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martedì 21 agosto 2012

Rotolo di Pane con Chevre, Noci e Miele


Lo so, usare il forno in estate, in questa estate, è da pazzi, ma io resisto, resisto...ma dopo un po' cedo!
Tutto quello che viene fatto al forno è così gustoso che fa venir fame anche ora che con questo caldo l'appetito è ai minimi storici.

Quindi, sebbene con una certa parsimonia, mi capita di preparare una torta salata, un branzino al sale (quello stasera, chissà che sudata...) o come in questo caso un rotolo di pasta di pane farcito con formaggio e frutta secca.
Da mangiare rigorosamente tiepido, alla faccia di chi dice che il pane caldo fa male. È buono, e questo chiude la diatriba.

Ho utilizzato un avanzo di pasta di pane che avevo preparato per mia sorella (velocemente, uso 500 gr farina manitoba, 300 ml acqua, una bustina di lievito di birra, sale e olio, più riposa, meglio è) stendendolo in una forma rettangolare.
Al centro, lasciando solo due centimetri alle estremità, ho messo il formaggio Saint-Maure a pezzetti (quello da supermercato, non quello originale), gherighi di noci e poi ho aggiunto, sopra, un cucchiaino di miele di castagno, che col suo gusto amarognolo ben si sposa con il formaggio.

Ho poi arrotolato l'impasto e ho formato una ciambella, facendo in modo che le estremità della stessa, da cui poteva fuoriuscire in cottura il formaggio, fossero ben sigillate.

Cottura di circa 30 minuti in forno a 220°,per decorarlo ho aggiunto anche delle noci sull'esterno.

Per me ottimo da mangiare ancora tiepido, insieme ad un'insalata.
Più si stende la pasta sottile, più "importante" risulterà essere la farcitura. Ricordatevi che ovviamente poi il pane si gonfierà, quindi la proporzione tra ripieno e pasta di pane, da crudo, è ben diversa da quella a cottura ultimata.

lunedì 7 marzo 2011

Scones, Vero Comfort Food!


Ieri sembrava proprio che l'inverno fosse ormai finito: cielo azzurro, sole caldo, i bulbi che spuntano in giardino...
Ma per fortuna il freddo è ancora in agguato! Se non ci fosse il freddo che scusa ci si potrebbe inventare per passare un pomeriggio a mangiare cose ipercaloriche? Nulla!
Il freddo invece invita all'indulgenza, anche culinaria, e alla sperimentazione...se si sta chiusi in casa tanto vale accendere il forno e provare qualche ricetta nuova. E poi magari invitare le amiche a testare i risultati (in questo caso ho invitato i suoceri, ai tempi che furono, che come cavie valgono meno di zero...).

Proprio in quest'ottica del cucinare non perché bisogna mangiare, ma per puro sfizio avevo fatto, a gennaio, l'orange curd. E di conseguenza mi ero anche decisa a provare i famosi scones, come accompagnamento...scones che, ribadisco, non avevo mai mangiato prima non essendo mai stata in Inghilterra...

Avevo trovato online e su qualche rivista varie ricette nel corso degli anni, e alla fine ho scelto quella che vi propongo per stato di bisogno: era l'unica che non prevedeva uova.
Ora, non ricordo più da dove l'ho tratta (avendola cercata a casa appena preso nota degli ingredienti ho subito spento il computer, che lì si consuma anche a non far nulla...e poi quando serve non va più).
Quindi se qualcuno leggendo il seguito capisse l'origine della ricetta me lo segnali che a mia volta segnalerò, con piacere, il sito o blog da cui l'ho tratta.

INGREDIENTI
240 gr farina 00
10 gr lievito per dolci
30 gr zucchero
75 gr burro a temperatura ambiente
150 ml latte (che ho deciso di sostituire in parte con della panna acida che m'avanzava)

Fondamentale è lavorare l'impasto con il burro a temperatura ambiente, né liquido quindi, né troppo solido.
Una volta lavorato bene l'impasto dovrebbe uscirne una pasta tipo da pane molto elastica. Stenderla su un piano di lavoro infarinato alta circa un dito e poi ricavarne delle formine. Io per evitare di danneggiare il piano di legno ho utilizzato delle tazzine del caffè (quelle che aveva l'Ikea una volta, senza manico, di diametro di circa 3-4 cm).
Mettere gli scones su una teglia rivestita con carta da forno, spennellare la superficie eventualmente con latte e cuocere a 180 ° per circa 15 minuti.

