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giovedì 2 agosto 2012

Gnocchi di Ricotta e Spinaci di Donna Hay


Donna Hay non mi ha mai entusiasmato, eppure quando ho trovato in biblioteca questo volumone non ho saputo resistere e l'ho preso in prestito...beh, era pure gratis, male non faceva!
La prima cosa che colpisce sono le meravigliose fotografie, e non solo dei piatti, ma di tutto: un libro di cucina dedicato alle stagioni che non solo fa venire voglia di cucinare, ma anche di sfoderare la macchina fotografica. Davvero bello!
Ma la prova del f(c?)uoco rimane sempre quella...le ricette come sono? Vale i ben 35 Euro che costa (online lo trovate scontato, ma solo del 15%, sia su Amazon.it che sulla Feltrinelli)?

Secondo me...sì. Infatti penso proprio che appena lo troverò un po' più scontato lo comprerò. Nel frattempo mi sono appuntata una trentina di ricette e ne ho sperimentate un paio (tra queste dei quadrotti di sfoglia con prugne e mascarpone alla vaniglia). Il libro promette ricette "facili e veloci", e devo dire che almeno per quel poco che ho visto soddisfa le aspettative.

Quelli sopra, in bella mostra, sono gnocchi di ricotta e spinaci. Di solito faccio quelli morbidi, da gettare in acqua con un cucchiaio, invece questi sono da fare in modo tradizionale, facendo il salsicciotto e tagliandolo.
Premessa alla ricetta...ho modificato un po' le dosi perché mi mancavano alcuni ingredienti, ma preferisco riportarvi quella originale.
Sullo sfondo si vede, poi, l'ultimo acquisto Ikea, la tovaglietta in silicone per non inzozzare sempre il bancone della cucina. Mi auguro che non richiamino il prodotto perché magari, essendo fatto in Cina, trasuda porcherie...poi sulla funzionalità, è abbastanza grande, ma non tanto da contenere il mio caos! Mi servirebbe forse più formato tovaglia...

INGREDIENTI per tre
500 gr ricotta (meglio quella più asciutta)
2 uova
150 gr farina
40 gr parmigiano grattugiato
250 gr spinaci lessati, strizzati e tagliuzzati
scorza di limone grattugiata
foglie di menta

per condire
250 ml panna
40 gr parmigiano
menta, sale e pepe

Dove sono uscita dal seminato? Primo, avevo una cinquantina di grammi di ricotta in meno, secondo, non c'ho messo la menta (avevo paura che non mi piacesse), terzo e ben più grave, non avevo farina 00 ed ho usato quella di semola, quarto, non ho aggiunto il parmigiano nell'impasto.
Un'altra ricetta, insomma.
Comunque è venuta bene!
Prima di tutto lessare gli spinaci in acqua salata, scolarli, farli raffreddare, strizzare bene e tagliarli grossolanamente.
Nel frattempo lavorare ricotta, uova, parmigiano, scorza di limone e menta (se la usate), farina.
Aggiungere gli spinaci e regolare di sale. Io preferisco salare il composto e non l'acqua, ho notato che l'impasto, una volta cotto, risulta meno salato di quando è crudo, regolatevi dopo il primo gnocco di prova, al massimo basterà salare un po' anche l'acqua.
Mescolare il tutto e, su un piano infarinato, formare delle salsicce di impasto, tagliandole poi a pezzetti e passando poi gli gnocchi in un po' di farina. Io ho fatto gnocchi di circa 3 cm e visto che non risultavano regolari (a causa degli spinaci) ne ho approfittato per sistemare la forma e infarinarli, avendoli fatti un paio d'ore prima della cottura.

Gettarli in acqua bollente (salata o meno, vedete voi se preferite fare l'impasto senza sale o già salato), scolarli dopo circa un minuto che sono risaliti a galla.
Se anche qualche pezzo di gnocco si smolla in fase di cottura non fa niente, non cedete alla tentazione di aggiungere farina, rischierebbero di diventare troppo duri. Consiglio sempre di provare con un primo gnocco e poi vedere se c'è da aggiungere qualcosa, sale o farina (ma attendete che risalgano e ricordate che raffreddandosi diventano più sodi).
Io li ho conditi semplicemente con olio e parmigiano, la ricetta del libro consiglia di aggiungere anche della panna e delle foglie fresche di menta. Oltre ad una bella macinata di pepe!

