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martedì 2 novembre 2010

Polpette di Merluzzo e Patate


Mah, possiamo definirla "ricetta per mamme che devono far mangiare il pesce ai figli, ma questi si rifiutano", o questo in realtà non è mai un problema e quindi la polpetta di pesce non ha necessariamente finalità dissimulatorie (quelle classiche cose tipo "ma no! non è pesce, fidati")?

Nel mio caso ha proprio finalità dissimulatorie. Il merluzzo è proprio un pesce che non mi piace cucinare, così alto, così pescioso! Preferisco una sogliola con qualche erba aromatica, o un salmone al cartoccio se proprio.
Però avevo già sperimentato queste polpette e m'era venuta voglia di rifarle. La ricetta base prevedeva della trota, ma io ho optato per il merluzzo che costa anche abbastanza poco (no, non l'ho preso in offerta all'Esselunga, sebbene ci fosse una confezione che lo era, ma non so come mai non l'ho vista).

Le polpette sono davvero rapide da preparare e con circa 200 grammi di pesce se ne ottengono due molto grandi, o tre di dimensioni medie. Si possono anche surgelare non cotte, ma essendo passate nel pangrattato poi c'è il rischio che la crosticina esterna non sia più così croccante.

INGREDIENTI per due polpette grandi
200 gr pesce (merluzzo, trota)
200 gr patate lesse
una fetta di cipolla rossa
un cucchiaio di prezzemolo tritato
pangrattato
farina per formare le polpette
uovo per impanare
un bicchiere di latte

Lessare le patate al vapore, nel frattempo cuocere il pesce a pezzi in una pentola con un bicchiere di latte. Quando quasi pronto aggiungere anche le patate, in modo che acquistino anche il sapore del pesce e un po' più di morbidezza dal latte.
Scolare, mettere in una terrina e schiacciare con una forchetta in modo da ottenere una purea (anche se ci sono pezzi più grossi non importa). Aggiungere il sale, la cipolla ed il prezzemolo tritati. Con le mani infarinate formare le polpette, passandole poi nell'uovo sbattuto (va bene anche l'albume, se avanzato da qualche altra preparazione) e nel pangrattato.

Lasciare riposare in frigorifero fino al momento in cui andranno cotte.
La ricetta prevedeva di metterle in freezer per una mezz'ora, ma per conto mio così rischiano di diventare troppo gelate e quindi di cuocersi in più tempo.

Cuocere in una padella con un cucchiaio di olio per circa 10 minuti. Di fatto sia il pesce che le patate sono già stati cotti, quindi basta dorare le polpette e scaldarle bene.

Per me sono ottime sia come secondo, con un contorno di verdure o una bella insalata, ma anche come antipasto, se preparate in versione mignon. (no, Berlusconi, ho detto "mignon", non "mignot"...!)

lunedì 27 settembre 2010

Vellutata di Lollo, Capperi e Peperone



Toh, chi si rivede!
L'autunno ormai è arrivato, è il caso di metter via magliette e sandali e rispolverare il libro delle zuppe, riabituarsi al buio che arriva presto e di serate davanti ad un piatto fumante mentre si guarda "L'Eredità"...eh, che bel programmino...

Ecco, quella di oggi non credo possa essere portata ad esempio come ricetta di zuppa, visto che è una di quei piatti inventati lì per lì, per svuotare il frigorifero, e che quindi dubito potranno avere in futuro una seconda chanche sulla mia tavola.

Però vuole essere l'esempio del fatto che, una volta frullato, qualunque miscuglio di ingredienti può ergersi al rango di zuppa casalinga!

INGREDIENTI
un cespo di lollo
una patata grande
mezzo peperone rosso
uno scalogno
un cucchiaino di capperi
sale al limone
coriandolo

Soffriggere lo scalogno in un cucchiaio di olio, aggiungere poi le verdure a pezzetti, farle rosolare qualche minuto e poi aggiungere tanta acqua quanto basta per coprire il tutto.
Cuocere fino a quando la patata non risulterà morbida, poi frullare.
Avendo aggiunto i capperi sottosale, benché sciacquati abbondantemente sotto l'acqua, non ci dovrebbe essere necessità di aggiungere sale. Nel mio caso ho voluto aggiungere un pizzico di sale al limone, ovvero quel sale che ho utilizzato per conservare le fettine di limone e che mi piace tantissimo! Completare con un goccio di olio extravergine a crudo ed una spolverata di coriandolo.
In questa ricetta, che aveva le note del limone, l'ho preferito al pepe proprio perché trovo che abbia un tocco agrumato.