Circa l'effetto finale c'è da fare un distinguo. Ho un forno da 90 cm e ho notato ahimè che purtroppo la cottura non è omogenea (forse dovrei provare col ventilato). Quindi gli scones che si trovavano nel centro del forno sono venuti benissimo, si sono alzati rimanendo dritti, mentre quelli ai lato parevano un poco sofferenti (come si vede nella foto!) e ingobbiti. Quelli brutti, ma buoni sono sempre i candidati a finire diritti in bocca alla cuoca, che peccato ;-D

Comunque ottimi, pieni di burro, ma ottimi!
E soprattutto facilissimi da fare visto che non necessitano di lievitazione, la pasta è pronta in dieci minuti massimo e si raffreddano abbastanza velocemente.
Da provare (e che fame...).

lunedì 7 febbraio 2011

Panini alla Frutta Secca

Dopo la marmellata in bilico sulla ringhiera del terrazzo oggi abbiamo il panino alla frutta secca che invece troneggia sulla fotocopiatrice ;-)

Ieri ho preparato la pasta di pane per fare la pizza, ma visto che Matteo per un paio di giorni sarà via ho preferito non utilizzare tutta la pasta a disposizione, ma destinarne un po' per altri scopi. In realtà poi alla fine è venuta tanta pizza uguale...avrei potuto far più panini, in effetti.

Per darvi l'idea delle dimensioni, ho cotto i panini in uno stampo da 12 muffin, in modo che tenessero meglio la forma, mettendo all'interno di ogni spazio una pallina di pane che occupasse i 2/3 della forma.

Non ho la più pallida idea di quanti ne vengano utilizzando tutta la pasta, io ne ho fatti quattro, credo che a pieno regime ne vengano almeno una quindicina.
Ne ho fatte due versioni: quella con la frutta secca e quelli salati con erbe provenzali e capperi tritati. Visto che l'aggiungere gli ingredienti nella prima fase di lavorazione rende più facile il lavoro (se messa dopo la frutta secca tende a sgusciare via da tutte le parti) meglio separare fin dalle prime mescolate i due impasti.

Ho preferito mantenere la pasta di pane salata e non aggiungere zucchero, mi piace il contrasto tra la dolcezza della frutta ed il sapore salato della mollica.
Per tre panini ho usato due albicocche secche, un cucchiaio di uvetta (fatti entrambi rinvenire in acqua calda per 15 minuti) ed un cucchiaio di pinoli, ma anche noci e fichi secchi ci starebbero bene.
Per rendere la superficie così colorata, e per dare un tono di dolce, ho spennellato la superficie del panino con miele di castagno, allungato leggermente con pochissima acqua per renderlo più scorrevole.

La versione salata prevedeva invece un cucchiaino di trito di capperi e un pizzico di erbe provenzali. Ma che dire di parmigiano e olive nere? peperoni e scamorza? pecorino e menta?
Insomma, la pasta di suo sta insieme da sola, poi si può aggiungere a proprio piacimento quello che più piace!
In questo caso ho sostituito il miele con poco olio e decorato la superficie con pepe nero macinato fresco.

In forno per circa 10 minuti a 250°.

INGREDIENTI per la pasta di pane
500 gr farina 00 o manitoba
300 ml acqua o latte
un cucchiaio di olio
due cucchiaini di sale
una bustina di lievito secco

Amalgamare gli ingredienti, quando l'impasto inizia ad essere sì appiccicaticcio, ma già gestibile, iniziare a lavorarlo a mano sul piano di lavoro infarinato.
Secondo la mia esperienza è meglio aggiungere gli altri ingredienti quando è ancora nella fase dell'appiccicaticcio, in modo che durante la lavorazione vengano ben inglobati nell'impasto.
Lasciar riposare in un posto tiepido, coperto con uno straccio umido, per circa un'ora. Una volta gonfiato, lavorare nuovamente l'impasto, formare i panini e mettere ciascuna pallina di pane nella teglia dei muffin e proseguire la lievitazione per ancora 30 minuti.
Spennellare e cuocere in forno come indicato sopra.

mercoledì 12 gennaio 2011

Flammkuchen, ovvero Nostalgia delle Scorse Vacanze :-)


Come si suol dire, Paese che vai, cucina che trovi. Senza che nessuno si senta offeso, trovo davvero riduttivo cercare all'estero la cucina italiana quando si ha la possibilità di toccare con mano (o assaporare con la propria bocca, è meglio!) piatti nuovi, sapori inediti.
Magari per dire che sono stati una schifezza, ma anche questo per me è il bello del viaggiare, no? E poi la cucina italiana all'estero, salvo eccezioni, altro non è che una lontana parente di quella a cui siamo abituati, non ne vale davvero la pena (anche se ho mangiato in Olanda una delle paste alla carbonara più buona della mia vita, ricordo ancora dove...al ristorante "Costa Smeralda" di Den Helder).