M'è piaciuta l'aggiunta del limone, che dà quel tocco fresco, e poi ricotta e spinaci è un abbinamento tanto classico quanto, a volte, palloso. E qui invece acquista quel qualcosa in più!



mercoledì 1 agosto 2012

Coppa con Crema al Cioccolato Bianco, Fragole e Meringa


Per il sessantesimo compleanno di mio papà abbiamo deciso di organizzare una festa a sorpresa a casa ed invitare una trentina di amici, preparando noi una sorta di buffet.
Il dolce doveva essere qualcosa di abbondante (insomma, trenta fette non sono poche) e scenografico, essendo una torta di compleanno...ed è così che mi sono cimentata in una specie di meringata casalinga! Spero di rifarla a breve, almeno nella versione autunnale (con crema di marroni, marrons glacés e cioccolato fondente), in modo da mostrarvi le foto! Ma per paura che venisse una schifezza io e mia sorella abbiamo pensato bene di preparare altri piccoli dolcetti: mousse al cioccolato fondente, Grand Marnier e scorzette candite, mousse di fragola, banana e yogurt (praticamente il gelato dell'altra ricetta, ma senza panna e tenuto solo in frigo), tartellette con crema alla ricotta e cioccolato e con pasticciera e frutti di bosco.
L'avanzo di meringa e l'avanzo di crema alla ricotta alla fine hanno trovato nuova vita nella coppetta qui sopra!

In pratica ho utilizzato la crema già vista per le tartellette, va bene anche quella del giorno prima, mettendone uno strato come base, in questo caso in un bicchiere di vetro. Per lo strato successivo aggiungere fragole tagliate a pezzetti o se preferite fatte insaporire qualche ora con un poco di zucchero e liquore, magari rum, scolandole bene prima di metterle nel bicchiere. Completare con meringa sbriciolata e servire subito.
Questo per evitare, nell'ordine: che le fragole rilascino troppa acqua, che la crema si scaldi, che se tenuta in frigo la meringa diventi molle...

Partendo dallo stesso concetto, si può creare una coppetta analoga utilizzando come base una panna cotta non riuscita (tipo i miei primi tentativi alle prese con l'agar-agar), del semplice gelato al fiordilatte oppure, come già visto, dello yogurt greco.

Ma vi avevo già detto come fare lo yogurt greco "in casa"?

venerdì 30 dicembre 2011

Käsekuchen, variante con Panna Acida e Pasta Brisée



Tempo fa avevo inserito una ricetta della Käsekuchen e a parte che la fotografia era orrenda, ma l'ho rifatta per Natale e volevo dare una variante.

Per prima cosa non ho utilizzato la pasta sfoglia (quella va bene per le emergenze), ma la pasta brisé fatta in casa e la torta ne guadagna.
Poi ho utilizzato, al posto della panna da cucina, la panna acida che è molto più compatta. Secondo me il risultato è stato un ripieno molto più vaporoso e piacevole al palato, anche mangiandola a temperatura ambiente e senza accompagnamento.
La panna acida in questione io la trovo quasi esclusivamente nei discount (tranne alla Lidl, dove uno il minimo che si aspetta di trovare è proprio questo...).

La pasta brisée è stata fatta con 100 gr di burro freddo, 200 gr di farina, due cucchiai di zucchero, un cucchiaino raso di sale, 1 uovo e quattro cucchiai di acqua fredda. L'impasto va lavorato molto velocemente, per cui consiglio un robot da cucina piuttosto che le mani!
All'inizio "frullare" burro, farina, sale e zucchero, ne usciranno come delle grosse briciole, ma poi aggiungendo acqua e uovo l'impasto prenderà forma.
Far riposare un paio d'ore in frigo.
Io poi l'ho stesa direttamente sulla carta forno in modo molto sottile, tanto che me n'è bastata per uno stampo da 26-28 cm di diametro grazie anche alla sua elasticità (rispetto ad una tradizionale pasta frolla).

Per la farcia, basta solo sostituire la panna acida alla panna tradizionale.

mercoledì 2 marzo 2011

Madeleines con Ricotta e Mandorle

Eravamo rimasti a che oggi vi avrei postato un'altra ricetta per le madeleines, quella che m'è venuta meno bella, ma più buona...eccola, senza foto però.