Ricetta per una persona, anche perché se avessi avuto più ingredienti non credo li avrei riciclati in un piatto del genere.

Che altro ho fatto? Pain au chocolat (più o meno...) e linguine alla crema di ricotta ed erbe aromatiche. Spero tornerete nei prossimi giorni per dare un occhio anche a queste...e spero, soprattutto, di non sparire (io) di nuovo dalla circolazione ;-)

P.S. Mica l'ho trovato lo stampo delle madeleines, in Francia...che delusione...



giovedì 22 aprile 2010

Crepes di grano saraceno con cipolle, asiago e patate


Quella di oggi non è propriamente una ricetta primaverile, leggera, delicata...però in questi giorni è prevista pioggia, almeno qui in Lombardia, e l'idea di accendere un forno, di sera, per togliere quell'umidità che fa sembrare la casa così fredda non appare così malsana.

Poi cavolo, tutta sta cipolla e il formaggio, ho già l'acquolina in bocca, io!

INGREDIENTI per quattro
per le crepes
60 gr farina di grano saraceno
65 gr farina 00
350 ml latte
2 uova
sale

per farcire
150 gr cipolle bionde
200 gr patate
200 gr asiago
parmigiano, dado (o un bicchiere di brodo)

Preparare la pastella mescolando le due farine ed aggiungendo, poco alla volta il latte, amalgamando bene (Ele!) con una frusta. In ultimo unire le uova, sbattendo bene, e regolare di sale, lasciando poi riposare la pastella.
Pelare le patate, meglio se di medie dimensioni, e cuocerle in acqua bollente e salata per circa 5-10 minuti a seconda della grandezza. Tagliare la cipolla a fettine e farla rosolare con un cucchiaio di olio in una padella ampia, aggiungendo in seguito le patate ora parzialmente lessate e tagliate a fette di circa un centimetro, bagnando con poco brodo.
Quando le patate saranno ben cotte spegnere ed aggiungere il formaggio a dadini, in modo che inizi a sciogliersi.

Preparare le crepes in una padella di dimensioni adeguate, leggermente unta, facendo attenzione a non creare crespelle di spessore eccessivo. La farina di grano saraceno le rende piuttosto resistenti quindi è possibile prepararne di sottili facendo ben ruotare la pastella una volta messa nella padella, eliminando l'eventuale eccesso.
Farcire ogni crespella con patate, cipolle e formaggio e trasferirla in una pirofila.
Una volta esauriti gli ingredienti spolverizzare con parmigiano grattuggiato o, volendo, poca besciamella, e passare in forno a 200° per pochi minuti, giusto per riportarle a temperatura.

Volendo si può preparare anche in versione lasagna o torretta, ovvero alternando in una pirofila più strati di farcia e crespelle. Le porzioni sono da quattro se si accompagna con un'insalata o altro contorno di verdura. Da due in caso di piatto unico e commensali voraci!

Per mio gusto personale preferisco utilizzare proprio questi ingredienti, ma volendo è possibile sostituire l'asiago con altro formaggio simile (branzi, ad esempio), mentre non reputo le cipolle rosse o bionde adatte a questo piatto.


lunedì 19 aprile 2010

Un classico: pasta con pesto, fagiolini e patate


Nel giorno della pulizia del piccolo scomparto frezeer del mio frigorifero ho trovato una confezione già mezza usata di fagiolini surgelati. In realtà non li uso mai, non ho grande inventiva quando si tratta di questa verdura che di solito mangio lessata con poco olio e aceto.
Però questa volta ho voluto utilizzarli in un abbinamento molto classico, col pesto!

Generalmente non mangiamo molto spesso manco questo (anche perché è il piatto ufficiale di quando vado da mia suocera, quindi cerco di non abusarne a casa...!!), ma mia mamma ne ha fatto un po' l'estate scorsa e l'ha surgelato. E quello fatto in casa, beh, ha tutto un altro gusto!
Quindi ieri gliene ho scroccato un cucchiaio e ho preparato per cena un abbondante piatto di pasta. Piatto unico, ovviamente!