"Bella forza" dirà qualcuno "sei stata in Germania, mica in posti strani!". Vero anche questo, ma c'è anche chi si lamenta della cucina tedesca, basata solo su crauti e Würstel (aromatizzati alla diossina?).

L'estate scorsa, nella nostra canonica settimana di vacanza "culturale", abbiamo viaggiato tra Francia e Germania, toccando Mainz, Wiesbaden, Trier, Ulm, Strasburgo e Colmar. La Flammkuchen (o Tarte Flambée, che dir si voglia) ci ha accompagnato più volte, lungo la strada: dalla prima mangiata a Ulm, alla Weinfest -quando ancora pensavo fosse una torta salata- a quella sbocconcellata al freddo di Saarburg.

C'è piaciuta ed una volta a casa ho provato a rifarla, arrangiandomi in qualche modo.

Quella nella foto è l'ultima della serie, condita con peperoni, zucchine, formaggio di capra, crème fraîche taroccata e speck. Visto che la pasta di pane va tirata molto sottile la quantità di pasta di pane che di solito faccio per una pizza abbondante qui basta per due teglie di Flammkuchen :-)

INGREDIENTI per 2 teglie
per la pasta di pane:
500 gr farina 00
una bustina di lievito di birra secco
300 ml acqua
un cucchiaio di olio
sale

per la crème fraîche taroccata:
2 cucchiai di panna acida
3 cucchiai di ricotta
un cucchiaio di capperi sotto sale
erbe provenzali
aglio o cipolla

per farcire:
una confezione di formaggio di capra tipo Sainte-Maure
un peperone rosso piccolo
una zucchina
10-12 funghi champignons
speck

La prima cosa da fare è preparare la pasta di pane, a meno che non la si voglia comprare già pronta (all'Esselunga, ça va sans dire...), mescolando farina, lievito di birra secco, acqua e olio, regolando di sale. Una volta raggiunta una certa consistenza lavorare l'impasto su un piano leggermente infarinato, non cedendo alla tentazione di aggiungere troppa farina: mano a mano che la si lavora diventerà più omogenea. Una volta formata una palla metterla in una terrina, coprire con uno strofinaccio umido (evitando così che si formi una crosta in superficie) e far riposare in un luogo caldo, ad esempio vicino ad un calorifero.

Nel frattempo si può preparare il sostituto della crème fraîche. Volendo la si può comprare al supermercato, ma non so perché qui ho visto che costa uno sproposito...e al discount vicino a casa, che ne teneva una sottospecie molto buona, non c'è più.
Per ovviare si possono mettere in un mixer ricotta (meglio quella un po' più asciutta), panna acida, cipolla o meglio ancora un pezzetto di aglio, capperi ed erbe provenzali. Frullare il tutto e ne uscirà una cremina da usare come base della Flammkuchen.
Tagliare le verdure a pezzetti ed i funghi a fettine.

Una volta lievitata la pasta di pane, stenderla il più sottile possibile.
Trasferirla in due teglie per pizza, foderate con carta forno (io avendo comprato una teglia nuova l'ho messa senza carta ed è venuta benissimo! basta poi non tagliarci la Flammkuchen dentro!).
Distribuire la finta crème fraîche sulla base, poi le verdure a crudo (peperoni, zucchine e funghi), completare con il Sainte-Maure a fettine e lo speck.
Cuocere in forno a 250°, una decina di minuti è sufficiente in quanto la pasta è davvero bassa.

Idee alternative? Speck, cipolle, porri, salumi vari, rucola.
L'importante è che alla base ci sia sempre la crème fraîche...ed il pomodoro...verboten!!



martedì 27 luglio 2010

Baguette? Ciabatta? Pane!


