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mercoledì 1 agosto 2012

Coppa con Crema al Cioccolato Bianco, Fragole e Meringa


Per il sessantesimo compleanno di mio papà abbiamo deciso di organizzare una festa a sorpresa a casa ed invitare una trentina di amici, preparando noi una sorta di buffet.
Il dolce doveva essere qualcosa di abbondante (insomma, trenta fette non sono poche) e scenografico, essendo una torta di compleanno...ed è così che mi sono cimentata in una specie di meringata casalinga! Spero di rifarla a breve, almeno nella versione autunnale (con crema di marroni, marrons glacés e cioccolato fondente), in modo da mostrarvi le foto! Ma per paura che venisse una schifezza io e mia sorella abbiamo pensato bene di preparare altri piccoli dolcetti: mousse al cioccolato fondente, Grand Marnier e scorzette candite, mousse di fragola, banana e yogurt (praticamente il gelato dell'altra ricetta, ma senza panna e tenuto solo in frigo), tartellette con crema alla ricotta e cioccolato e con pasticciera e frutti di bosco.
L'avanzo di meringa e l'avanzo di crema alla ricotta alla fine hanno trovato nuova vita nella coppetta qui sopra!

In pratica ho utilizzato la crema già vista per le tartellette, va bene anche quella del giorno prima, mettendone uno strato come base, in questo caso in un bicchiere di vetro. Per lo strato successivo aggiungere fragole tagliate a pezzetti o se preferite fatte insaporire qualche ora con un poco di zucchero e liquore, magari rum, scolandole bene prima di metterle nel bicchiere. Completare con meringa sbriciolata e servire subito.
Questo per evitare, nell'ordine: che le fragole rilascino troppa acqua, che la crema si scaldi, che se tenuta in frigo la meringa diventi molle...

Partendo dallo stesso concetto, si può creare una coppetta analoga utilizzando come base una panna cotta non riuscita (tipo i miei primi tentativi alle prese con l'agar-agar), del semplice gelato al fiordilatte oppure, come già visto, dello yogurt greco.

Ma vi avevo già detto come fare lo yogurt greco "in casa"?

lunedì 26 luglio 2010

Bicchierini di yogurt greco e frutta


Ci sono, ci sono, non sono sparita! Sono solo reduce:
1. da due settimane di campeggio durante le quali ho testato la tenda nuova, frutto di quasi un anno di riflessione! e ho fatto da mamma part time di due bambine, per le quali ho pure preso dei complimenti per l'educazione (e non mi sono azzardata a precisare che non erano figlie mie...!!!);
2. dalla dieta del melone, dieta obbligata visto il caldo soffocante abbinato all'assenza di Matteo...chi me lo faceva di accendere il fornello? ogni tanto mi sono permessa qualche divagazione sul tema, passando alla dieta dei cereali presi direttamente dal barattolo...
3. dalla preparazione del prossimo viaggio tra Germania e Francia...manca un mese e non sto più nella pelle, anche perché dentro di me so che troverò lungo la mia strada lo stampo da madeleine! Ah, ci sarà pure un anticipo sul tema, grazie a tre giorni tre a Berlino;
4. mettiamoci anche che ogni tanto bisogna lavorare (o in ogni caso il lavoro ti viene a cercare...)

Ecco spiegata la mia latitanza!!
Fortunatamente ogni tanto arrivano Giuli e Piero a destarmi dalla mia pigrizia e ieri ho passato un'intera giornata (con molta, ma molta calma) a preparare una cena estiva per loro, utilizzando tra l'altro quasi tutte verdure del mio orto -mio per modo di dire, lo specifico sempre prima che mi si accusi di prendermi meriti non miei-.

Per iniziare a rimetterci in pista propongo un dessert molto rapido, molto fresco e molto sano!
Sono solo coppette di yogurt greco con miele e frutta, ma fanno la loro bella figura e vanno benissimo anche per una merenda di metà pomeriggio.

INGREDIENTI per cinque
500 gr yogurt greco
150 gr formaggio spalmabile tipo Philadelphia
cinque cucchiai colmi di miele fluido
frutta a scelta

Visto che la ricetta praticamente non c'è, a parte il montare leggermente lo yogurt con il Philadelphia, passo direttamente ai consigli pratici.