INGREDIENTI per uno
100 gr pasta corta
una patata
una manciata di fagiolini surgelati
un cucchiaio di pesto
un cucchiaio di pinoli
un cucchiaio di parmigiano

Pelare le patate e tagliarle a tocchetti, lessarle in una pentola abbastanza capiente (visto che dovrà ospitare anche fagiolini e pasta) per circa 10 minuti, in acqua salata. Dopo di che aggiungere anche i fagiolini, eventualmente ancora surgelati, e proseguire per ulteriori cinque minuti, e in ultimo la pasta.
Quando quest'ultima è al dente, tenere da parte un cucchiaio di acqua di cottura da utilizzare nel caso in cui il pesto risulti troppo asciutto, e poi scolare il tutto. Ributtare nella pentola aggiungendo il pesto, i pinoli precedentemente tostati ed un giro di olio crudo.
Mescolare per distribuire bene il pesto, ricorrendo all'acqua di cottura tenuta da parte se poco fluido, e poi mettere sul piatto di portata, spolverizzando con il parmigiano.

C'è chi (mio papà) obietterà che pasta e patate nello stesso piatto non va bene, però per una volta si può anche fare!

Il piatto è volutamente abbondante, in modo che funga davvero da piatto unico (non avevo voglia di preparare altro, noi di solito facciamo così...un primo con tante verdure o un secondo con altrettante verdure).
Diminuendo la quantità di pasta e di patate va benissimo in un pranzo a più portate.

P.S. il pesto surgelato, a differenza di quello che si sente in giro, non sa assolutamente di rancido...almeno quello fatto in casa.

mercoledì 7 aprile 2010

Sformato di porri e patate


Ci sono cose, nella vita, che teniamo alla larga convinti che non facciano per noi...parlo in questo caso di alcuni piatti o ingredienti, ma il paragone può estendersi anche alle cose serie della vita.
Fino a quando non ci sbattiamo contro il naso, allungando una forchettata e capendo che in fondo almeno un po' ci si era sbagliati, rimaniamo lì, arroccati sulle nostre convinzioni. E nemmeno la tipica frase da mamma, ovvero "come lo faccio io non l'hai mai mangiato!" ci fa desistere. Buttarsi e provare può rivelare grandi sorprese e quello che fino al giorno prima era un piatto indigesto, dal giorno dopo può diventare il preferito, o quasi.

Comunque predico bene e razzolo male, da un punto di vista non strettamente alimentare. Perché sono una di quelle che quando ti inquadra in un modo (sostanzialmente male) poi difficilmente cambia idea. Mentre per quanto riguarda il cibo, posso anche ricredermi:-)

Tutto sto preambolo per dire che ho preso questa ricetta da un libro che non eccelle in bellezza (ma è un lascito di una zia e quindi mi è molto caro) e che tutto sto porro non è che proprio mi andasse a genio (non ho avuto un bel rapporto col porro fino a pochi anni fa), eppure questo piatto è venuto benissimo!! Alla faccia dei miei pregiudizi.

INGREDIENTI per quattro
400 gr patate
300 gr porri
100 gr prosciutto cotto
100 gr emmentaler o gruyere
250 ml latte
10 gr burro
20 gr farina

Pelare le patate e tagliarle a fette alte circa un centimetro, sbollentarle in acqua bollente e salata per circa 10 minuti, scolare e mettere da parte. Tagliare il porro (compresa la prima parte verde) a rondelle, anche piuttosto grosse, e cuocerle in una pentola larga con poco olio, sale e qualche cucchiaio di acqua, in modo che si stufino.
Nel frattempo preparare la besciamella, facendo sciogliere il burro, aggiungendo la farina e poi, a filo, il latte, mescolando bene con una frusta in modo che non si formino grumi. Quando inizia ad addensarsi, spegnere, togliere dal fuoco, aggiungere il formaggio grattuggiato, regolando di sale ed eventualmente aggiungendo un pizzico di noce moscata.
In una pirofila distribuire le patate a fette, il porro, il prosciutto cotto a striscioline e un po' di besciamella, proseguendo fino all'esaurimento degli ingredienti. Nel mio caso sono venuti circa tre strati di patate, due di porri, due di prosciutto e tre (scarsi) di besciamella.

