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martedì 21 agosto 2012

Rotolo di Pane con Chevre, Noci e Miele


Lo so, usare il forno in estate, in questa estate, è da pazzi, ma io resisto, resisto...ma dopo un po' cedo!
Tutto quello che viene fatto al forno è così gustoso che fa venir fame anche ora che con questo caldo l'appetito è ai minimi storici.

Quindi, sebbene con una certa parsimonia, mi capita di preparare una torta salata, un branzino al sale (quello stasera, chissà che sudata...) o come in questo caso un rotolo di pasta di pane farcito con formaggio e frutta secca.
Da mangiare rigorosamente tiepido, alla faccia di chi dice che il pane caldo fa male. È buono, e questo chiude la diatriba.

Ho utilizzato un avanzo di pasta di pane che avevo preparato per mia sorella (velocemente, uso 500 gr farina manitoba, 300 ml acqua, una bustina di lievito di birra, sale e olio, più riposa, meglio è) stendendolo in una forma rettangolare.
Al centro, lasciando solo due centimetri alle estremità, ho messo il formaggio Saint-Maure a pezzetti (quello da supermercato, non quello originale), gherighi di noci e poi ho aggiunto, sopra, un cucchiaino di miele di castagno, che col suo gusto amarognolo ben si sposa con il formaggio.

Ho poi arrotolato l'impasto e ho formato una ciambella, facendo in modo che le estremità della stessa, da cui poteva fuoriuscire in cottura il formaggio, fossero ben sigillate.

Cottura di circa 30 minuti in forno a 220°,per decorarlo ho aggiunto anche delle noci sull'esterno.

Per me ottimo da mangiare ancora tiepido, insieme ad un'insalata.
Più si stende la pasta sottile, più "importante" risulterà essere la farcitura. Ricordatevi che ovviamente poi il pane si gonfierà, quindi la proporzione tra ripieno e pasta di pane, da crudo, è ben diversa da quella a cottura ultimata.

lunedì 20 agosto 2012

Insalata con Gorgonzola Piccante, Mele e Noci


Questa insalata ha una duplice fonte. Prima di tutto, col caldo che fa iniziavo a sentire il bisogno di variare un po' sul tema delle insalate, che son tanto buone, ma dopo un po' vengono a noia...Secondo, il pianificare la nostra settimana belga a fine settembre mi ha riportato alla mente la "famosa" insalata che mi fece provare Viola, quando stetti da lei anni fa, ad Anversa!
Pensandoci ora, è stata sempre Viola a portarci in regalo, a giugno, una chilata di gorgonzola di Cameri, buonissimo!, e quindi a dare il via alle nostre varie sperimentazioni in materia, anche se qui serve un gorgonzola diverso...però forse è lei la maggior ispiratrice dell'insalata taroccata!

Infatti l'ho preparata con quel che ho trovato, non ho probabilmente seguito la ricetta corretta...ma quale è la ricetta corretta, poi, se non quella che preferiamo?!
Forse quella con i prodotti dell'Esselunga in offerta?!
Anche...!

Per fare questa semplice insalata io ho usato gorgonzola piccante Igor (che è piuttosto duro e quindi si riesce a tagliare a dadini o meglio ancora spezzettare con le mani), insalatina, noci sgusciate e mele Pink Lady (oh, quelle c'erano e quelle ho preso).
Gli unici accorgimenti sono lo scegliere un gorgonzola come detto che non sia cremoso (se volete fare gli sboroni buttatevi pure sul costosissimo Roquefort...) e delle mele che siano croccanti.

Ho rinunciato alla mia classica vinagrette con la senape rustica per un semplice olio e aceto di mele.
State attenti nel salare, il formaggio di per sè è molto saporito e quindi bisogna bilanciare la sapidità.

La preparazione è elementare: bisogna solo aggiungere all'insalata pezzetti di formaggio, noci tritate in modo grossolano, mela a fettine, nella proporzione che più preferite, e poi condire!


mercoledì 26 gennaio 2011

Tubetti con Cavoletti di Bruxelles, Brie e Mandorle


Uhm, ho scoperto una cosa. I piatti con la cipolla rossa, quando li fotografo vengono orrendi soprattutto quando scatto la foto in casa e non sul balcone (mio o dell'ufficio, a seconda delle esigenze), quel viola della cipolla gli dà una luce innaturale, sono tutto tranne che invitanti.

