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martedì 12 gennaio 2010

Fagottini di pasta con indivia e chèvre


Eccomi di ritorno! Dov'ero andata? Purtroppo da nessuna parte, mi ero solo presa una pausa dopo la sbornia culinaria natalizia (tra l'altro, nemmeno fotografata).
In più a questa è seguito un fastidioso virus intestinale, per cui a casa nostra ormai si viaggia di risotto al niente o, per essere più sfiziosi, di panini al Philadelphia...ma abbiate fede! Ieri Matteo si è fatto un pollo al curry che avevo preparato e surgelato come scorta per i tempi bui.
E direi che è un buon segno.
Il profumino di curry ha solleticato anche me.

Per tornare al mio blog un passo per volta, inizio postandovi più che una ricetta, un esperimento, fatto in dosi per una persona (me), per testare la pasta fillo che finalmente ho trovato (in Svizzera, però) e smaltire un avanzo di indivia e chèvre.
Esperimento più test più riciclaggio...tante ricette nascono dalla combinazione di questi tre fattori.

Ho preparato, com'è facile intuire, dei fagottini ripieni di indivia e chèvre, molto leggeri perché passati al forno e non imbevuti di burro (ecco il motivo dell'aspetto pallido e anemico rispetto alle tradizionali foto di stuzzichini che vedo online).
Ma è meglio precisare...questa pasta, a base solo di acqua e farina, consente delle preparazioni meno grasse, è vero. Come è altrettanto vero che se non li usa il burro avrà meno gusto e colore e spesso tenderà a sapere solo di farina.

Nel mio caso, avendo utilizzato solo un foglio di pasta, si trattava davvero di un guscio sottilissimo e quindi il gusto di farina era pressoché coperto da quelli più incisivi degli altri ingredienti. Invece la volta che ho fatto dei cestini tipo questi non è che fossero il massimo...

INGREDIENTI per uno
due fogli di pasta fillo
un cespo di indivia
4 fette di chèvre (tipo Saint Maure)
sale, olio, burro e pepe

Tagliare l'indivia e stufarla in poco olio. Regolare di sale e pepe, lasciar intiepidire.
Prendere un foglio di pasta fillo (molto sottile, ma abbastanza largo), piegarlo in due e disporvi al centro una fettina di formaggio con sopra metà dell'indivia, completando con un'ultima fetta di formaggio. Avvolgere su di sè l'involtino (dandogli una forma quadrata o a triangolo) e spennellarlo di burro. Se invece lo si preferisce più ricco, spennellare la pasta fillo di burro prima di avvolgerla.

Cuocere in forno per circa 5 minuti a 200°.

venerdì 6 marzo 2009

Farfalle con indivia e salmone

Ehm, non so come dirvelo...anche qui ho messo il porro, ma proprio poco, perché me ne avanzava!
Dopo questo mea culpa ad uso e consumo di una delle mie amiche lettrici, passo a spiegare la ricetta, nata giusto per consumare quel cespo di indivia che da qualche giorno tirava a campare nel frigorifero.
Facendo un salto all'Esselunga (salto...tra andata e ritorno mi son fatta 6 km a piedi...) ho visto del salmone affumicato a buon prezzo e dovendolo utilizzare cotto non mi son fatta tanti problemi, l'ho comprato e basta.
Mi serviva per smorzare un po' il gusto amarognolo dell'indivia e l'ho preso volentieri perché è tanto che non lo usavo più. Tra l'altro me n'è pure avanzato un etto buono. Mediterò su dove impiegarlo nei prossimi giorni.

Il piatto è come al solito veloce e semplicissimo, impossibile sbagliare - anzi, l'unico errore che si può fare e sbagliare a regolare il sale, quindi occhio! - .