Cuocere in forno a 220° per circa una ventina di minuti. Di fatto gli ingredienti sono cotti, basta quindi far dorare la besciamella sulla superficie e dare un'ultima spinta alle patate.

Servire tiepido, se il giorno dopo meglio ancora!
Atenersi stomaci delicati...il porro serale non perdona.

Consigli per gli acquisti. Per ottimizzare la spesa, all'Esselunga vendono già i cuori di porro, si trovano nel banco delle verdure nella zona di quelle fresche, ma preconfezionate. Visto che ne serve abbastanza è inutile comprare tutto il porro avendo un sacco di parte verde e dura che avanza.
Per il formaggio, io ho usato un volgarissimo Emmental della Baviera, visto che comunque doveva essere cotto e mangiato con altre cose. Sicuramente optando per il gruyere ne verrà, però, un piatto molto più carico e saporito! per me van bene entrambi, a seconda dei gusti.

venerdì 4 dicembre 2009

Lasagne con crema di patate, taleggio e spinaci


Sabrina, all'ennesima ricetta a base di taleggio, mi ha chiesto se mi piace proprio così tanto! A parte che effettivamente mi piace, ma ne ho preso un quarto e chiunque abbia avuto un pezzo di taleggio ospite nel proprio frigo sa che prima lo si finisce, meglio è per tutti.
Per non sentirsi dire, ogni volta che si apre la porta del frigorifero, "ma che è sta puzza?".

Quindi il mio quartino è stato cotto e mangiato, declinato in tre varianti: risotto con taleggio e rucola, farfalle con taleggio, cipollotti e speck e queste lasagne.
A me è piaciuto tutto moltissimo, delle lasagne ho proprio fatto un assaggino perché le quantità indicate nella ricetta originaria sono non misere, miserissime, e quindi è venuta fuori una porzione per due. E tenendo conto che uno dei due è Matteo...ecco, avete capito!

Rispetto ad altre ricette di lasagne che ho proposto (quelle con porri ed asiago oppure quelle con zucca e scamorza) questa ricetta è più laboriosa, anche se molto semplice. Il dover lessare le patate comporta un aumento dei tempi di preparazione, ma lascia liberi, nel frattempo, di fare altro. Qualcuno dirà sistemare la casa...io invece penso a sedersi sul divano a leggere...

INGREDIENTI per due
6 fogli di pasta fresca per lasagne
300 gr patate
400 ml latte
200 gr spinaci freschi
150 gr taleggio
due cucchiai di parmigiano
scalogno, noce moscata

Lessare le patate in acqua salata e, nel frattempo, far saltare gli spinaci in una padella in cui si sarà fatto soffriggere mezzo scalogno. Non è necessario cuocerli molto, visto che tanto poi staranno in forno, ma dare giusto una prima cottura per insaporirli.
Una volta cotte le patata, pelarle, schiacciarle grossolanamente con una forchetta, aggiungere il latte e frullare con il minipimer per creare una crema omogenea. La mia mi pareva troppo liquida, quindi ho aggiunto un mezzo cucchiaio di farina e ho cotto la crema per qualche minuto.
Aggiungere alla crema di patate il taleggio a pezzi, mescolando in modo che si sciolga bene. Volendo si potrebbe anche lasciare così com'è, ma visto che il formaggio è molto saporito io ho preferito amalgamarlo al meglio in modo da essere sicura della quantità di sale da aggiungere.
Regolare di sale, aggiungere un cucchiaino da caffè di noce moscata (se piace...) e gli spinaci.

Ungere la pirofila con poco olio, mettere una prima sfoglia di pasta, coprendo con parte della crema di patate, proseguendo fino all'ultimo strato. Coprire anche quest'ultimo con la crema (ne basta pochissima, giusto per inumidire e dare colore con gli spinaci) e completare con una spolverata di parmigiano.

Cuocere in forno a 200° per 15 minuti. Io utilizzo sempre la pasta fresca Rana, che prevede 15 minuti di cottura, e vedo che effettivamente rispetta sempre i tempi indicati.
Per questa preparazione eviterei il ricorso agli spinaci surgelati, rischierebbero di rendere la crema troppo acquosa.