Quindi cerchiamo di andare oltre all'aspetto in se e per se, limitiamoci al gusto, ottimo.
La storia è sempre quella. Ho comprato una confezione di cavoletti di Bruxelles che poi devo smaltire in varie modalità, pasta o torta salata. Dopo le linguine con curry e caciocavallo, uno strudel con taleggio e noci (se qualcuno lo reclama posto anche quella, di ricetta!) , ho fatto della pasta corta con cavoletti, cipolla, mandorle e brie.

L'abbinamento verdura e frutta secca, nel condimento della pasta, sta diventando sempre più fondamentale nella mia cucina!!

INGREDIENTI per uno
100 gr pasta corta
7-8 cavoletti di Bruxelles
50 gr brie
due fette di cipolle rosse
un cucchiaio di mandorle tritate

Tagliare i cavoletti a metà, togliendo le eventuali foglie esterne appassite o gialline, cuocerli per una decina di minuti in acqua bollente e salata e poi scolare con una schiumarola (in modo da tenere da parte l'acqua di cottura).
Riciclare l'acqua per cuocere la pasta, nel frattempo in una pentola larga far rosolare gli anelli di cipolla con un cucchiaio di olio, aggiungendo poi i cavoletti (meglio se con la parte piatta aderente alla superficie della pentola, così che si colorino). Poco prima di scolare la pasta aggiungere anche le mandorle tritate ed il brie a pezzetti.
Una volta ben scolata la pasta buttarla nella pentola, facendo saltare la pasta qualche secondo a temperatura media, in modo che il formaggio si sciolga e si amalgami bene alla pasta.

Impiattare e servire ben calda. Per conto mio non serve aggiungere altro olio, ma se volete...un goccino di extravergine a crudo non fa male a nessuno...

mercoledì 12 gennaio 2011

Flammkuchen, ovvero Nostalgia delle Scorse Vacanze :-)


Come si suol dire, Paese che vai, cucina che trovi. Senza che nessuno si senta offeso, trovo davvero riduttivo cercare all'estero la cucina italiana quando si ha la possibilità di toccare con mano (o assaporare con la propria bocca, è meglio!) piatti nuovi, sapori inediti.
Magari per dire che sono stati una schifezza, ma anche questo per me è il bello del viaggiare, no? E poi la cucina italiana all'estero, salvo eccezioni, altro non è che una lontana parente di quella a cui siamo abituati, non ne vale davvero la pena (anche se ho mangiato in Olanda una delle paste alla carbonara più buona della mia vita, ricordo ancora dove...al ristorante "Costa Smeralda" di Den Helder).

"Bella forza" dirà qualcuno "sei stata in Germania, mica in posti strani!". Vero anche questo, ma c'è anche chi si lamenta della cucina tedesca, basata solo su crauti e Würstel (aromatizzati alla diossina?).

L'estate scorsa, nella nostra canonica settimana di vacanza "culturale", abbiamo viaggiato tra Francia e Germania, toccando Mainz, Wiesbaden, Trier, Ulm, Strasburgo e Colmar. La Flammkuchen (o Tarte Flambée, che dir si voglia) ci ha accompagnato più volte, lungo la strada: dalla prima mangiata a Ulm, alla Weinfest -quando ancora pensavo fosse una torta salata- a quella sbocconcellata al freddo di Saarburg.

C'è piaciuta ed una volta a casa ho provato a rifarla, arrangiandomi in qualche modo.

Quella nella foto è l'ultima della serie, condita con peperoni, zucchine, formaggio di capra, crème fraîche taroccata e speck. Visto che la pasta di pane va tirata molto sottile la quantità di pasta di pane che di solito faccio per una pizza abbondante qui basta per due teglie di Flammkuchen :-)

INGREDIENTI per 2 teglie
per la pasta di pane:
500 gr farina 00
una bustina di lievito di birra secco
300 ml acqua
un cucchiaio di olio
sale

per la crème fraîche taroccata:
2 cucchiai di panna acida
3 cucchiai di ricotta
un cucchiaio di capperi sotto sale
erbe provenzali
aglio o cipolla

per farcire:
una confezione di formaggio di capra tipo Sainte-Maure
un peperone rosso piccolo
una zucchina
10-12 funghi champignons
speck

La prima cosa da fare è preparare la pasta di pane, a meno che non la si voglia comprare già pronta (all'Esselunga, ça va sans dire...), mescolando farina, lievito di birra secco, acqua e olio, regolando di sale. Una volta raggiunta una certa consistenza lavorare l'impasto su un piano leggermente infarinato, non cedendo alla tentazione di aggiungere troppa farina: mano a mano che la si lavora diventerà più omogenea. Una volta formata una palla metterla in una terrina, coprire con uno strofinaccio umido (evitando così che si formi una crosta in superficie) e far riposare in un luogo caldo, ad esempio vicino ad un calorifero.