Qualche settimana fa ho preso in visione in biblioteca un libro delizioso ("Pane, dolci e biscotti" di Leila Lindholm, che dovrebbe essere la traduzione del suo "A Piece of Cakes").
Oltre ad essere davvero ben fatto, con quelle pagine di carta spessa e porosa, arricchite da fotografie invoglianti, offre una notevole quantità di ricette da forno, con una piccola sezione dedicata invece ai dolci senza cottura.
Ci sono, come dice il titolo, ricette di biscotti (ad esempio i cookies nelle loro varianti), torte e pani, sia dolci che salati.
In attesa di comprarlo probabilmente in inglese ho preso nota sul mio quadernino di qualche ricetta interessante, tra cui quella della baguette.
Peccato che, nella fretta, mi sono appuntata gli ingredienti in modo strano (avevo una versione 1 ed una versione 2, con la differenza che la versione 2 presupponeva di partire dall'impasto base della 1...mah...) e quindi ho realizzato questo pane un po' alla mia maniera...

Però è venuto bene, domenica sera ne hanno spazzolato un intero filone, a cena.
Per impreziosirlo ho usato dei semi misti (sesamo, zucca, girasole e lino) che ho comprato a poco prezzo in un supermercato sloveno.

INGREDIENTI
5 gr lievito fresco
300 ml acqua
300 gr farina (più almeno altri 3 cucchiai per lavorare l'impasto)
sale

La prima cosa che mi ha stupita è stata la quantità di lievito: possibile così poco? non è che magari c'era scritto "secco", trascritto poi da me come "fresco"? E poi il rapporto liquido-solido...ma in fondo non è che avessi molto da perderci, 300 gr di farina non sono la fine del mondo!
Così mi son cimentata in questa preparazione, una volta utilizzando la farina di grano duro, mentre la seconda usando 100 gr di grano duro e 200 gr di farina manitoba.
Risultato apprezzabile in entrambi i casi, anche se il primo pane era ovviamente più tendente al giallo.

Torniamo alla preparazione. Sciogliere il lievito in 300 ml di acqua calda, ma non bollente (questo è l'unico passaggio delicato della preparazione) ed aggiungere la farina. Ne uscirà un impasto abbastanza molliccio, tanto che è il caso di lavorarlo poco e con le mani ben infarinate, su un piano altrettanto infarinato.
Dopo di che rimettere l'impasto nella terrina e lasciar lievitare in un posto caldo, coprendo il contenitore con uno straccio umido affinché non si secchi in superficie e lieviti al meglio.

Io l'ho lasciato lievitare tanto, ho preparato l'impasto a metà mattina e sono passata a darci un'occhiata a metà pomeriggio.
L'impasto, crescendo, diventa se possibile più liquido, ma è solo un'impressione!
Bisogna prendere un cucchiaio e dargli una mescolata (aggiungendo in questa fase il sale), poi lavorarlo poco a mano dandogli una forma allungata. Nel frattempo accendere il forno e preriscaldarlo a 230°.
Trasferire l'impasto su una teglia con carta da forno.

Qui scatta il dubbio...ma è una baguette o una ciabatta? Quando ho spostato l'impasto s'è lasciato piuttosto andare! La prima volta ho cercato di ridargli forma aiutandomi con delle palette in silicone, le lecca-pentole, mentre la seconda (quella della foto) me ne son fregata e l'ho lasciato come veniva.
Spennellare la superficie con poca acqua o latte e distribuire i semi.

Infornare a 230° per circa 20-25 minuti, a seconda del forno.

Ammetto di aver avuto qualche perplessità sulla riuscita di questo pane, sono abituata ad impasti belli sodi, però bisogna avere fede!

In conclusione, non sono ben in grado di inquadrare questa mia creatura, ma in ogni caso è semplicissima da fare ed ottima sulla tavola. Ne esce un pane più tipo ciabatta, in effetti, con poca mollica, ma davvero buono da servire con un'insalata di pomodori e feta.

Lo so che parlare di pane e forno in questa stagione non è il massimo. Appuntatevela per quest'autunno!

venerdì 30 aprile 2010

Panini alla Ricotta


Tra le cose da preparare in casa, da soli, credo che il pane sia una di quelle che da più soddisfazione, o almeno a me!
Mi piace molto la preparazione, anche se tra lievitazione e cottura se ne va sempre un mezzo pomeriggio, ma il lavorare a mano l'impasto e vederlo passare da una cosa appiccicosa ad una palla elastica e facile da gestire mi dà sempre una certa soddisfazione.
Poi, a conti fatti, non è che ne mangiamo tanto, di pane, io e Matteo...direi quasi mai! Apprezzo più l'iter che il risultato.