Progetti futuri? Sto scaldando i motori per i Weihnachten Guetzli!

lunedì 16 novembre 2009

Triangolini di scarola e patate


Già settimana scorsa avevo comprato la scarola per fare i ravioli, e poi aveva fatto un'altra fine, ma questa volta sono stata tempestiva: comprata a pranzo, mangiata per cena!

Fare i ravioli mi dà sempre grande soddisfazione, anche se pure stavolta mi si sono attaccati, nonostante io li abbia annegati nella farina....qualcuno mi sa dire come li si fa seccare!?!??!? Li devo mettere nel freezer appena fatti? li devo appendere per un angolo in modo che la parte dove si trova in ripieno non sia a contatto con nulla? li devo asciugare col phon?!??

Quindi il mio primo consiglio è: fateli e cuoceteli subito, non teneteli da parte per il giorno dopo a meno che non abbiate scoperto il trucco di cui sopra!

Questa volta ho deciso di preparare la pasta secondo la ricetta originale, quindi non la classica pasta all'uovo, ma una con un solo uovo.
Probabilmente ho l'abitudine di farcire troppo i ravioli, per cui il ripieno che avevo preparato mi è bastato per preparare solo tre porzioni e quindi ho riciclato la pasta avanzata facendoci dei tagliolini che ho condito con il pesto di mia mamma il giorno dopo.

A differenza delle altre volte, nessun raviolo si è aperto durante la cottura (miracolo!!) e sono pure riuscita a farli saltare in padella senza fare danni!
Ricetta promossa a pieni voti!

INGREDIENTI per tre
per la pasta:
300 gr farina
1 uovo
5 cucchiai acqua
1 cucchiaio olio

per il ripieno:
1 cespo di scarola
2 patate medie
150 gr ricotta
un cucchiaio capperi sotto sale
3/4 di scalogno

per il condimento:
mezza scarola
1/4 di scalogno
un cucchiaio parmigiano
un cucchiaio pinoli

Preparare la pasta per i ravioli amalgamando la farina con un uovo, l'acqua tiepida e l'olio. Se dovesse risultare poco lavorabile, aggiungere ancora poca acqua, impastandola in modo energico. L'ho trovata più complicata della normale pasta all'uovo, ma correggendo poco alla volta il contenuto di acqua migliora...una volta pronta, poi, va avvolta nella pellicola e fatta riposare una mezz'ora a temperatura ambiente. Dopo questo passaggio diventa indubbiamente più morbida.

Nel frattempo preparare il ripieno: soffriggere lo scalogno in un cucchiaio di olio, aggiungere la scarola tagliata a striscioline, i capperi tritati (potete anche non lavarli e lasciarli con il sale, ricordandovi di non salare ulteriormente la scarola), coprire e far stufare.
Lessare le patate con la buccia, scolarle, pelarle e schiacciarle con una forchetta in una terrina. Aggiungere la ricotta e successivamente la scarola, avendo cura di scolarla, nel caso in cui risultasse ancora acquosa.
Mescolare e regolare di sale.

Stendere la pasta utilizzando la macchina per la pasta. Questo perché i ravioli devono essere fatti con la pasta molto sottile, spessore che difficilmente si raggiunge utilizzando il solo mattarello. La pasta va passata più e più volte, soprattutto negli spessori maggiori: in questo diventa più uniforme ed elastica. Mano a mano che si procede verso gli spessori più sottili si può ridurre il passaggio ad uno solo. Lavorate la pasta poco alla volta (prendendone un terzo e lasciando il resto nella pellicola) in modo che si secchi il meno possibile.

Creare dei quadrati di circa 10 cm di lato oppure, utilizzando la macchinetta, prendere come unità di misura la larghezza della pasta così come esce una volta stesa. Fortuna ha voluto che la larghezza della pasta fosse analoga alla lunghezza del mio coltello, quindi mi è stato semplice tagliare dei quadrati!
La forma è importante solo nel caso in cui si voglia dare la forma del triangolo...in caso contrario regolatevi come siete abituati.

Una volta ottenuti i quadrati, mettere al centro un cucchiaino di ripieno, inumidire con poca acqua due lati del quadrato e ripiegare la pasta per formare un triangolo. L'acqua sui bordi renderà più agevole il chiudere e sigillare la pasta del raviolo.