Nel frattempo si può preparare il sostituto della crème fraîche. Volendo la si può comprare al supermercato, ma non so perché qui ho visto che costa uno sproposito...e al discount vicino a casa, che ne teneva una sottospecie molto buona, non c'è più.
Per ovviare si possono mettere in un mixer ricotta (meglio quella un po' più asciutta), panna acida, cipolla o meglio ancora un pezzetto di aglio, capperi ed erbe provenzali. Frullare il tutto e ne uscirà una cremina da usare come base della Flammkuchen.
Tagliare le verdure a pezzetti ed i funghi a fettine.

Una volta lievitata la pasta di pane, stenderla il più sottile possibile.
Trasferirla in due teglie per pizza, foderate con carta forno (io avendo comprato una teglia nuova l'ho messa senza carta ed è venuta benissimo! basta poi non tagliarci la Flammkuchen dentro!).
Distribuire la finta crème fraîche sulla base, poi le verdure a crudo (peperoni, zucchine e funghi), completare con il Sainte-Maure a fettine e lo speck.
Cuocere in forno a 250°, una decina di minuti è sufficiente in quanto la pasta è davvero bassa.

Idee alternative? Speck, cipolle, porri, salumi vari, rucola.
L'importante è che alla base ci sia sempre la crème fraîche...ed il pomodoro...verboten!!



giovedì 18 novembre 2010

Linguine con Cavoletti di Bruxelles, Curry e Caciocavallo

Seratina movimentata, quella di ieri! Nella fretta di preparare la cena e aspettare la sorella ritardataria (che ha ingoiato la pasta in dieci minuti circa!) non mi sono ricordata di aver messo la macchina fotografica nella tasca del giaccone e non nella borsa...e quindi oggi ricetta senza foto!

Cercate di immaginarvi il piatto di pasta fumante e il profumino di curry, e il gioco è fatto!

Si tratta di un piatto di stagione, molto ricco, molto caldo nel gusto e con un ingrediente che a me piace molto, anche se lo ammetto, fatico un po' a digerirlo (o forse ieri sera non ho digerito le discussioni, può essere...).

INGREDIENTI per tre
300 gr linguine o trenette
una decina di cavoletti di Bruxelles
2 uova
due cucchiai di ricotta
un cucchiaino da the di curry
caciocavallo grattugiato
una manciata di noci

Sbollentare i cavoletti di Bruxelles in acqua bollente salata, dividendoli a metà. In una ciotola capiente sgusciare le uova, sbatterle unendo la ricotta, il curry e le noci tritate, regolando poi di sale e pepe.
Scolare i cavoletti (dovranno cuocere circa 10 minuti) e farli saltare in padella con poco olio, per dar loro un tocco di colore. Poi versarli nella ciotola con il resto del condimento.
Cuocere la pasta, riutilizzando eventualmente l'acqua di cottura della verdura, scolarla al dente e buttarla, ancora ben calda, nella ciotola mescolando bene per distribuire la crema a base di uova e formaggio.
Completare il condimento con olio a crudo ed abbondante caciocavallo grattugiato grosso.

Servire caldissima. Un tocco di etnico, con il curry, un tocco di stagione, con i cavoletti, e un tocco di Italia, con il caciocavallo. E come al solito un primo che si prepara in venti minuti e fa la sua porca figura!

Le immagini non ci sono, non vi resta che provare e vedere con i vostri occhi.

Un abbraccio speciale a Ele :-*


giovedì 3 giugno 2010

Strudel salato di formaggi di capra e verdure


Ieri abbiamo colto l'occasione della giornata di vacanza per festeggiare anche il compleanno di mio papà, sebbene con un paio di giorni di ritardo! Il menù del pranzo è cambiato più volte nel corso di 24 ore...da sarde alla griglia (al supermercato erano finite) a carne alla griglia (il macellaio il due giugno era chiuso) per arrivare ad una semplice insalata di pasta. Quindi visto che io non traffico con barbecue e simili ed ormai quel menù era definitivamente tramontato mi sono offerta di preparare io ed ho approfittato della bellissima giornata di sole per preparare il pranzo all'aperto: ho scavato pomodori, pulito fragole, preparato la farcia del ripieno, tagliato le verdure per l'insalata di pasta e via di seguito. Alle 14 (eh si, sono i nostri orari) era tutto pronto, giusto in tempo!