Per questo motivo di solito preferisco preparare pani integrali, come quello che si ottiene dalla Farina Molino Spadoni Pane Nero, che rimangono morbidi più a lungo, quasi una settimana, e si sposano bene sia con il dolce che con il salato.

Questa volta ho cambiato e ho testato una ricetta tratta dal libro "Pane. Il piacere di preparare in casa", della Food Editore, un volume davvero interessante e con ricette per tutti i gusti, anche se abbastanza costoso (24 Euro).
Ho provato, quindi, a fare un pane alla ricotta. La mia speranza era che la presenza di questo formaggio rendesse il pane più umido e quindi ne consentisse la conservazione per più giorni.
Da questo punto di vista non ci siamo, diventa secco nel giro di un giorno o poco più. Ma la consistenza compatta della mollica, invece, ne fa un ottimo prodotto da tagliare e surgelare.

Avete mai comprato delle baguette o ciabattine al supermercato che, una volta sgelate, perdono compattezza? quando le tagli la crosta va da una parte e la mollica dall'altra...che tristezza...
Invece questo pane rimane ottimo, morbido, adattissimo per fare colazione anche perché in questa stagione nel giro di 15 minuti a temperatura ambiente le fette sono perfette!

INGREDIENTI
1 kg farina 00
250 gr ricotta
50 gr burro
15 gr zucchero
20 gr sale
una bustina di lievito secco oppure 25 gr lievito di birra fresco
uovo per spennellare, semi vari

Premetto che con queste dosi ne esce davvero tanto, ma come detto poi si può surgelare e quindi nulla andrà buttato!
In una terrina capiente lavorare ricotta, zucchero e sale in modo da rendere il formaggio morbido e senza grumi. Aggiungere il burro morbido (a temperatura ambiente), poca farina ed il lievito. Proseguire posi alternando la farina all'acqua, per non rendere l'impasto eccessivamente asciutto e difficile da amalgamare.
Una volta esauriti gli ingredienti infarinare il piano di lavoro, versarvi sopra l'impasto e lavorarlo in modo energico per almeno 10 minuti o fino a quando non avrà un aspetto omogeneo. Fatto ciò, formare una palla e metterla nella terrina a riposare per almeno 90 minuti, leggermente infarinata e coperta da uno straccio bagnato, per mantenere la giusta umidità, in un posto caldo. In questa stagione va bene anche su un davanzale dove arriva un po' di sole.

Dopo la lievitazione lavorare nuovamente il pane e dare la forma desiderata. Io ho optato per una treccia e per un paio di panini.
Nel primo caso l'ho preparata, messa sulla teglia da forno, spennellata con l'uovo sbattuto e poi decorata con due tipi di semi alternati (sesamo e papavero). Nel secondo caso ho formato dei panini rotondi, li ho spennellati sulla sommità e li ho poi immersi a testa in giù nel contenitore dei semi. Ecco come mai ho ottenuto una decorazione fitta e quasi perfettamente circolare! Ho poi spennellato anche il resto del panino, prima tralasciato perché dovendoli prendere in mano per decorarli preferivo non fossero viscidi.

Lasciar riposare un paio di minuti, quel tanto che basta per accendere il forno e portarlo a temperatura, e cuocere a 180° per circa 45 minuti.

Ovviamente più il pane è grosso e più ci impiega.

Per coloro che usano il lievito fresco (che io ormai trovo scomodo) il procedimento parte dallo scioglimento del lievito in acqua calda, da aggiungere poi alla farina. Quindi prima ricotta, sale e zucchero, poi poca farina, e lievito sciolto in acqua...

Entrambe le forme sono adatte alla conservazione nel surgelatore anche se la treccia tagliata a fette è più rapida da far sgelare. Però i panini son più belli da vedere.
Assolutamente sconsigliato a coloro che quando mangiano il pane tolgono la mollica, logicamente!

lunedì 12 aprile 2010

Calzone alle cipolle, pomodori e olive


Fine settimana fiacco, quello che ho appena passato...a parte il tempo (tanta, ma tanta acqua) ci si è messa la frustrazione dell'avere un nuovo libro sulle Käsekuchen e di non poter sperimentare una ricetta che mi piaceva davvero molto a causa della (solita) mancanza di agar agar. Domani giuro che vado a comprarla!!!
Quindi non ho fatto granché e quindi mi tocca riciclare una ricetta della settimana scorsa. Un banale calzone farcito con verdura. Un piatto che mi sa di estate e di pranzi all'aperto...
Ho leggermente barato perché ho comprato la pasta di pane all'Esselunga, anche se quella casalinga mi viene comunque bene, ma mi porta via troppo tempo per la lievitazione.