Prendere della carta da forno o un vassoio, spolverare con abbondante farina ed adagiarvi i ravioli, mano a mano che li preparate.

Preparare il condimento facendo saltare in padella scalogno, pinoli, scarola e pinoli.

Cuocere i ravioli in abbondante acqua salata (la pasta, infatti, è insipida), scolarli e farli saltare un minuto nella pentola con il condimento.
La pasta, essendo sottile, cuoce in pochi minuti. Io generalmente tengo d'occhio un raviolo dalla forma diversa (magari uno degli ultimi in cui la pasta o il ripieno scarseggia...o uno dei primi, che non sono venuti proprio da copione) e utilizzo questo per capire quando la pasta è cotta.
Lo scolo e ne taglio un angolino di sola pasta, per capire a che punto siamo!

Sembra molto laboriosa, in realtà è un piatto che si riesce a preparare in un'ora circa (e non è che io con la pasta ripiena sia proprio una scheggia!).

Buon appetito e buon inizio settimana...a domani con la Torta Sacher!

venerdì 13 novembre 2009

Gratin di Patate


Ormai caloriferi e caminetto vanno a pieno regime, ma è comunque piacevole, in questa stagione, preparare dei piatti al forno...scaldano l'ambiente e sono anche pratici, perché una volta infornati e impostato il timer ci si può anche dimenticare di loro!

Stranamente a casa mangiamo pochissime patate, mi ci devo proprio applicare per prepararle, nonostante siano sempre a disposizione, visto che i miei da qualche anno le hanno anche piantate nel nostro orto. Non so come mai, eppure mi piacciono...forse perché son lunghe da preparare?

Questo gratin, invece, si prepara in pochissimo tempo e non necessita di alcuna manutenzione in fase di cottura! Mentre lui cuoce ci si può dedicare al resto della cena, o del pranzo, sicuri di avere, al termine, un ottimo contorno!
In questa versione arricchita ho deciso di aggiungerci dell'Emmentaler grattuggiato, ma ammetto di non essere rimasta troppo soddisfatta dell'abbinamento, quindi mi sento di consigliare qualche formaggio più brioso, come il Gruyere o lo Sbrinz, sempre per rimanere in tema svizzero.

INGREDIENTI per quattro
4-5 patate grosse
200 gr gruyere o sbrinz
2 uova
200 ml panna
100 ml latte
noce moscata, sale, pepe

Lavare e pelare le patate, tagliandole a fette di medio spessore. Io per avere le fette tutte uguali uso l'affettatrice per verdure regolata sullo spessore intermedio, ma di certo chi ha una manualità migliore della mia non avrà problemi in questo passaggio!
Disporre le patate su una pirofila, sovrapponendole in vari strati fino all'esaurimento della verdura.
Sbattere le uova, aggiungere panna e latte, il formaggio grattuggiato e le spezie, regolando infine di sale. Consiglio di preparare questa crema piuttosto saporita perché le patate prenderanno il gusto proprio da questa e c'è il rischio che l'intera preparazione, alla fine, risulti troppo delicata. Io, poi, quando si tratta di patate ci do dentro col sale!
Versare la crema sulle patate, completare con una spolverata di formaggio ed infornare a 200° per 50 minuti.

I tempi di cottura dipendono sostanzialmente dallo spessore delle patate, in ogni caso è abbastanza facile verificare semplicemente controllando con una forchetta le fette di patata del primo strato. A cottura ultimata gran parte del liquido sarà stata assorbita e rimarrà giusto una specie di crema a far da contorno al gratin.

P.S. Che ne dite, va meglio con la foto in prima battuta e la ricetta dopo?

giovedì 12 novembre 2009

Vellutata di Scarola e Patate...con uno spruzzo di Limone!

Visto che stamattina mi son già dilungata in chiacchiere, passo veloce alla ricetta di oggi (che sarebbe quella di ieri, visto che è stato il mio pranzo!).