INGREDIENTI
1 limone
3 uova
120 gr ricotta
150 gr burro
5 cucchiai di latte
150 gr farina
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
150 gr zucchero
40 gr mandorle in polvere

Non ci sono particolari precauzioni nella preparazione dell'impasto, basta seguire le solite procedure, ovvero: burro, zucchero, uova, poi aggiungere ricotta, latte ed in ultimo gli ingredienti secchi (farina, mandorle, lievito).
Lasciar riposare in frigorifero almeno un'ora, poi riempire gli stampi da madeleines. Vale qui lo stesso discorso fatto ieri, ovvero quelle fatte con una pasta più riposata son venute meglio!

Cuocere con il forno a temperatura massima per circa 5 minuti, poi abbassare a 180-200° e proseguire per altrettanti minuti.

Lasciar intiepidire, togliere dagli stampi e mangiare!

Volete qualche anticipazioni su quali altre ricette ci sono su questo libro (tra l'altro questo fine settimana ho intenzione di cimentarmi ancora in qualche variante)?
Tra le dolci...alla crema frangipane, ai fiori d'arancio, spezie e menta, all'arancia confit, al cappuccino, al miele, col cuore di Nutella, con mela, cannella e mandorla...
Tra quelle salate...cipolla e pancetta, chorizo e peperoni,noci e roquefort (qui scatta l'acquolina in bocca!), prosciutto e olive,pomodori secchi, mozzarella e basilico (idem!), albicocche secche e chevre...

Dai, andatelo a comprare anche voi ;-)
Lo trovate in libreria, in internet, un po' dappertutto. Ne vale davvero la pena. Prima però compratevi lo stampo, vedere tutto sto popò di roba e non poterlo preparare per mancanza di mezzi è davvero frustrante.



mercoledì 12 gennaio 2011

Flammkuchen, ovvero Nostalgia delle Scorse Vacanze :-)


Come si suol dire, Paese che vai, cucina che trovi. Senza che nessuno si senta offeso, trovo davvero riduttivo cercare all'estero la cucina italiana quando si ha la possibilità di toccare con mano (o assaporare con la propria bocca, è meglio!) piatti nuovi, sapori inediti.
Magari per dire che sono stati una schifezza, ma anche questo per me è il bello del viaggiare, no? E poi la cucina italiana all'estero, salvo eccezioni, altro non è che una lontana parente di quella a cui siamo abituati, non ne vale davvero la pena (anche se ho mangiato in Olanda una delle paste alla carbonara più buona della mia vita, ricordo ancora dove...al ristorante "Costa Smeralda" di Den Helder).

"Bella forza" dirà qualcuno "sei stata in Germania, mica in posti strani!". Vero anche questo, ma c'è anche chi si lamenta della cucina tedesca, basata solo su crauti e Würstel (aromatizzati alla diossina?).

L'estate scorsa, nella nostra canonica settimana di vacanza "culturale", abbiamo viaggiato tra Francia e Germania, toccando Mainz, Wiesbaden, Trier, Ulm, Strasburgo e Colmar. La Flammkuchen (o Tarte Flambée, che dir si voglia) ci ha accompagnato più volte, lungo la strada: dalla prima mangiata a Ulm, alla Weinfest -quando ancora pensavo fosse una torta salata- a quella sbocconcellata al freddo di Saarburg.

C'è piaciuta ed una volta a casa ho provato a rifarla, arrangiandomi in qualche modo.

Quella nella foto è l'ultima della serie, condita con peperoni, zucchine, formaggio di capra, crème fraîche taroccata e speck. Visto che la pasta di pane va tirata molto sottile la quantità di pasta di pane che di solito faccio per una pizza abbondante qui basta per due teglie di Flammkuchen :-)

INGREDIENTI per 2 teglie
per la pasta di pane:
500 gr farina 00
una bustina di lievito di birra secco
300 ml acqua
un cucchiaio di olio
sale

per la crème fraîche taroccata:
2 cucchiai di panna acida
3 cucchiai di ricotta
un cucchiaio di capperi sotto sale
erbe provenzali
aglio o cipolla

per farcire:
una confezione di formaggio di capra tipo Sainte-Maure
un peperone rosso piccolo
una zucchina
10-12 funghi champignons
speck

La prima cosa da fare è preparare la pasta di pane, a meno che non la si voglia comprare già pronta (all'Esselunga, ça va sans dire...), mescolando farina, lievito di birra secco, acqua e olio, regolando di sale. Una volta raggiunta una certa consistenza lavorare l'impasto su un piano leggermente infarinato, non cedendo alla tentazione di aggiungere troppa farina: mano a mano che la si lavora diventerà più omogenea. Una volta formata una palla metterla in una terrina, coprire con uno strofinaccio umido (evitando così che si formi una crosta in superficie) e far riposare in un luogo caldo, ad esempio vicino ad un calorifero.