Ovviamente non ho pensato alla cena e quando Matteo, smaltito il primo round, mi ha chiesto "e per cena che si mangia?" mi son detta "esatto, e per cena che mi invento?!".
Buttato lo sguardo nel frigo ho registrato i seguenti alimenti da smaltire in modo rapido: una pasta brisée comprata per sbaglio credendola sfoglia, un peperone necessitante di cottura a breve, un avanzo di chèvre, una confezione di caprini comprata una settimana prima, un cucchiaio abbondante di pecorino grattuggiato.

Ecco trovata la cena! Uno strudel salato con verdure, di cui un pezzo è stato barattato con un pomodoro ripieno del pranzo, preso dal desco dei genitori.
Lo strudel, diciamolo pure, era molto buono, ma soprattutto bellissimo! Quindi per la prima volta ho deciso, anche su consiglio di Ele, di mettere ben due fotografie del piatto: ad inizio post l'esterno, in fondo alla ricetta anche l'interno (meno bello, ma funzionale).

INGREDIENTI per due
una confezione di pasta sfoglia/brisée
un peperone rosso
mezza melanzana
cinque pomodorini pizzutelli
un caprino di capra
mezzo formaggio Sainte Maure
basilico
olio, aglio, pecorino, albume e mandorle per decorare

Scaldare in una padella ampia olio e aglio, ed aggiungervi, una volta dorato, melanzane a dadini, peperoni a pezzetti e i pomodorini a spicchi. Regolare di sale, aggiungere del basilico (fresco o surgelato) e cuocere circa 15 minuti.
Una volta cotte le verdure (o lasciate al dente, ma non dure) aggiungere nella stessa pentola i formaggi, in modo che si sciolgano meglio. Lasciar intiepidire, accendere il forno e stendere la pasta sfoglia o brisée, su cui distribuire le verdure ed il formaggio. Arrotolare con cura lo strudel chiudendo bene le estremità, trasferirlo in uno stampo da plumcake per aiutarlo a mantenere la forma in cottura e spennellarlo con albume o poco olio. Distribuirvi sopra le mandorle ed il pecorino.
In alternativa potete anche solo inumidire leggermente la superficie con acqua o latte, quel tanto che basta perché le mandorle aderiscano meglio senza scivolar giù.

Cuocere a 200° per circa 25 minuti e servire tiepido o a temperatura ambiente.

Ed ecco la foto dello strudel tagliato!


martedì 4 maggio 2010

Risotto con Asparagi, Brie e Prosciutto


Primavera, tempo di asparagi! Matteo va matto per quelli tradizionali, quelli che si trovano al supermercato, mentre io preferisco quelli selvatici, che proprio asparagi non sono e che hanno quel retrogusto amarognolo, soprattutto quando mio papà me li prepara in frittata.
Ovviamente i primi si possono comprare senza troppi sforzi, i secondi bisogna andare a cercarseli...

In ogni caso per fare il risotto sono senza dubbio più indicati quelli commerciali, che tra l'altro qualche settimana fa erano pure in offerta (dove? all'Esselunga...ormai sembro un disco rotto!).
Così per far contento Matteo ne abbiamo comprato due mazzetti, uno da fare in risotto e l'altro da preparare in modo più semplice, lessati con il canonico uovo all'occhio di bue a lato.

Però...ho voluto fare un piatto più che unico, opulento!, in modo da non vedere poi Matteo armeggiare intorno al frigorifero alla ricerca di olive e formaggio. Voi ovviamente potete anche scegliere la versione light, se siete abituati a primo, secondo, contorno etc...

INGREDIENTI per uno (ebbene sì!)
100 gr riso carnaroli
mezzo mazzetto di asparagi (circa una quindicina)
80 gr brie
una fetta di prosciutto cotto
mezzo bicchiere di vino bianco
olio, sale, pepe, semi di sesamo

Lavare gli asparagi e tagliarli a rondelle per circa 10 centimetri di lunghezza, oppure, se si tratta di quelli con il gambo più sottile, anche oltre. Mettere i gambi scartati in acqua bollente con una presa di sale e fare cuocere, in modo da creare una specie di brodo di asparagi.
Tagliare la cipolla finemente, farla soffriggere ed aggiungere gli asparagi già tagliati, proseguendo la cottura per circa 5 minuti. Versare nella padella anche il riso e, dopo averlo fatto tostare per circa un minuto mescolando bene, sfumare con il vino.
Aggiungere poi, mano a mano, anche il brodo di asparagi, regolando di sale. Generalmente il mio riso cuoce in 14 minuti.
Nel frattempo tagliare il prosciutto a striscioline, trasferirlo in una padella molto calda e cuocerlo circa un minuto, fino a quando si sarà leggermente abbrustolito. A metà doratura aggiungere anche un cucchiaino di semi di sesamo e tostarli con il prosciutto, prima no, per non rischiare che si brucino.