In questo periodo ho qualche problema alimentare, qualunque cosa metta in bocca mi viene in linea di massima la nausea, oppure non lo digerisco. Cerco di orientarmi quindi verso piatti semplici e leggeri, che mi vada di mangiare.
Al Libraccio ho trovato, tra l'altro, vari volumi della Enciclopedia della Cucina Italiana, quelli che si trovavano in vendita all'edicola qualche tempo fa, in abbinamento a varie riviste o quotidiani, a soli 3 Euro. Vero che non rispettano i requisiti che io cerco in un libro di cucina, ovvero una foto per ogni piatto, ma visto il prezzo ne ho presi comunque due (quello sul riso e quello su gnocchi, minestre e polenta).

Ho deciso così di riciclare la scarola che avevo preso per fare i ravioli in una zuppa, prendendo spunto da una ricetta trovata su questo volume. Nel mio caso ho molto semplificato il tutto, visto che non avevo né cipolla né panna...

INGREDIENTI per due
un cespo di scarola
due patate
100 gr ricotta
limone
aglio, olio, sale e pepe

Mettere in una pentola adatta a fare una vellutata un cucchiaio di olio con uno spicchio d'aglio a fettine. Mentre l'aglio insaporisce l'olio (per il momento ancora freddo), lavare un cespo di scarola e tagliarlo grossolanamente. Non è necessario scolarlo visto che tanto andrà poi ad essere coperto di acqua!
Pelare le patate, tagliarle a tocchetti.
Far dorare l'aglio nell'olio, toglierlo dalla pentola ed aggiungere la verdura facendo insaporire qualche minuto. A questo punto aggiungere l'acqua (io ho messo circa due ciotoline Ikea, quelle che uso poi per servire le minestre), il sale grosso e proseguire la cottura.
Una volta cotte le patate, che tra le due verdure sono ovviamente quelle più lunghe da cuocere, aggiungere la ricotta e frullare il tutto col minipimer.
Completare con una spruzzata di limone (non si direbbe, ma ci sta benissimo!), olio a crudo e pepe.

Meglio mangiarla il giorno stesso perché poi tende a diventare amarognola.

Cosa prevedeva la ricetta base?
Un soffritto con cipolla infarinata, scarola e patate nella stessa quantità e 3 dl di panna da cucina. Se avrò l'occasione proverò anche questa variante e vediamo se la mia, più leggera, è anche meno buona ;-)


lunedì 2 novembre 2009

Tortino di crêpes di patate con emmentaler e funghi

Uhm, mi ha detto Ele che in questo periodo van di moda i tortini di crespelle...vi torna?! 
Bene, sarà più semplice fare un confronto tra la mia ricetta e le altre, sperimentare impasti diversi e ripieni alternativi e creare la propria combinazione ideale!

Come nasce questa idea? Da una confezione di funghi chiodini sott'olio aperta sabato sera per fare una pizza, da un pezzo di formaggio di gomma (ovvero Emmentaler, così lo chiama mio papà...un vero estimatore...) che avevo in frigo e dalla curiosità di sentire che gusto hanno le crêpes fatte con le patate!
Ho preso la bella abitudine di segnarmi su un quaderno le ricette (che trovo online oppure sulle riviste) che mi incuriosiscono ed ogni volta, prima di fare la spesa, lo sfoglio e scelgo qualche cosa da sperimentare...oppure me lo porto direttamente al supermercato se ho fretta!
Quindi ieri ero pronta...gli ingredienti: c'erano, la ricetta: c'era...

La preparazione non è molto laboriosa, io poi me la son pure presa comoda visto che era domenica e intanto che cucinavo mi guardavo i Simpson...Comunque è possibile preparare la pastella in anticipo o almeno portarsi avanti lessando le patate.
Una volta fatto questo, il resto è veloce!

INGREDIENTI per quattro
per le crêpes:
400 gr patate
50 gr farina
3 uova
1,5 dl latte

per il ripieno:
30 gr farina
20 gr burro
4,5 dl latte
100 gr emmentaler o gruyere
200 gr chiodini sottolio
noce moscata

Pelare le patate e lessarle, meglio se intere, in acqua salata. Nel frattempo preparare la besciamella facendo sciogliere il burro in una pentola, unendo la farina, facendola tostare qualche secondo ed aggiungendo il latte a filo. Mescolare bene per evitare grumi, ma visto che dopo si userà il minipimer ci può anche scappare qualche grumo...si sistemerà tutto dopo!
Una volta raggiunta la giusta densità della besciamella (in questo caso abbastanza solida, tanto da cadere a fatica dal cucchiaio) aggiungere il formaggio grattuggiato, tenendone da parte un due cucchiai da mettere in cima al tortino, ed i funghi ben scolati.

