e più si solidifica, quindi è meglio prepararla qualche ora prima di servirla, per farla raffreddare bene.

Si tratta di un dolce importante, nel senso che una fettina è molto nutriente e saziante, quindi è adatto, oltre al periodo pasquale di cui dovrebbe essere tipica, anche quando si invitano molte persone e si è alla ricerca di qualcosa di sostanzioso.

Si accettano ben volentieri, nei commenti, varianti e correzioni!

giovedì 28 gennaio 2010

Crostata di pere e cioccolato, la mia...


Ed ecco la mia versione della crostata di pere e cioccolato! Visto che l'altra mi era parsa tanto cioccolatosa e preferivo prepararmi un dolce più leggero, ho cambiato la farcitura, mantenendo identica la base di sottospecie di frolla alle mandorle. Anche in questo caso il giorno dopo è più compatta e gustosa ;-)

INGREDIENTI per la frolla

165 gr farina

30 gr zucchero

125 gr burro

3-4 cucchiai acqua

30 gr mandorle grattuggiate


per la farcitura

4 pere

100 gr cioccolato fondente

200 ml panna da cucina

2 uova

4 cucchiai di zucchero di canna


La preparazione della pasta frolla è uguale a quella prevista per la ricetta precedente (che trovate qui), che brevemente ricapitolo. Lavorare burro a temperatura ambiente, zucchero, farina, acqua e mandorle, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare. Anche se io, visto che mi pareva facile da stendere, ho subito foderato la tortiera con la carta da forno, e sopra la pasta frolla, e l'ho lasciata riposare già stesa.


Pelare le pere, tagliarle a metà togliendo il torsolo ed inciderle in modo da poterle aprire a ventaglio. Tritare il cioccolato fondente e distribuirlo sulla base in modo omogeneo, disporvi sopra le pere. In una scodella mescolare la panna con le uova intere, aggiungendo solo due cucchiai di zucchero, utilizzando la crema così ottenuta per riempire gli spazi rimasti vuoti, tra una pera e l'altra.

Spolverare la parte di pera che emerge dalla crema con lo zucchero di canna rimasto.


Cuocere a 200° per 45 minuti circa.


Allora, che ne dite? Chi vince?

mercoledì 27 gennaio 2010

Crostata di pere e cioccolato, quella di Matteo!



Questa settimana vi propongo una sfida a base di crostata alle pere e cioccolato!

La prima torta a scendere in campo è quella che ha preparato Matteo durante la settimana in cui, rimasto a casa malato, ha giocato a fare la casalinga (e non mi è parso disperato, anzi!). Nonostante qualche problema in fase di cottura (mai fidarsi solo delle indicazioni del ricettario, ma attivare anche il proprio senso critico) il risultato è stato davvero ottimo, anche se lui si è pianto addosso un po'.

Invece è stato bravissimo! Stranamente la crostata il giorno dopo era molto più buona...ce la farete a tenerla in bella mostra senza mangiarla per almeno 24 ore?


Nonostante io gli avessi lasciato sul tavolo il mio quaderno con la ricetta super collaudata della frolla, Matteo ha deciso di testa sua (o meglio, non si è accorto della mia dritta) e ha preparato anche la base secondo la ricetta. Devo ammettere che non è venuta male, tanto che la settimana dopo (ovvero questo fine settimana) ho deciso di utilizzarla anche io per la mia versione della crostata di pere e cioccolato.

Ma di questo ne parlerò oltre.


INGREDIENTI per la frolla

165 gr farina

30 gr zucchero

125 gr burro

3-4 cucchiai acqua

30 gr mandorle grattuggiate


per la farcitura

4 pere

90 gr burro

45 gr cioccolato fondente

1 uovo

200 gr zucchero di canna

45 gr farina


Preparare la pasta da usare come base della crostata. Rispetto alla mia ricetta tradizionale saltano all'occhio due cose: mancano le uova e c'è molto meno zucchero, un'inezia.

Nonostante non ci sia poi tutto sto burro, risulta molto friabile, molto più di quella normale, probabilmente l'effetto è dovuto al diverso rapporto tra farina e burro. Comunque, donne, è meno grassa dell'altra! Certo, non è proprio dietetica...