Prima di tutto ho comprato (all'Iper, non all'Esselunga!) una confezione di yogurt direttamente da mezzo chilo, il che consente di risparmiare qualcosa. Poi per questa preparazione va benissimo anche una sottomarca di Philadelphia, tanto lo si frulla e quindi diventa cremoso comunque.
Il miele più adatto è quello di castagno (ma nella foto si vede che ne ho usato un altro, ho fatto erroneamente affidamento sul barattolo che avevo a casa, ma ce n'era proprio poco) per almeno tre motivi: è molto fluido e quindi si livella da sè, senza bisogno di mettere il bicchierino a bagnomaria; il colore più scuro contrasta gradevolmente con il bianco dello yogurt; il gusto dolce, ma con note amarognole, è l'ideale!

Quindi, procedendo con ordine, mettere il miele, poi lo yogurt livellandolo in cima e dando una pulita ai bordi del bicchiere (calcolare di rimanere un dito e mezzo al di sotto del bordo per lasciar spazio alla frutta) e poi aggiungere la frutta che preferite.
Io, come si vede, ne ho fatte tre versioni: melone, con fogliolina di menta, frutti rossi dell'orto (lamponi e ribes) e pesche a fettine.

Andrebbe mangiato "in senso verticale", ovvero prendendo frutta, yogurt e miele, quindi meglio utilizzare dei bicchieri non troppo stretti. I miei sono quelli Ikea, modello Pokal, ma ce ne sono tanti altri adatti.

Sperando di avervi dato una fresca idea per questa estate, vi aspetto alla prossima ricetta!

giovedì 28 maggio 2009

Bonet alla mia maniera!


Forse dovrei cambiare il nome del blog in "un dolce al cucchiaio, please!" visto che sono davvero il mio pezzo forte e non ancora speso una parola che sia una sulle miscele di tea che preferisco...(ma tra poco ci arrivo...).
La ricetta del bonet l'avevo trovata anni ed anni fa su "Marie Claire" (quindi era davvero un secolo fa...), poi col tempo l'ho modificata per seguire di più il mio gusto, pur rispettando le proporzioni tra latte ed uova, per non rischiare di trovarsi con un budino molle.
Il bonet è un dolce di origine piemontese, che in aggiunta a quello che potrebbe essere un normale créme caramel ha ingredienti come gli amaretti ed il cacao. La ricetta che avevo trovato, secondo me, aveva davvero troppi pochi amaretti...tre di numero!
Io invece ci vado giù pesante, anche perché mi piacciono molto e danno quel tocco in più.
Le modalità di preparazione sono analoghe a quelle di un normale budino (non in busta, ovviamente) e quindi anche in questo caso posso garantire che si tratta di un dolce che richiede poco impegno, se non in termini di tempo di cottura, e dalla riuscita garantita!
INGREDIENTI per 4
350 ml latte
3 uova
75 gr zucchero
100 gr amaretti
30 gr cioccolato fondente
4 cucchiai di zucchero per il caramello
Come funziona la faccenda? Come al solito...ovvero, si inizia preparando il caramello con i cucchiai di zucchero e due cucchiai di acqua, a fuoco lento, lasciando che lo zucchero si sciolga e si scurisca. Una volta raggiunto il grado di colorazione che preferite (ci sono varie scuole di pensiero...caramello chiaro, caramello scuro...io preferisco quest'ultimo), versarlo negli stampini e distribuirlo sul fondo.
Dopo di che mescolare latte, uova, zucchero, il cioccolato a pezzetti e gli amaretti sbriciolati, tenendone da parte 4 per la decorazione e versare quanto ottenuto negli stampini. Non c'è da preoccuparsi se le briciole di amaretto tenderanno a salire, anzi...si formerà una crosticina che renderà ancora più bello il bonet, una volta messo sul piatto.
Per la faccenda cioccolato, ecco, se lo si aggiunge al latte freddo ha ahimé la tendenza a precipitare e ce lo si ritrova tutto sul fondo (che diventerà poi la cima) del budino. Utilizzando il latte caldo, invece, si scioglie un po' e si distribuisce in modo più omogeneo. Dipende dai gusti...
Detto ciò, cuocere a bagnomaria in forno a 180° per circa 50 minuti. Lasciar raffreddare nello stampino, meglio se a temperatura ambiente, poi scocottare e decorare con un amaretto sbriciolato.
Anche in questo caso, così come per il creme caramel, l'ideale sarebbe farlo in anticipo...al mattino per la sera, ad esempio. Ha tempo di raffreddare naturalmente e si stacca dallo stampino con più facilità!

giovedì 9 aprile 2009

Crème Caramel al cocco

Quando è venuta la mia amica Marta a cena dovevo pensare ad un dolce che non contenesse latticini e cioccolato. Addio cheesecake, torte Sacher e compagnia!
Ma ho trovato subito una soluzione che è piaciuta a tutti, visto che la sostituzione dei latticini con prodotti a base di soia o riso non ha penalizzato il gusto ed il dolce è stato buono come sempre.