Una volta lessate le patate, schiacciarle con una forchetta e mescolarle insieme al latte, le uova e la farina. Per rendere la pastella più omogenea utilizzare il minipimer per dare il tocco finale...e poi riciclarlo anche per sistemare la besciamella, nel caso in cui si siano formati dei grumi. Regolare il tutto di sale (pastella e besciamella) ed aggiungere un tocco di noce moscata a quest'ultima. Facoltativo, ma per me la noce moscata è un must.

Nel mio caso avevo una pirofila di vetro rotonda, quindi ho scelto una pentola che avesse più o meno lo stesso diametro e ho preparato le crêpes. Queste con le patate mi sono uscite più alte e soffici di quelle tradizionali, ed anche più dense. Quando versavo l'impasto ho provveduto io, col dorso del cucchiaio, a spalmarlo per allargare la crespella.
Una volta cotte, girarle delicatamente e cuocere anche l'altro lato.

Disporle nella pirofila, spalmando su ciascuna un po' di besciamella con formaggio e funghi, fino a quando non si siano esauriti gli ingredienti. Completare con una spolverata di emmentaler grattuggiato e passare in forno a 180° per un quarto d'ora (un po' più di tempo se preparate il tortino in anticipo).



mercoledì 7 ottobre 2009

Crepes di pizzoccheri


Spesso anche i piatti più buoni, dopo un po', ci appaiono banali, ma a volte basta prepararli in modo leggermente diverso per dare loro una veste nuova...e più appetitosa!
In questo caso mi sono ispirata ad una ricetta che avevo visto sul blog Il cavoletto di Bruxelles, anche se poi l'ho riveduta e corretta!

In pratica, anziché cucinare i pizzoccheri nel solito modo, qui vengono presentati sotto forma di crepes...il vantaggio è che sono più leggeri, alla fine sono conditi con pochissimo burro (più per far scena che altro...) e si presentano davvero bene!
Lo svantaggio è che la pasta della crepes tende a seccarsi, quindi in questo caso la regola del "sono buoni anche il giorno dopo" non vale. Questo piatto va, come si suol dire, cotto e mangiato!

INGREDIENTI per 6 crepes
125 gr farina di grano saraceno
250 ml latte
200 ml acqua
2 uova
200 gr spinaci
200 gr asiago o altro formaggio
mezza verza piccola
una patata grande
parmigiano
salvia
burro, sale, pepe

Iniziare preparando la pastella con farina, acqua, latte e uova, regolando di sale. Non so se è stata una mia impressione, ma mi sembrava già salato...sarà la farina di grano saraceno? Rispetto alla ricetta originale ho eliminato il burro ed aggiunto l'acqua, in modo che la pastella risultasse più fluida e la crepe meno spessa.

Tagliare la verza a striscioline, eliminando le nervature centrali, che sono quelle più resistenti alla cottura e difficili da digerire, e le patate a tocchetti. Lessare il tutto in una pentola con acqua salata, aggiungendo a metà cottura gli spinaci.
Scolare bene, rimettere nella pentola ed aggiungere il formaggio tagliato a piccoli pezzi. Io non ho aggiunto olio o altro condimento perché preferisco una versione più leggera.

Imburrare leggermente una pentola larga in cui far cuocere le crepes: versare un cucchiaio di pastella nella padella ben calda e ruotarla velocemente in modo da distribuire in modo uniforme il composto. Ne basta poco, sono piuttosto resistenti, ma poco elastiche, quindi non fatele troppo spesse, che poi al momento di piegarle si rompono!
Man mano che son pronte, farcirle con le verdure ed il formaggio e metterle in una pirofila.
Far cuocere un po' di salvia in 20 gr di burro e poi distribuire il tutto sopra le crepes, completando con una spolverata di parmigiano.

Passare in forno una decina di minuti, quel tanto che basta a far sciogliere il formaggio.

Ovviamente è possibile variare a piacimento gli ingredienti, eliminando la verza e mettendo le coste bianche o le erbette, sostituendo l'asiago con la fontina o con qualsiasi altro formaggio del genere (branzi, bitto e simili).