Dicevamo, lavorare il burro a temperatura ambiente con gli altri ingredienti, formare una palla e lasciarla riposare in frigorifero una mezz'ora.

Nel frattempo pelare le pere e tagliarle a metà togliendo il torsolo. Montare il burro morbido con zucchero, farina, cioccolato fondente grattuggiato e uovo, aggiungendo alla fine anche la farina.

Stendere la pasta e foderare uno stampo da crostata, adagiandovi poi le pere lasciate a metà.

Cuocere la crostata in forno a 200° per 15 minuti. Toglierla dal forno, coprire le pere con la crema al cioccolato preparata in precedenza e proseguire la cottura altri 30 minuti.


Purtroppo mi è parso più complicato del solito capire lo stadio di cottura della pasta, essendo molto friabile ed essendo già tendente al marrone per la presenza delle mandorle. Si faceva fatica a capire se era ben cotta, al tatto, perché tendeva a sbriciolarsi e dal colore non è che fosse chiaro a che punto si era.

Matteo, come detto, fedele al ricettario (per la cronaca, ricetta tratta da Cioccolato & Co. della Food Editore), dopo 30 minuti l'ha sfornata. Poi son passata io e l'ho cotta altri 25 minuti, partendo da un forno non già a temperatura.

Quindi che dire, calcolate almeno 45 minuti controllando e fidandovi del vostro senso di cuoche o cuochi!


Il giorno dopo mi è sembrata molto più buona e meno dolce di quello che mi era apparso in apparenza, tanto che il leggero strato di zucchero a velo messo per ovviare ad un aspetto non eccelso non c'è stato male. E la base, soprattutto, era molto compatta: si tagliava con facilità, ma rimaneva perfetta.


A domani con la mia versione...in giallo.


lunedì 9 novembre 2009

Apfelwähe ovvero torta di mele svizzera

Una piccola premessa legata alla cronaca di oggi...venti anni fa cadeva il Muro di Berlino, che ha poi segnato non solo la riunificazione delle due Germanie, ma anche la fine del Comunismo (per come era conosciuto allora...) almeno in Europa.

Quello che io festeggio oggi è il ritorno ad una Germania unita, che per me rappresenta un grande passo avanti verso la pace, la fratellanza tra i popoli e l'idea di un'Europa veramente unita.

Sabato sera, quando abbiamo invitato a cena Carla e Angelo, sarebbe stato carino fare una cena tedesca (che non significa necessariamente Sauerkraut und Würstel).
Ma poi siamo finiti su una cena svizzera...non propriamente la stessa cosa...

Ho optato per un piatto unico (e spero abbondante) a base di Knöpfli, con entrambe le salse, con contorno di pisellini e carotine al burro. E per dolce una Apfelwähe, una torta tradizionale svizzera a base di mele, ma che spesso si può trovare anche al rabarbaro (buonissima e particolare) o con le prugne.

Visto che il piatto principale è già stato spiegato nel dettaglio in un altro post, mi limito a scrivere la ricetta di questa torta, che è davvero l'ideale per un dolce dell'ultimo minuto!

INGREDIENTI
un rotolo di pasta sfoglia
2 mele
2 dl panna
1 dl latte
2 uova
3 cucchiai di zucchero
spezie (cannella, anice stellato)
mandorle o nocciole grattuggiate

Srotolare la pasta sfoglia in uno stampo da crostata, creando un piccolo bordo in modo che la crema che andrà poi a ricoprire la frutta non fuoriesca. Distribuire sul fondo della sfoglia due cucchiai di mandorle o nocciole grattuggiate, che serviranno anche a rendere la base della torta meno umida. Pelare le mele, tagliarle a fette (circa 16 per mela) e distribuirle sulla tortiera a raggio.
Sbattere in una tazza le uova con lo zucchero, aggiungere panna, latte e le spezie, se vi piacciono, e versare il composto sulla frutta, magari aiutandovi con un cucchiaio per raggiungere anche gli spazi tra le mele e il bordo della torta.