INGREDIENTI per quattro
700 gr pasta di pane
2 cipolle rosse
2 zucchine
una quindicina di olive verdi grandi
100 gr provola
sei pomodori pizzutelli (o due pomodori ramati)
olio, sale, semi di sesamo per decorare

Tagliare la cipolla a fette, le zucchine a dadini e cuocerle insieme in una padella ampia con un cucchiaio di olio a fuoco vivace. Dopo cinque minuti aggiungere i pomodori tagliati in quarti e proseguire la cottura a fuoco più basso, unendo poi le olive a pezzetti e regolare di sale.
In questo modo le verdure verranno bagnate dall'acqua dei pomodori e non si dovrà aggiungere altro condimento.
Stendere la pasta di pane abbastanza sottile e distribuire su metà della superficie il formaggio a fettine, aggiungendovi sopra le verdure lasciate intiepidire. Richiudere la pasta di pane su se stessa, sigillando bene i lati.
Cuocere in forno già caldo a 250° per circa venti minuti.
Dopo una decina di minuti, quando la crosta di pane superficiale si è già solidificata, spennellarla con il residuo di olio e sugo di pomodoro rimasto nella pentola delle verdure, decorando poi con semi di sesamo tostati e provola grattuggiata.

A me è piaciuta molto questa soluzione perché cipolle e olive si sposano davvero bene e le zucchine alleggeriscono la farcitura, inoltre la provola, o l'auricchio, essendo stagionati non perdono acqua e non si rischia di avere la pasta di pane troppo bagnata. Volendo aggiungere anche altri formaggi, come il gorgonzola o la scamorza affumicata, oppure variare le verdure, mettendo zucchine e melanzane grigliate.
Insomma, ci si può sbizzarrire...!

martedì 16 febbraio 2010

Muffins profumati all'arancia con tacchino e formaggio


Sempre tratto dal libro di cui vi ho parlato nel post precedente...
Un muffin salato aromatizzato all'arancia, farcito con tacchino affumicato, Philadelphia e mirtilli! L'autore del libro prevedeva due varianti: oltre a questa illustrava anche una versione profumata al rosmarino e accompagnata con prosciutto affumicato e composta di mirtilli. Si tratta di due cose simili, quindi si potrebbe fare anche un po' e un po'.

La preparazione è stata semplice, anche se con questo libro ho avuto qualche problema con le quantità: dovevano uscire 20 muffins (o meglio, mini muffins) ed io ne ho preparati solo 8.
Per fortuna eravamo solo in quattro ;-)
Io ho utilizzato i tradizionali stampi da muffins che si trovano in Italia, quelli a 12 posti, quindi non so se in Inghilterra ce ne siano anche di più piccoli!
Per quanto sia meglio prepararli in giornata - tanto sono rapidi - ho potuto assaggiarne uno, l'ultimo rimasto, il giorno dopo e l'ho trovato ancora fresco.

INGREDIENTI per 8 muffins normali
175 gr farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
½ cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
45 gr burro
1 uovo
125 ml latte
scorza di mezza arancia

per farcire
8 fette di tacchino affumicato (quello che si trova tra gli affettati)
una confezione di Philadelphia (circa 80 gr)
un cucchiaio di mirtilli neri

Lavorare il burro a temperatura ambiente con l'uovo, la farina, zucchero, lievito, sale e bicarbonato. Aggiungere il latte e la scorza di arancia, mescolando in modo da evitare che si formino grumi.
Io ho utilizzato gli stampini per muffins in silicone, fatti a m' di pirottino, che ho adagiato nei buchi dello stampo tradizionale. In questo modo ho evitato di dover imburrare anche quest'ultimo.
Mettere circa un cucchiaio abbondante di composto in ogni pirottino e cuocere in forno già caldo a 200° per circa 15 minuti.

Una volta sfornati, lasciar intiepidire e poi tagliare a metà nel senso della larghezza con un coltello seghettato. Spalmare con il formaggio, adagiarvi sopra una fetta di tacchino leggermente arrotolata (in modo che dia anche del volume) e decorare con due o tre mirtilli freschi, o composta di mirtilli. Attenzione, macchiano da maledetti, quindi prima di prendere in mano il muffin e spostarlo verificare di non aver le mani sporche.