La mia preoccupazione era che il finto latte risultasse avere un gusto artefatto, ma utilizzando anche del latte di cocco ho risolto il problema...l'aroma di quest'ultimo ha coperto eventuali retrogusti strani ed in conclusione il budino non ne ha risentito!

INGREDIENTI per 4
200 ml latte di cocco
300 ml latte di soia/riso
100 gr zucchero
4 uova
4 cucchiai di zucchero

Il primo passo è quello di preparare il caramello, facendo cuocere il un pentolino i 4 cucchiai di zucchero con altrettanti di acqua a fuoco vivace. Una volta che lo zucchero si è scurito versarlo nei singoli stampini da budino e distribuirlo sul fondo. Spesso quello che sembra un caramello molto bruno, una volta scoccottato il crème caramel, risulta essere pallido...quindi fatelo pure scurire un po' di più! Iniziate a preoccuparvi quando inizia a puzzare di bruciato ;-)
Nel frattempo mescolare gli altri ingredienti. Il latte di cocco che compro io è quello che distribuisce l'Iper (lo si trova nella zona dei prodotti etnici) ed è da 400 ml, al prezzo di un euro circa, mentre all'Esselunga si trova solo in confezioni più piccole e molto più care.
Sicuramente il vostro negoziante extracomunitario di fiducia l'avrà, nel caso in cui risultasse difficile trovarlo nella grande distribuzione. Nell'elenco degli ingredienti ho messo la quantità di 200 ml proprio in considerazione del contenuto della lattina che prendo io (con una confezione preparo i budini per 8), ma nulla impedisce di utilizzarne di più...250 ml o 300 ml...Di meno non lo consiglio, rischia di essere poco gustoso.
Distribuire il composto negli stampini e cuocerli a bagnomaria a 160° per circa due ore.

Il mio consiglio è di preparalo in anticipo, così come avevo già detto per il créme caramel tradizionale, e servirlo a temperatura ambiente. Personalmente non sono una patita di cocco, tuttavia devo ammettere che questo dolce è davvero buono, in quanto il gusto si sente, ma non è né troppo forte né artificiale.

Da servire decorato con una spolverata di cocco grattuggiato e cioccolato o così, con il solo caramello.

Facile, buono e a prova di intolleranza!

lunedì 2 marzo 2009

Monte Bianco alla Nigella...

Ricetta rubata a Nigella Lawson (per chi non la conoscesse consiglio di non perdersi le sue trasmissioni televisive su Raisat Gambero Rosso...insieme a Jamie Oliver sono i miei cuochi televisivi preferiti!).
La bellezza di questo dolce sta nell'armonia dei sapori e nel fatto che si prepara davvero in pochissimo tempo! Potrebbe rivelarsi un ottimo dessert da ultimo minuto.
Inoltre essendo un dolce ricco non se ne mangia troppo, anche a fine pasto è sempre apprezzato, un angolino glielo si trova sempre (volere è potere...).

Purtroppo l'ultima volta che l'ho preparato (cioè ieri) non ho potuto assaggiarne nemmeno una cucchiaiata causa dieta, ma so per certo, memore delle altre volte, che è davvero ottimo!

A farlo sembrare un dolce chic c'è la presentazione...è bene scegliere il giusto bicchiere in cui servirlo. Io, come forse si intravede dalla foto, scelgo un bicchiere poco profondo e che si allarga mano a mano...in questo modo gli ingredienti son ben visibili nei loro diversi strati e si può, con una cucchiaiata sola prenderne un po' per ciascuno.

INGREDIENTI per 5
una confezione di crema di marroni 
150 ml panna fresca da montare
10 meringhe
50 gr cioccolato fondente

Come procedere? tritare il cioccolato a pezzi piccoli e distribuirlo in parti uguali sul fondo di ciascun bicchiere. Successivamente mettere una cucchiaiata abbondante di crema di marroni, su cui adagiare della panna montata. Completare con le meringhe sbriciolate. Tenere in frigo e servire freddo.