Nel frattempo si può preparare il sostituto della crème fraîche. Volendo la si può comprare al supermercato, ma non so perché qui ho visto che costa uno sproposito...e al discount vicino a casa, che ne teneva una sottospecie molto buona, non c'è più.
Per ovviare si possono mettere in un mixer ricotta (meglio quella un po' più asciutta), panna acida, cipolla o meglio ancora un pezzetto di aglio, capperi ed erbe provenzali. Frullare il tutto e ne uscirà una cremina da usare come base della Flammkuchen.
Tagliare le verdure a pezzetti ed i funghi a fettine.

Una volta lievitata la pasta di pane, stenderla il più sottile possibile.
Trasferirla in due teglie per pizza, foderate con carta forno (io avendo comprato una teglia nuova l'ho messa senza carta ed è venuta benissimo! basta poi non tagliarci la Flammkuchen dentro!).
Distribuire la finta crème fraîche sulla base, poi le verdure a crudo (peperoni, zucchine e funghi), completare con il Sainte-Maure a fettine e lo speck.
Cuocere in forno a 250°, una decina di minuti è sufficiente in quanto la pasta è davvero bassa.

Idee alternative? Speck, cipolle, porri, salumi vari, rucola.
L'importante è che alla base ci sia sempre la crème fraîche...ed il pomodoro...verboten!!



martedì 12 ottobre 2010

Linguine con Salsa di Ricotta ed Erbe aromatiche


Uff, sempre di corsa in questo periodo! E con idee malsane che mi frullano in testa, come quella di iniziare un nuovo blog dedicato alla Germania. Ma come, non riesco nemmeno a star dietro a questo e già penso ad altro??!?!

Comunque, vi presento una ricetta a tema, ovvero adatta a persone sempre di corsa, con poco tempo, magari pure un po' a dieta, e con la necessità di preparare qualcosa di rapido, semplice, ma non banale.

INGREDIENTI per due
200 gr linguine
200 gr ricotta
un mazzetto di erbe fresche (basilico, timo, maggiorana, erba cipollina)
tre cucchiai di parmigiano reggiano
2 cucchiai di pinoli
limone
sale al limone

Cuocere le linguine o gli spaghetti in abbondante acqua salata. Nel frattempo tritare pinoli ed erbe aromatiche, mescolare la ricotta (meglio se di quelle cremose) con il parmigiano, aggiungendo poi il trito. Completare con buccia di limone grattuggiata, insaporendo, se è il caso, con sale al limone.
Scolare la pasta e condirla con la crema di ricotta.

Tutto qui?
Sì, tutto qui, che vergogna!!! Però credetemi, è buonissima e togliendo i pinoli è adatta anche a chi è a dieta (la mia dietista almeno mi consentiva 100 gr di ricotta al giorno, quindi come piatto unico può andare).

Il sale al limone ormai è la mia droga! Ogni tanto lo apro e me ne metto in bocca un grano. Non ho ben capito a che serva, però.

lunedì 17 maggio 2010

Castellane con crema di zucchine e zafferano


Questo piatto sembra l'incrocio tra altri che ho proposto (il pesto di zucchine e le tagliatelle allo zafferano condite con zucchine), eppure ha un gusto completamente diverso e molto particolare. Però devo fare una breve precisazione sullo zafferano usato...si tratta ancora di quello in polvere portatomi da Lilli in occasione di un suo viaggio in Turchia. Devo dire che rispetto a quello tradizionale (per modo di dire...quello in bustina del supermercato) rende di meno, nel senso che per questo piatto ne ho usato una punta di coltello abbondante, ma ha anche un gusto diverso. Se quello in bustina ha delle note metalliche (vi prego, non ditemi che le sento solo io!!!) questo invece dona un sapore speziato più rotondo, che esalta e non copre gli altri ingredienti.

Quindi davvero non so cosa possa uscire da questa ricetta se fatta con il canonico zafferano, non garantisco nulla!