Per la versione alternativa basta sostituire la scorza d'arancia con un cucchiaio di rosmarino tritato, il tacchino con il prosciutto ed i mirtilli neri con una composta di ribes o di mirtilli rossi, come quella in vendita all'Ikea, che è aspra il giusto!

lunedì 15 febbraio 2010

Striscioline croccanti all'aglio ed erbe


Sabato ho, per la prima volta, sperimentato un paio di ricette prese da un libro che avevo preso in biblioteca qualche anno fa...e che poi, dopo avergli fatto la corte inutilmente in Italia (niente da fare, non si trovava), mi sono decisa ad acquistare su Amazon, in versione inglese.
Si tratta di "Stuzzichini" di Erick Treuille, che qui vedete sul sito di Amazon...tra l'altro, cosa molto utile, lo si può in parte sfogliare, per rendersi conto di com'è strutturato ed alla fine si trova anche l'indice, per sbirciare le ricette contenute.
Io l'ho comprato per soli 10 Euro, spese di spedizione comprese, e devo dire che ne è valsa la pena, anche se... - perché c'è una pecca - ...non avevo mica pensato al fatto che gli ingredienti fossero indicati in tazze, once e via di seguito.
Fortuna vuole che io avessi, diciamo, preso nota delle ricette che più mi interessavano, nella loro versione italiana e quindi ho solo dovuto appuntarmi la quantità di ingredienti nei più familiari grammi, quando la ricetta lo richiedeva.

Sabato, in occasione dell'invito a cena della mie cavie speciali, Giuly e Piero, ho provato a fare i muffin salati, i biscottini con parmigiano e olive e, facilissimi, quei bastoncini che vedete in foto.
Più che fare, qui si tratta di rielaborare, quindi non c'è assolutamente rischio di sbagliare o di preparare qualcosa di non buono.
Cosa serve? servirebbe del pane pita, che ovviamente io non ho trovato. Ma al mio fido Esselunga ho trovato del pane arabo (non quello pieno di mollica che si trova abitualmente dal fornaio, ma uno basso basso...tipo piadina più morbida) che faceva proprio al caso mio!

Le operazioni da fare sono tre: tagliare, spennellare ed infornare.

Per prima cosa, tagliare il pane in strisce, come vedete nella foto (circa un dito di larghezza).

Secondo, spennellarle con un olio all'aglio...basta anche mettere dell'aglio tritato a riposare in due cucchiai di olio una mezz'ora prima di utilizzarlo. Uno spicchietto basta per due panini.
Dopo aver spennellato cospargere la superficie con erbe provenzali essiccate (rosmarino, salvia, timo, maggiorana) e sale fino.

Ultimo, infornare circa 5 minuti, fino a quando il pane non risulti croccante.
La strisciolina deve stare bella dritta.

Ottimi fatti al momento, ancora belli caldi, ma deliziosi anche preparati in anticipo.
Grande figura, poca spesa, zero fatica!

lunedì 5 ottobre 2009

Pane dolce alla zucca

Se c'è una cosa di cui vado matta è, purtroppo, il pane, soprattutto quando è ancora caldo!
"Purtroppo" perché, come dicono in molti, la farina fa male, molto più dei grassi, ma come si fa a resistere??!!

Ieri avevo a portata di mano un avanzo di zucca, davvero troppo poco per farci qualcosa di serio, quindi ho preparato un filone di pane. Non è venuto molto alla zucca, vista la poca quantità, ma quel tanto che basta per sentirsi meno in colpa visto che potevo dire che dentro c'era la verdura!

L'anno scorso avevo trovato un'ottima ricetta, ma ieri non trovavo più né quella né il mio quadernino dove prendo nota delle ricette, e alla fine mi sono arrangiata in qualche modo!

INGREDIENTI
500 gr farina
una bustina lievito di birra secco
300 ml latte
20 gr burro
4 cucchiai zucchero
1 cucchiaino sale
300 gr zucca

Per evitare di avere un pane troppo umido è meglio non lessare la zucca, ma tagliarla a fette sottili e farla cuocere in forno, distribuita su una teglia. Una decina di minuti è più che sufficiente.
Una volta cotta, frullarla o passarla con il passaverdure: nel primo caso si otterranno dei pezzi più grossi, nel secondo caso si avrà un risultato più omogeneo.
Nel frattempo mescolare lievito, farina, zucchero e parte della farina. Aggiungere il latte riscaldato in cui si è fatto sciogliere il burro (comunque facoltativo), la zucca e la restante farina, con il sale.
Formare un panetto, dopo aver lavorato l'impasto in modo energico in modo da distribuire uniformemente la zucca.
Lasciar riposare in un luogo caldo e umido (magari coprendo il panetto con uno strofinaccio bagnato e strizzato) per almeno due ore.