Alcune precisazioni son d'obbligo...innanzitutto non mi pare consono sostituire la panna fresca (rigorosamente non zuccherata, per contrastare col dolce della crema di marroni) con quella tipo Spray Pan o simili. Un po' per il gusto, ma anche per la consistenza, che in quest'ultimo caso mi pare eccessivamente aerea!
Per la crema di marroni consiglio quella dell'Esselunga che non solo è conveniente, ma è anche molto buona...non è troppo zuccherata e sa davvero di castagna. Avevo provato anche una fighettata francese, ma era quasi stucchevole.
Certo, non ce la vedo spalmata sul pane, ma per questo tipo di preparazione è l'ideale.
Per chi volesse completare la coppa, anzi mini coppa, in modo tradizionale, si possono aggiungere delle violette candite.

Non è un dolce leggero o dietetico, ma una volta ogni tanto si può fare uno strappo!


giovedì 19 febbraio 2009

Crème Caramel fatto in casa!


Una volta il budino pronto, cioè la polverina da addensare sul fuoco, era il mio rifugio in caso avessi bisogno di qualcosa di dolce...anche perché in fondo cos'è? Latte...
Nel senso che tra le porcherie è una delle meno peggio! Naturalmente mi piaceva solo quello al cioccolato (e te pareva), mentre quello alla vaniglia lo mangiavo per dovere.
Poi un bel giorno ho deciso di provare a farlo io, da sola, con tutti i crismi...latte, uova, caramello...
Non ero molto sicura della riuscita, ma tutto sommato la cosa era poco impegnativa e male che vada avrei avuto del budino semiliquido da bere (non si butta via niente!).

Ebbene, è diventato uno dei punti forti della mia cucina! Il crème caramel è passato da dolce dei disperati -nel senso che chiunque è capace di preparare quello Elah- a dolce con una sua dignità.
Inoltre il fatto che pochi ancora lo facciano in casa fa sì che quando lo si porta in tavola tutti rimangano stupefatti ed estasiati dal suo gusto, distanti anni luce da quello sintetico che conoscono. Eppure la preparazione è di una facilità disarmante, direi che è statisticamente impossibile che non sia buono...

INGREDIENTI per 4
3 uova
mezzo litro di latte
100 gr di zucchero
una stecca di vaniglia o scorza di limone

per il caramello
qualche cucchiaio di zucchero

La cosa più complicata, per me, è preparare il caramello, che per questa ricetta deve essere ben colorato (per creare un piacevole contrasto cromatico con il colore del budino in sè). Bisogna mescolare un paio di cucchiai di zucchero semolato con due cucchiai di acqua e cuocere tutto su fuoco vivace. Quando il caramello avrà preso un colore marroncino, colarlo negli stampini da budino e cercare di distribuirlo omogeneamente sul fondo, prima che si solidifichi.
Dove sta il problema? Il problema sta nel non bruciare il caramello, in modo che non sia né troppo pallido né prenda un retrogusto cattivo. Nel dubbio meglio comunque toglierlo prima! Attenzione, non cercate di mescolarlo! Lasciatelo lì fino a cottura ultimata e versate.

Nel frattempo si può preparare il budino: mescolare le uova con lo zucchero, aggiungendo il latte caldo nel quale si sarà lasciata in infusione una stecca di vaniglia o una scorzetta di limone - ma anche se lo lasciate nature è buono comunque!
Mescolare e dividere il composto nei quattro stampini in cui si è già messo il caramello.
Cuocere a bagnomaria a bassa temperatura (160°) per almeno due ore.

Il mio consiglio è quello di prepararlo in anticipo, anche il giorno prima va bene, in modo che al momento di toglierlo dagli stampi sia ben solidificato. 
Per agevolare lo scocottamento dei budini (mio neologismo che significa: togliere dal contenitore) è bene passare un coltello dalla lama non seghettata tra la parete dello stampino ed il budino stesso. Magari il primo crème caramel non uscirà perfetto, ma ci si prende la mano subito!

Una volta preso il via, si potranno sperimentare anche il bonet o dei crème caramel più particolari, come quello che faccio con il latte di cocco, visto che il procedimento è analogo.

Provate, non rimarrete delusi!