Una volta giunto a cottura, spegnere il riso e farlo mantecare con il brie tagliato a pezzetti (pure con la crosta, nessun problema).
Servire decorando con il prosciutto ed una macinata di pepe nero.

I gambi di asparago possono essere gettati via o mangiati, se sufficientemente teneri.

mercoledì 28 aprile 2010

Strudel di parmigiana con feta e zucchine


Cosa farei senza le torte salate? Sono così comode e pratiche: le prepari la sera quando c'è ancora quel freschino nell'aria, e poi le hai già pronte per il giorno dopo, per una pausa pranzo al parco, o sulla panchina vicino all'ufficio, oppure per la sera successiva, quando non hai voglia di cucinare. Il che, in questo periodo, accade piuttosto spesso, non per mancanza di voglia, ma di tempo (comunque questa sera provo a fare un risotto con asparagi e brie).

L'unico limite delle torte salate è il forno...se no le farei anche in campeggio!

Quella che ho fatto settimana scorsa è quasi una specie di rivisitazione di una parmigiana, visto che ci sono mozzarella, pomodoro e melanzane. Ma essendo una torta riciclona ci sono finiti dentro anche feta e zucchine, oltre ad un pomodorino sott'olio di mia sorella (leggermente piccante), che è una bomba di gusto!

INGREDIENTI
pasta sfoglia
una melanzana
2 zucchine
1 pomodorino secco di mia sorella :-)
100 gr mozzarella
100 gr feta
olio, basilico, aglio, cipolla rossa

Essendo stata -almeno quel giorno- previdente, ho affettato la melanzana al mattino prima di andare al lavoro, in fette abbastanza sottili di circa mezzo centimetro o meno, che poi ho cosparso di sale grosso e lasciato perdere acqua su un tagliere fino a sera. Sinceramente per me fare o non fare questa operazione è la stessa cosa...credo di averlo fatto più che altro per obbligarmi poi la sera a cucinare.

Tornata a casa ho affettato in lunghezza anche le zucchine utilizzando quelle grattugie che permettono anche di tagliare a fette di diverso spessore, alla misura 3, ottenendo così delle lunghe fette di 2-3 millimetri di altezza.

Ho preparato in una terrina un aglio affettato ed una fettina di cipolla rossa, aggiungendo due cucchiai di olio di oliva, e poi ho grigliato le verdure (ricordate che se avete fatto spurgare le melanzane con il sale queste saranno già a posto così, mentre le zucchine andranno salate a fine cottura), mettendole una volta cotte in questo contenitore affinché si insaporissero.
Mentre queste si intiepidivano ho tagliato la mozzarella -del genere per la pizza, quindi piuttosto asciutta e soda- a fettine sottilissime ed ho sbriciolato la feta grossolanamente sopra le verdure. Ho aggiunto anche la mozzarella, un cucchiaio di basilico (quello che tengo nel surgelatore è tutto sbriciolato, ma sarà corrisposto a 5-6 foglie), il portentoso pomodorino secco e ho mescolato.

Ho infarinato leggermente la pasta sfoglia, girandola (in modo da poter infarinare anche il lato generalmente a contatto con la carta forno), per poterla assottigliare ulteriormente con un mattarello.
Ho distribuito verdure e formaggio ed arrotolato la sfoglia su se stessa per ottenere uno strudel, che ho poi trasferito in un contenitore per plumcake. In questo modo lo strudel non si siede in cottura, ma mantiene meglio la sua forma cilindrica.

Ho spennellato la superficie con l'olio che il pomodorino secco aveva lasciato sul tagliere, insieme alle erbe di condimento, ed ho decorato con semi di sesamo.

Via in forno una quarantina di minuti a 200° ed è pronto!