INGREDIENTI per 2
200 gr pasta corta (io ho usato le farfalle)
2-3 cespi di indivia
100 gr salmone affumicato
un cucchiaio di capperi sotto sale
mezza porzione di formaggio tipo Philadelphia
scalogno
erba cipollina

Far soffriggere mezzo scalogno in poco olio (va bene anche il porro che ho riciclato io...), poi aggiungere l'indivia tagliata a striscioline. Va bene non asciugarla troppo, quel poco di acqua che rimane dopo il lavaggio la aiuta a stufarsi meglio.
Aggiungere i capperi ben sciacquati e tritati ed il salmone a pezzetti. Proseguire la cottura qualche minuto, fino a quando l'indivia risulti morbida.
Nel frattempo cuocere la pasta e scolarla al dente, buttarla nella pentola con l'indivia ed il salmone e farla saltare un minuto, aggiungendo olio extravergine di oliva.
Io ho aggiunto un po' di Philadelphia per rendere il tutto meno forte e mi pareva che i gusti si sposassero bene, Matteo si è rifiutato...de gustibus.
Completare con qualche stelo di erba cipollina.

Detto, fatto!

venerdì 13 febbraio 2009

Torta Belga (così ribattezzata...)


Settimana scorsa son tornata sul luogo del "misfatto"...la tanto cara Anversa, dove 10 anni orsono io e la mia amica Giuly perdemmmo soldi, documenti e cellulare ed anche gran parte dell'entusiasmo che ci aveva spinte ad intraprendere l'Inter-rail!

Gli inviti non si rifiutano mai (oddio...!), men che meno se ti permettono di vedere qualcosa di nuovo e -possibilmente- cancellare qualche brutto ricordo, quindi quando Viola mi ha non solo proposto, ma anche organizzato la trasferta, ho preso armi e bagagli e son volata lassù!
Viola ha subito capito che io, più che una fashion, una supermercato-addicted! Non resisto...se sono all'estero devo entrare al supermercato e passarlo palmo a palmo. La mia dieta priva di porcherie non poteva cadere in un momento peggiore...scaffali e scaffali pieni di cose nuove, mai viste e tutte molto allettanti.

Tornando coi piedi per terra, per sdebitarmi in minima parte per l'ospitalità, ho voluto preparare a Viola e Mattia un "mio" piatto, e già che eravamo in Belgio ho optato per una torta salata con ingredienti della zona: porri e indivia (o insalata belga, per l'appunto!).

La cosa bella di questo piatto è che non solo si può preparare in anticipo, ma addirittura, se mangiato il giorno dopo, ne guadagna! Il gusto è deciso, ma non eccessivo.

INGREDIENTI per una torta salata:
1 pasta sfoglia
3 cespi di indivia
2 porri
30 gr burro
30 gr farina
300 ml latte
1 uovo
4-5 cucchiai di parmigiano grattuggiato (o emmentaler o gruyere)
sale, pepe, noce moscata, erba cipollina

Tagliare i porri e l'indivia a striscioline (i porri solo limitatamente alla parte bianca), lavarli e farli stufare in una casseruola con poco olio. Nel frattempo preparare la besciamella: il burro è facoltativo, Viola -in veste di mia aiutante!- l'ha fatta egregiamente senza. Per evitare grumi vi consiglio di partire a freddo: mettete la farina nella pentola ed aggiungete il latte poco a poco, mescolando con il frustino, e solo dopo iniziate la cottura (se usate il burro, fatelo sciogliere, aggiungete la farina e toglietelo dal fuoco e versate il latte solo quando il tutto si è intiepidito).
Aggiungere sale, pepe e noce moscata e proseguire la cottura fin quando la besciamella non diventi cremosa. Mentre si aspetta che la besciamella intiepidisca, srotolare la pasta sfoglia e foderare con questa uno stampo per crostata (diametro 22-24 cm) e bucherellare il fondo della sfoglia, in modo che in cottura non si gonfi eccessivamente.
Quindi mescolare la besciamella con un uovo, il formaggio e le verdure stufate, regolare di sale e versare il tutto nello stampo da crostata, decorando con qualche stelo di erba cipollina.
Cuocere a 200 ° per 30 minuti, o fino a doratura della pasta sfoglia. Noi abbiamo avuto qualche "problema", nel senso che la torta salata si è ben cotta da un lato e meno dall'altro :-)
Visto che la presenza dell'uovo fa gonfiare la farcia, abbiate l'accortezza di buttarci un occhio durante a cottura!