INGREDIENTI per uno
120 gr castellane
una zucchina media
2 cucchiai di ricotta
un cucchiaio di mandorle tritare
una fetta di cipolla rossa
una punta di coltello di zafferano

Tagliare la fetta di cipolla rossa, farla soffriggere in un cucchiaino di olio extravergine ed aggiungere le mandorle, in modo che si tostino un poco, e dopo circa un minuto anche la zucchina, tagliata come viene, visto che poi andrà frullata.
Regolare di sale e cuocere a fuoco vivace per una decina di minuti, aromatizzando con lo zafferano a metà cottura. Spegnere una volta che le zucchine risultano tenere, ma non stufate, ed aggiungere la ricotta, che con il caldo della pentola diventerà più morbida e facile da mescolare. Con il minipimer frullare leggermente il composto di zucchine e formaggio, in modo che risulti una crema piuttosto eterogenea.

Cuocere la pasta, scolarla al dente e farla saltare direttamente in padella con il sugo.

Per me lo zafferano non richiede la presenza del parmigiano, quindi ho servito la pasta così, al naturale, con solo un filo di olio a crudo e del pepe rosa perché...avevo solo quello! Se dovesse risultare troppo asciutto meglio allungare il sugo con un cucchiaio di acqua di cottura piuttosto che con ulteriore olio.

Le castellane sono state un'ottima scelta, visto che ho volutamente abbondato con il sugo, in modo da farlo diventare un piatto quasi unico (da qui anche la dose abbondante di pasta) e la forma con la cavità interna ha raccolto la crema di zucchine al meglio. Ci vedo bene anche le spirali della De Cecco, infatti ero indecisa. Assolutamente no farfalle ed altra pasta troppo liscia.

Cosa bolle in teiera per i prossimi giorni? Le degustazioni di tea, tisane e cioccolate in arrivo direttamente da Whittard of Chelsea, grazie a Giuly.
E, come promesso qualche settimana fa, i cantucci salati, che non c'entrano nulla con i tea, ma van bene uguale...

venerdì 30 aprile 2010

Panini alla Ricotta


Tra le cose da preparare in casa, da soli, credo che il pane sia una di quelle che da più soddisfazione, o almeno a me!
Mi piace molto la preparazione, anche se tra lievitazione e cottura se ne va sempre un mezzo pomeriggio, ma il lavorare a mano l'impasto e vederlo passare da una cosa appiccicosa ad una palla elastica e facile da gestire mi dà sempre una certa soddisfazione.
Poi, a conti fatti, non è che ne mangiamo tanto, di pane, io e Matteo...direi quasi mai! Apprezzo più l'iter che il risultato.

Per questo motivo di solito preferisco preparare pani integrali, come quello che si ottiene dalla Farina Molino Spadoni Pane Nero, che rimangono morbidi più a lungo, quasi una settimana, e si sposano bene sia con il dolce che con il salato.

Questa volta ho cambiato e ho testato una ricetta tratta dal libro "Pane. Il piacere di preparare in casa", della Food Editore, un volume davvero interessante e con ricette per tutti i gusti, anche se abbastanza costoso (24 Euro).
Ho provato, quindi, a fare un pane alla ricotta. La mia speranza era che la presenza di questo formaggio rendesse il pane più umido e quindi ne consentisse la conservazione per più giorni.
Da questo punto di vista non ci siamo, diventa secco nel giro di un giorno o poco più. Ma la consistenza compatta della mollica, invece, ne fa un ottimo prodotto da tagliare e surgelare.

Avete mai comprato delle baguette o ciabattine al supermercato che, una volta sgelate, perdono compattezza? quando le tagli la crosta va da una parte e la mollica dall'altra...che tristezza...
Invece questo pane rimane ottimo, morbido, adattissimo per fare colazione anche perché in questa stagione nel giro di 15 minuti a temperatura ambiente le fette sono perfette!

INGREDIENTI
1 kg farina 00
250 gr ricotta
50 gr burro
15 gr zucchero
20 gr sale
una bustina di lievito secco oppure 25 gr lievito di birra fresco
uovo per spennellare, semi vari

Premetto che con queste dosi ne esce davvero tanto, ma come detto poi si può surgelare e quindi nulla andrà buttato!
In una terrina capiente lavorare ricotta, zucchero e sale in modo da rendere il formaggio morbido e senza grumi. Aggiungere il burro morbido (a temperatura ambiente), poca farina ed il lievito. Proseguire posi alternando la farina all'acqua, per non rendere l'impasto eccessivamente asciutto e difficile da amalgamare.
Una volta esauriti gli ingredienti infarinare il piano di lavoro, versarvi sopra l'impasto e lavorarlo in modo energico per almeno 10 minuti o fino a quando non avrà un aspetto omogeneo. Fatto ciò, formare una palla e metterla nella terrina a riposare per almeno 90 minuti, leggermente infarinata e coperta da uno straccio bagnato, per mantenere la giusta umidità, in un posto caldo. In questa stagione va bene anche su un davanzale dove arriva un po' di sole.