Non avete i pomodorini secchi di mia sorella? Nessun problema, basterà aggiungerne qualcuno di più! Non esagerate, invece, con il condimento perché le melanzane tendono ad assorbire subito l'olio e rilasciarlo poi in cottura. Due cucchiai di olio sono più che sufficienti, non fatevi tentare dal rabbocco.


giovedì 22 aprile 2010

Crepes di grano saraceno con cipolle, asiago e patate


Quella di oggi non è propriamente una ricetta primaverile, leggera, delicata...però in questi giorni è prevista pioggia, almeno qui in Lombardia, e l'idea di accendere un forno, di sera, per togliere quell'umidità che fa sembrare la casa così fredda non appare così malsana.

Poi cavolo, tutta sta cipolla e il formaggio, ho già l'acquolina in bocca, io!

INGREDIENTI per quattro
per le crepes
60 gr farina di grano saraceno
65 gr farina 00
350 ml latte
2 uova
sale

per farcire
150 gr cipolle bionde
200 gr patate
200 gr asiago
parmigiano, dado (o un bicchiere di brodo)

Preparare la pastella mescolando le due farine ed aggiungendo, poco alla volta il latte, amalgamando bene (Ele!) con una frusta. In ultimo unire le uova, sbattendo bene, e regolare di sale, lasciando poi riposare la pastella.
Pelare le patate, meglio se di medie dimensioni, e cuocerle in acqua bollente e salata per circa 5-10 minuti a seconda della grandezza. Tagliare la cipolla a fettine e farla rosolare con un cucchiaio di olio in una padella ampia, aggiungendo in seguito le patate ora parzialmente lessate e tagliate a fette di circa un centimetro, bagnando con poco brodo.
Quando le patate saranno ben cotte spegnere ed aggiungere il formaggio a dadini, in modo che inizi a sciogliersi.

Preparare le crepes in una padella di dimensioni adeguate, leggermente unta, facendo attenzione a non creare crespelle di spessore eccessivo. La farina di grano saraceno le rende piuttosto resistenti quindi è possibile prepararne di sottili facendo ben ruotare la pastella una volta messa nella padella, eliminando l'eventuale eccesso.
Farcire ogni crespella con patate, cipolle e formaggio e trasferirla in una pirofila.
Una volta esauriti gli ingredienti spolverizzare con parmigiano grattuggiato o, volendo, poca besciamella, e passare in forno a 200° per pochi minuti, giusto per riportarle a temperatura.

Volendo si può preparare anche in versione lasagna o torretta, ovvero alternando in una pirofila più strati di farcia e crespelle. Le porzioni sono da quattro se si accompagna con un'insalata o altro contorno di verdura. Da due in caso di piatto unico e commensali voraci!

Per mio gusto personale preferisco utilizzare proprio questi ingredienti, ma volendo è possibile sostituire l'asiago con altro formaggio simile (branzi, ad esempio), mentre non reputo le cipolle rosse o bionde adatte a questo piatto.


lunedì 12 aprile 2010

Calzone alle cipolle, pomodori e olive


Fine settimana fiacco, quello che ho appena passato...a parte il tempo (tanta, ma tanta acqua) ci si è messa la frustrazione dell'avere un nuovo libro sulle Käsekuchen e di non poter sperimentare una ricetta che mi piaceva davvero molto a causa della (solita) mancanza di agar agar. Domani giuro che vado a comprarla!!!
Quindi non ho fatto granché e quindi mi tocca riciclare una ricetta della settimana scorsa. Un banale calzone farcito con verdura. Un piatto che mi sa di estate e di pranzi all'aperto...
Ho leggermente barato perché ho comprato la pasta di pane all'Esselunga, anche se quella casalinga mi viene comunque bene, ma mi porta via troppo tempo per la lievitazione.

INGREDIENTI per quattro
700 gr pasta di pane
2 cipolle rosse
2 zucchine
una quindicina di olive verdi grandi
100 gr provola
sei pomodori pizzutelli (o due pomodori ramati)
olio, sale, semi di sesamo per decorare

Tagliare la cipolla a fette, le zucchine a dadini e cuocerle insieme in una padella ampia con un cucchiaio di olio a fuoco vivace. Dopo cinque minuti aggiungere i pomodori tagliati in quarti e proseguire la cottura a fuoco più basso, unendo poi le olive a pezzetti e regolare di sale.
In questo modo le verdure verranno bagnate dall'acqua dei pomodori e non si dovrà aggiungere altro condimento.
Stendere la pasta di pane abbastanza sottile e distribuire su metà della superficie il formaggio a fettine, aggiungendovi sopra le verdure lasciate intiepidire. Richiudere la pasta di pane su se stessa, sigillando bene i lati.
Cuocere in forno già caldo a 250° per circa venti minuti.
Dopo una decina di minuti, quando la crosta di pane superficiale si è già solidificata, spennellarla con il residuo di olio e sugo di pomodoro rimasto nella pentola delle verdure, decorando poi con semi di sesamo tostati e provola grattuggiata.