Cuocere per circa 25 minuti in forno (o fino a completa cottura della base di pasta sfoglia).

Il bello della torta è che, oltre ad essere davvero rapida da preparare, è anche poco dolce e non pesante.
Volendo si può sostituire la base di sfoglia con una di frolla o di briseè: nel primo caso si otterrà una preparazione più dolce e ricca, mentre secondo caso sarà più simile alla versione base.

Oppure si può cospargere sulla superficie della torta una o due cucchiaiate di zucchero di canna, tipo Mascobado, in modo che, durante la cottura, si caramellizzi.

Guten Appetit!

mercoledì 17 giugno 2009

Crostata di pesche, amaretti e cioccolato


Come promesso, ho rifatto la crostata alle pesche, quella di cui, un paio di settimane fa, non ero riuscita a mettere in salvo nemmeno una fetta.
Tra l'altro ho trovato anche delle pesche noci mature ed ho potuto usare queste al posto di quelle bianche dell'altra volta, che con la loro pallida polpa non creavano il giusto effetto cromatico.
La torta, sebbene preveda l'utilizzo di cioccolato, non è dolcissima, un po' perché la frutta stempera il gusto e un po' per la presenza degli amaretti.
A me piace davvero molto! Ricorda le pesche ripiene, ma l'aspetto è più invitante.

C'è un solo passaggio "critico"...capire quando è cotta la pasta frolla, visto che è marrone di suo e che durante la cottura sembra sempre più morbida di quanto non lo sia una volta raffreddata.
In questo caso ci si può affidare ad una sola cosa, oltre alla propria esperienza: il timer del forno...

INGREDIENTI
150 gr zucchero
100 gr burro
1 uovo
1 tuorlo
270 gr farina
30 gr cacao amaro
5 pesche
100 gr amaretti secchi
100 gr cioccolato fondente

Esistono due versioni di questa torta...quella grande, con stampo da 20 cm di diametro, oppure quella più piccola, in versione ricoperta (ovvero con pasta frolla sia sopra che sotto).
La seconda è molto più bella da vedere perché quando si tagliano le fette si vede il colore delle pesche che spicca, ma la prima è più veloce. Si stende la base e via! Comunque vedremo dopo...

Iniziare preparando la pasta frolla come d'abitudine, da lasciar poi riposare in frigorifero per una mezz'ora. Nel frattempo tagliare le pesche a fettine (più o meno 12, quindi dividere ogni quarto in tre), metterle in una terrina insieme al cioccolato tritato e agli amaretti sbriciolati grossolanamente. Mescolare bene.

Una volta riposata la pasta frolla bisogna decidere come fare la crostata. Se si decide di fare quella scoperta, stendere la pasta sulla carta da forno, metterla nello stampo da crostata rifinendo i bordi. Versare le pesche, gli amaretti e il cioccolato ed infornare.
Nel caso in cui si opti per la versione più elaborata, stendere un 2/3 della frolla sulla carta da forno formando così la base. Prendere un altro foglio di carta da forno e stendere qui la pasta rimanente, in modo che riesca a coprire la superficie della tortiera. Generalmente la pasta che andrà a formare il coperchio è più sottile di quella alla base, quindi per evitare che si rompa mentre si cerca di posizionarla consiglio di mettere il foglio con sopra la frolla ben stesa nel freezer. Una volta diventata ben dura (questione di una decina di minuti, visto lo spessore) sarà semplicissimo togliere la carta da forno!
Quindi riempire la base con le pesche ed il loro condimento, metterci sopra la frolla avanzata (quindi con la carta da forno verso l'alto) e togliere delicatamente la carta. Fatto ciò, rifinire i bordi sigillando i punti in cui la base ed il coperchio si incontrano. Praticare un paio di forellini per far fuoriuscire il vapore e mettere in forno.

I tempi di cottura sono analoghi: 200° per 30 minuti circa.

Servire spolverata con zucchero a velo.

Per questa torta vanno benissimo anche pesche non troppo mature, visto che poi con la cottura diventeranno morbide e che la crostata è già abbastanza dolce di suo.