Dopo la lievitazione lavorare nuovamente il pane e dare la forma desiderata. Io ho optato per una treccia e per un paio di panini.
Nel primo caso l'ho preparata, messa sulla teglia da forno, spennellata con l'uovo sbattuto e poi decorata con due tipi di semi alternati (sesamo e papavero). Nel secondo caso ho formato dei panini rotondi, li ho spennellati sulla sommità e li ho poi immersi a testa in giù nel contenitore dei semi. Ecco come mai ho ottenuto una decorazione fitta e quasi perfettamente circolare! Ho poi spennellato anche il resto del panino, prima tralasciato perché dovendoli prendere in mano per decorarli preferivo non fossero viscidi.

Lasciar riposare un paio di minuti, quel tanto che basta per accendere il forno e portarlo a temperatura, e cuocere a 180° per circa 45 minuti.

Ovviamente più il pane è grosso e più ci impiega.

Per coloro che usano il lievito fresco (che io ormai trovo scomodo) il procedimento parte dallo scioglimento del lievito in acqua calda, da aggiungere poi alla farina. Quindi prima ricotta, sale e zucchero, poi poca farina, e lievito sciolto in acqua...

Entrambe le forme sono adatte alla conservazione nel surgelatore anche se la treccia tagliata a fette è più rapida da far sgelare. Però i panini son più belli da vedere.
Assolutamente sconsigliato a coloro che quando mangiano il pane tolgono la mollica, logicamente!

giovedì 1 aprile 2010

Pastiera padana


Scherziamo con tutto, ma non che le ricette iper-ultra-mega tradizionali!
Quindi, per mettere già le mani avanti, ho presentato questa pastiera come padana (anziché napoletana), sebbene sto padana mi suoni in senso negativo, ma è solo per dire che è fatta a modo mio e che quindi non ha nessuna pretesa di essere uguale e fedele alla ricetta originale.
Solo una volta, ad esempio, ho avuto la tentazione di comprare al supermercato quel grano già ammollato che dovrebbe utilizzarsi nella pastiera, ma questo barattolo con acqua lattiginosa e dentro sti chicchi gonfi gonfi mi ha fatta desistere. Non era granché invitante, meglio il mio caro vecchio orzo.
E solo recentemente ho acquistato anche l'acqua di fiori di arancio, per aromatizzarla. Vi dirò, quando ho aperto la bottiglietta e ho annusato il profumo mi ricordava una qualche crema che utilizzo in estate al mare. Buono, no? :-)
Invece poi, una volta aggiunta, non è che sapesse di molto, forse sono stata troppo parca, ma temevo di dare alla torta un gusto chimico. Quindi, metterla o non metterla, per me non fa la differenza.

INGREDIENTI
80 gr orzo perlato
500 ml latte
500 gr ricotta
2 tuorli
250 gr zucchero
scorzette candite all'arancio (facoltative)
acqua di fiori di arancio (facoltativa)

Preparare la pasta frolla come di consueto, vi rimando qui al topic con le informazioni del caso. Scaldare il latte ed aggiungere l'orzo, proseguendo la cottura fino a quando l'orzo non abbia assorbito quasi completamente il latte. In questa operazione è importante mescolare abbastanza frequentemente, soprattutto dopo i primi dieci-quindici minuti, per evitare che l'orzo si attacchi sul fondo della pentola.
Una volta ben cotto (praticamente non dovrebbe esserci necessità di scolarlo, essendoci solo una specie di crema di latte), aggiungerlo alla ricotta, alla quale si dovrà poi unire lo zucchero, i tuorli e, volendo, le scorze candite o qualche cucchiaio di acqua di fiori d'arancio.
Mescolare con cura, in modo da eliminare possibili grumi di ricotta. Io a questo punto, con la scusa di assaggiare non so bene cosa, inizio a mangiarmi qualche cucchiaiata di ripieno. Che ci devo fare, è troppo buono!!!
Stendere la pasta frolla, utilizzando l'eventuale parte in eccesso per creare le decorazioni (ovvero le classiche strisce da crostata), e riempire con la farcia.