A me è piaciuta molto questa soluzione perché cipolle e olive si sposano davvero bene e le zucchine alleggeriscono la farcitura, inoltre la provola, o l'auricchio, essendo stagionati non perdono acqua e non si rischia di avere la pasta di pane troppo bagnata. Volendo aggiungere anche altri formaggi, come il gorgonzola o la scamorza affumicata, oppure variare le verdure, mettendo zucchine e melanzane grigliate.
Insomma, ci si può sbizzarrire...!

mercoledì 7 aprile 2010

Sformato di porri e patate


Ci sono cose, nella vita, che teniamo alla larga convinti che non facciano per noi...parlo in questo caso di alcuni piatti o ingredienti, ma il paragone può estendersi anche alle cose serie della vita.
Fino a quando non ci sbattiamo contro il naso, allungando una forchettata e capendo che in fondo almeno un po' ci si era sbagliati, rimaniamo lì, arroccati sulle nostre convinzioni. E nemmeno la tipica frase da mamma, ovvero "come lo faccio io non l'hai mai mangiato!" ci fa desistere. Buttarsi e provare può rivelare grandi sorprese e quello che fino al giorno prima era un piatto indigesto, dal giorno dopo può diventare il preferito, o quasi.

Comunque predico bene e razzolo male, da un punto di vista non strettamente alimentare. Perché sono una di quelle che quando ti inquadra in un modo (sostanzialmente male) poi difficilmente cambia idea. Mentre per quanto riguarda il cibo, posso anche ricredermi:-)

Tutto sto preambolo per dire che ho preso questa ricetta da un libro che non eccelle in bellezza (ma è un lascito di una zia e quindi mi è molto caro) e che tutto sto porro non è che proprio mi andasse a genio (non ho avuto un bel rapporto col porro fino a pochi anni fa), eppure questo piatto è venuto benissimo!! Alla faccia dei miei pregiudizi.

INGREDIENTI per quattro
400 gr patate
300 gr porri
100 gr prosciutto cotto
100 gr emmentaler o gruyere
250 ml latte
10 gr burro
20 gr farina

Pelare le patate e tagliarle a fette alte circa un centimetro, sbollentarle in acqua bollente e salata per circa 10 minuti, scolare e mettere da parte. Tagliare il porro (compresa la prima parte verde) a rondelle, anche piuttosto grosse, e cuocerle in una pentola larga con poco olio, sale e qualche cucchiaio di acqua, in modo che si stufino.
Nel frattempo preparare la besciamella, facendo sciogliere il burro, aggiungendo la farina e poi, a filo, il latte, mescolando bene con una frusta in modo che non si formino grumi. Quando inizia ad addensarsi, spegnere, togliere dal fuoco, aggiungere il formaggio grattuggiato, regolando di sale ed eventualmente aggiungendo un pizzico di noce moscata.
In una pirofila distribuire le patate a fette, il porro, il prosciutto cotto a striscioline e un po' di besciamella, proseguendo fino all'esaurimento degli ingredienti. Nel mio caso sono venuti circa tre strati di patate, due di porri, due di prosciutto e tre (scarsi) di besciamella.

Cuocere in forno a 220° per circa una ventina di minuti. Di fatto gli ingredienti sono cotti, basta quindi far dorare la besciamella sulla superficie e dare un'ultima spinta alle patate.

Servire tiepido, se il giorno dopo meglio ancora!
Atenersi stomaci delicati...il porro serale non perdona.

Consigli per gli acquisti. Per ottimizzare la spesa, all'Esselunga vendono già i cuori di porro, si trovano nel banco delle verdure nella zona di quelle fresche, ma preconfezionate. Visto che ne serve abbastanza è inutile comprare tutto il porro avendo un sacco di parte verde e dura che avanza.
Per il formaggio, io ho usato un volgarissimo Emmental della Baviera, visto che comunque doveva essere cotto e mangiato con altre cose. Sicuramente optando per il gruyere ne verrà, però, un piatto molto più carico e saporito! per me van bene entrambi, a seconda dei gusti.

lunedì 29 marzo 2010

Torta salata formaggio, pomodoro e...senape!