Una volta lievitato, lavorarlo nuovamente e creare le forme di pane (singolo panini o, come nel mio caso, un unico filone).
Per decorare si può spennellare la superficie del pane con albume o tuorlo d'uovo, oppure cospargerla di semi di papavero.
Infornare e cuocere a 220° per circa 30 minuti (il tempo di cottura varia, ovviamente, anche in considerazione della dimensione del pane).

La quantità di zucca può essere aumentata almeno fino a 500 gr, quello che ho fatto io, come si vede dalla foto, era più un accenno di pane di zucca che uno vero e proprio.
L'aggiunta di zucchero lo rende ovviamente adatto ad una colazione.

venerdì 24 aprile 2009

Trink, trink, Brüderlein trink...i Bretzel!


Eccomi superare agevolmente uno dei mie scogli culinari: la preparazione del Bretzel!
Questo panino per me significa Germania, vacanze, libertà...provo davvero uno struggimento a vederlo e mi son perfino ridotta a comprarlo qui in Italia, senza ritrovarne la bontà autentica che caratterizza quello tedesco! Non so, starmene lì, con mio Bretzel in mano mi confortava...una specie di coperta di Linus lievitata.

Lo scorso fine settimana, tra un attacco di emicrania e l'altro, mi son decisa. Ormai ci pensavo da settimane e, dopo aver preparato i bagels (poi capirete qual'è l'affinità tra le due cose), mi son sentita pronta per questo esperimento!

Credo li rifarò presto, sia perché son venuti buonissimi, sia perché fanno davvero la loro porca figura...vuoi mettere presentare a qualche amico dei Bretzel casalinghi insieme ad una buona birra e qualche salume? Altro che aperitivo con patatine e olive...

INGREDIENTI per circa 8 pezzi
una bustina di lievito secco
450 gr farina
2,8 dl acqua
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiaini di sale
4 cucchiai di bicarbonato
sale grosso

La prima cosa da fare è preparare una pastella fluida, da lasciar lievitare una ventina di minuti, a base di acqua, lievito, 200 gr di farina e lo zucchero. Io utilizzo il lievito secco Paneangeli, che non necessita di essere prima sciolto in acqua tiepida...lo si può aggiungere direttamente nella farina: il rischio di cattiva lievitazione è azzerato!
Trascorso il tempo indicato, aggiungere la rimanente farina ed il sale, impastare e proseguire la lievitazione per un'altra ora.
Adesso arriva il bello! Il Bretzel si caratterizza proprio per la forma tipica, quindi è necessario prepararli così...non esiste farli a forma di panino normale!
Dividere la pasta in 8 pezzi e lavorarla fino ad ottenere un filoncino di pasta di circa 40 cm...procedere dando la forma desiderata. Ho allegato una foto piuttosto grande proprio per permettervi di capire bene come girare la pasta...bisogna fare una specie di ovale, dopo di che incrociare le due estremità del filoncino ed "attaccarle" sul bordo dell'ovale.
Detto così sembra un casino, mi rendo conto, in realtà è più facile a farsi che a dirsi...

Nel frattempo scaldare due litri d'acqua con 4 cucchiai rasi di bicarbonato...una volta bollente immergervi i Bretzel e cuocerli circa 50 secondi, scolarli con la schiumarola e adagiarli su una teglia ricoperta di carta da forno. Decorare con qualche granello di sale grosso ed infornare a 200° per un quarto d'ora circa.
Io ho preferito non spennellarli di tuorlo, mi piacevano più così...e devo dire che una cosa semplice come il cuocerli in questa soluzione ha contribuito a renderli morbidissimi e saporiti.

La presenza del sale grosso non solo è caratteristica, ma aveva anche la funzione di far venire sete ai consumatori, in modo che ordinassero ancora della birra :-)

Capita l'affinità con i bagels? entrambi prevedono una cottura in acqua prima di essere infornati, una circostanza che mi ha sempre messo addosso un po' di agitazione (ora so, ingiustificata)!