Cuocere in forno a 220° per circa una quarantina di minuti.
Poi più riposa e più si solidifica, quindi è meglio prepararla qualche ora prima di servirla, per farla raffreddare bene.

Si tratta di un dolce importante, nel senso che una fettina è molto nutriente e saziante, quindi è adatto, oltre al periodo pasquale di cui dovrebbe essere tipica, anche quando si invitano molte persone e si è alla ricerca di qualcosa di sostanzioso.

Si accettano ben volentieri, nei commenti, varianti e correzioni!

martedì 30 marzo 2010

Tagliatelle con salsa di zucchine e salmone affumicato


Una volta questo avrebbe potuto essere un primo piatto delle feste, magari anche un po' anni 80, vista la presenza del salmone che all'epoca era simbolo di lusso ed opulenza.
Ora, che è all'Esselunga al 50%, lo si può usare con una certa leggerezza, anche per una cucina Prêt-à-Manger...
Soprattutto visto che il salmone affumicato si conserva abbastanza a lungo e lo si può tenere nel frigo come tappabuchi, e questo infatti è un sugo che si prepara in pochissimo tempo e può essere utilizzato come salvaserata.
Nella mia ricetta ho utilizzato del mascarpone, ma credo che anche sostituirlo con una meno grassa ricotta o eventualmente con una panna acida piuttosto densa dia un risultato altrettanto meritevole.

Ieri sera non me la sono gustata molto, causa postumi da mal di testa, ma confesso che stamattina alle 7 ho dato una forchettata all'avanzo...ottimo!

INGREDIENTI per tre
250 gr tagliatelle fresche
2 zucchine medio-grandi
1/2 finocchio
2 cucchiai pinoli
2 cucchiai mascarpone
2 spicchi d'aglio
100 gr salmone affumicato
aneto, vino bianco

Innanzitutto, perché dosi per tre se siamo in due? perché pensavo che una confezione di pasta fresca da 250 gr bastasse per due, invece s'è rivelata una montagna di roba!
Passiamo alla preparazione! Tagliare a piccoli dadini sia le zucchine che il finocchio, facendoli saltare in padella con aglio e olio per circa 5-6 minuti. Aggiungere poi mezzo bicchiere di vino bianco facendolo poi sfumare a fuoco vivace. Regolare di sale.
Frullare le verdure (tolto l'aglio) con i pinoli, in modo piuttosto grossolano, non è necessario che venga una crema omogenea.
In una terrina capiente, da utilizzare poi per servire la pasta, mescolare il mascarpone con la crema di verdure e il salmone a striscioline. Aggiungere un cucchiaino di aneto.

Cuocere la pasta, scolarla al dente e versarla ben calda sulla salsa, mescolando in modo da distribuirla al meglio, aggiungendo un poco di olio a crudo.
In alternativa cuocete le zucchine e il finocchio in una pentola sufficientemente larga per poter poi ospitare anche la pasta e far saltare pasta e sugo in questa padella.

Qualche precisazione sugli ingredienti.
Come detto, via libera alla sostituzione del mascarpone con ricotta o panna acida molto densa.
Si può tranquillamente utilizzare il salmone affumicato venduto a ritagli, visto che comunque qui va affettato e che di solito il ritaglio costa di meno.
Io l'ho provato con tagliatelle fresche, ma qualsiasi pasta lunga (ecco, magari gli spaghettini no, però) a mio parere ci starebbe bene.
Dove trovare l'aneto? io l'ho comprato secco all'Ikea, nella bottega svedese.

lunedì 16 novembre 2009

Triangolini di scarola e patate


Già settimana scorsa avevo comprato la scarola per fare i ravioli, e poi aveva fatto un'altra fine, ma questa volta sono stata tempestiva: comprata a pranzo, mangiata per cena!

Fare i ravioli mi dà sempre grande soddisfazione, anche se pure stavolta mi si sono attaccati, nonostante io li abbia annegati nella farina....qualcuno mi sa dire come li si fa seccare!?!??!? Li devo mettere nel freezer appena fatti? li devo appendere per un angolo in modo che la parte dove si trova in ripieno non sia a contatto con nulla? li devo asciugare col phon?!??

Quindi il mio primo consiglio è: fateli e cuoceteli subito, non teneteli da parte per il giorno dopo a meno che non abbiate scoperto il trucco di cui sopra!