Lo so, lo so, sono scandalosa, è passato più di un mese dall'ultimo post ed io, in questo periodo, sono stata molto più che latitante.
Un po' ho avuto tante cose da fare al lavoro, e avendo solo la connessione in ufficio ho sempre rimandato al giorno dopo l'inserimento di nuove ricette...un po' è che appena si inizia a sentire la primavera nell'aria io divento di una pigrizia assurda...
Comunque non è che in questo mese io abbia tirato a campare con Quattro Salti in Padella e insalate! Le mie preparazioni sono state tutte documentate e quindi nelle prossime settimane troverete pastiera, linguine con cavolini di bruxelles, gnocchi zola e zafferano e molto altro!

Per riprendere la mano ripartiamo da una cosa facile facile...una torta salata con un tocco in più. Ottima anche a temperatura ambiente e accompagnata ad una fresca insalata di stagione.

INGREDIENTI
una confezione di pasta sfoglia
250 gr formaggio (tipo formagella o toma)
un pomodoro ramato
senape rustica
timo fresco

Stendere la pasta sfoglia, spalmando un velo di senape rustica, anzi, anche un po' più di un velo visto che si tratta comunque di una senape non molto forte. Tagliare il formaggio a dadini, distribuirli sulla pasta sfoglia e completare con un pomodoro ramato tagliato a fette.
Salare leggermente le fette di pomodoro e decorare con rametti di timo freschi.
In forno a 200° fino a completa doratura della sfoglia.
La senape c'è, non si vede subito, ma quando si mangia la torta si capisce che c'è qualcosa di strano, che le dà più personalità.
Da provare!

martedì 16 febbraio 2010

Muffins profumati all'arancia con tacchino e formaggio


Sempre tratto dal libro di cui vi ho parlato nel post precedente...
Un muffin salato aromatizzato all'arancia, farcito con tacchino affumicato, Philadelphia e mirtilli! L'autore del libro prevedeva due varianti: oltre a questa illustrava anche una versione profumata al rosmarino e accompagnata con prosciutto affumicato e composta di mirtilli. Si tratta di due cose simili, quindi si potrebbe fare anche un po' e un po'.

La preparazione è stata semplice, anche se con questo libro ho avuto qualche problema con le quantità: dovevano uscire 20 muffins (o meglio, mini muffins) ed io ne ho preparati solo 8.
Per fortuna eravamo solo in quattro ;-)
Io ho utilizzato i tradizionali stampi da muffins che si trovano in Italia, quelli a 12 posti, quindi non so se in Inghilterra ce ne siano anche di più piccoli!
Per quanto sia meglio prepararli in giornata - tanto sono rapidi - ho potuto assaggiarne uno, l'ultimo rimasto, il giorno dopo e l'ho trovato ancora fresco.

INGREDIENTI per 8 muffins normali
175 gr farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
½ cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
45 gr burro
1 uovo
125 ml latte
scorza di mezza arancia

per farcire
8 fette di tacchino affumicato (quello che si trova tra gli affettati)
una confezione di Philadelphia (circa 80 gr)
un cucchiaio di mirtilli neri

Lavorare il burro a temperatura ambiente con l'uovo, la farina, zucchero, lievito, sale e bicarbonato. Aggiungere il latte e la scorza di arancia, mescolando in modo da evitare che si formino grumi.
Io ho utilizzato gli stampini per muffins in silicone, fatti a m' di pirottino, che ho adagiato nei buchi dello stampo tradizionale. In questo modo ho evitato di dover imburrare anche quest'ultimo.
Mettere circa un cucchiaio abbondante di composto in ogni pirottino e cuocere in forno già caldo a 200° per circa 15 minuti.

Una volta sfornati, lasciar intiepidire e poi tagliare a metà nel senso della larghezza con un coltello seghettato. Spalmare con il formaggio, adagiarvi sopra una fetta di tacchino leggermente arrotolata (in modo che dia anche del volume) e decorare con due o tre mirtilli freschi, o composta di mirtilli. Attenzione, macchiano da maledetti, quindi prima di prendere in mano il muffin e spostarlo verificare di non aver le mani sporche.

Per la versione alternativa basta sostituire la scorza d'arancia con un cucchiaio di rosmarino tritato, il tacchino con il prosciutto ed i mirtilli neri con una composta di ribes o di mirtilli rossi, come quella in vendita all'Ikea, che è aspra il giusto!