Questa volta ho deciso di preparare la pasta secondo la ricetta originale, quindi non la classica pasta all'uovo, ma una con un solo uovo.
Probabilmente ho l'abitudine di farcire troppo i ravioli, per cui il ripieno che avevo preparato mi è bastato per preparare solo tre porzioni e quindi ho riciclato la pasta avanzata facendoci dei tagliolini che ho condito con il pesto di mia mamma il giorno dopo.

A differenza delle altre volte, nessun raviolo si è aperto durante la cottura (miracolo!!) e sono pure riuscita a farli saltare in padella senza fare danni!
Ricetta promossa a pieni voti!

INGREDIENTI per tre
per la pasta:
300 gr farina
1 uovo
5 cucchiai acqua
1 cucchiaio olio

per il ripieno:
1 cespo di scarola
2 patate medie
150 gr ricotta
un cucchiaio capperi sotto sale
3/4 di scalogno

per il condimento:
mezza scarola
1/4 di scalogno
un cucchiaio parmigiano
un cucchiaio pinoli

Preparare la pasta per i ravioli amalgamando la farina con un uovo, l'acqua tiepida e l'olio. Se dovesse risultare poco lavorabile, aggiungere ancora poca acqua, impastandola in modo energico. L'ho trovata più complicata della normale pasta all'uovo, ma correggendo poco alla volta il contenuto di acqua migliora...una volta pronta, poi, va avvolta nella pellicola e fatta riposare una mezz'ora a temperatura ambiente. Dopo questo passaggio diventa indubbiamente più morbida.

Nel frattempo preparare il ripieno: soffriggere lo scalogno in un cucchiaio di olio, aggiungere la scarola tagliata a striscioline, i capperi tritati (potete anche non lavarli e lasciarli con il sale, ricordandovi di non salare ulteriormente la scarola), coprire e far stufare.
Lessare le patate con la buccia, scolarle, pelarle e schiacciarle con una forchetta in una terrina. Aggiungere la ricotta e successivamente la scarola, avendo cura di scolarla, nel caso in cui risultasse ancora acquosa.
Mescolare e regolare di sale.

Stendere la pasta utilizzando la macchina per la pasta. Questo perché i ravioli devono essere fatti con la pasta molto sottile, spessore che difficilmente si raggiunge utilizzando il solo mattarello. La pasta va passata più e più volte, soprattutto negli spessori maggiori: in questo diventa più uniforme ed elastica. Mano a mano che si procede verso gli spessori più sottili si può ridurre il passaggio ad uno solo. Lavorate la pasta poco alla volta (prendendone un terzo e lasciando il resto nella pellicola) in modo che si secchi il meno possibile.

Creare dei quadrati di circa 10 cm di lato oppure, utilizzando la macchinetta, prendere come unità di misura la larghezza della pasta così come esce una volta stesa. Fortuna ha voluto che la larghezza della pasta fosse analoga alla lunghezza del mio coltello, quindi mi è stato semplice tagliare dei quadrati!
La forma è importante solo nel caso in cui si voglia dare la forma del triangolo...in caso contrario regolatevi come siete abituati.

Una volta ottenuti i quadrati, mettere al centro un cucchiaino di ripieno, inumidire con poca acqua due lati del quadrato e ripiegare la pasta per formare un triangolo. L'acqua sui bordi renderà più agevole il chiudere e sigillare la pasta del raviolo.

Prendere della carta da forno o un vassoio, spolverare con abbondante farina ed adagiarvi i ravioli, mano a mano che li preparate.

Preparare il condimento facendo saltare in padella scalogno, pinoli, scarola e pinoli.

Cuocere i ravioli in abbondante acqua salata (la pasta, infatti, è insipida), scolarli e farli saltare un minuto nella pentola con il condimento.
La pasta, essendo sottile, cuoce in pochi minuti. Io generalmente tengo d'occhio un raviolo dalla forma diversa (magari uno degli ultimi in cui la pasta o il ripieno scarseggia...o uno dei primi, che non sono venuti proprio da copione) e utilizzo questo per capire quando la pasta è cotta.
Lo scolo e ne taglio un angolino di sola pasta, per capire a che punto siamo!

Sembra molto laboriosa, in realtà è un piatto che si riesce a preparare in un'ora circa (e non è che io con la pasta ripiena sia proprio una scheggia!).

Buon appetito e buon inizio settimana...a domani con la Torta Sacher!