lunedì 12 aprile 2010

Calzone alle cipolle, pomodori e olive


Fine settimana fiacco, quello che ho appena passato...a parte il tempo (tanta, ma tanta acqua) ci si è messa la frustrazione dell'avere un nuovo libro sulle Käsekuchen e di non poter sperimentare una ricetta che mi piaceva davvero molto a causa della (solita) mancanza di agar agar. Domani giuro che vado a comprarla!!!
Quindi non ho fatto granché e quindi mi tocca riciclare una ricetta della settimana scorsa. Un banale calzone farcito con verdura. Un piatto che mi sa di estate e di pranzi all'aperto...
Ho leggermente barato perché ho comprato la pasta di pane all'Esselunga, anche se quella casalinga mi viene comunque bene, ma mi porta via troppo tempo per la lievitazione.

INGREDIENTI per quattro
700 gr pasta di pane
2 cipolle rosse
2 zucchine
una quindicina di olive verdi grandi
100 gr provola
sei pomodori pizzutelli (o due pomodori ramati)
olio, sale, semi di sesamo per decorare

Tagliare la cipolla a fette, le zucchine a dadini e cuocerle insieme in una padella ampia con un cucchiaio di olio a fuoco vivace. Dopo cinque minuti aggiungere i pomodori tagliati in quarti e proseguire la cottura a fuoco più basso, unendo poi le olive a pezzetti e regolare di sale.
In questo modo le verdure verranno bagnate dall'acqua dei pomodori e non si dovrà aggiungere altro condimento.
Stendere la pasta di pane abbastanza sottile e distribuire su metà della superficie il formaggio a fettine, aggiungendovi sopra le verdure lasciate intiepidire. Richiudere la pasta di pane su se stessa, sigillando bene i lati.
Cuocere in forno già caldo a 250° per circa venti minuti.
Dopo una decina di minuti, quando la crosta di pane superficiale si è già solidificata, spennellarla con il residuo di olio e sugo di pomodoro rimasto nella pentola delle verdure, decorando poi con semi di sesamo tostati e provola grattuggiata.

A me è piaciuta molto questa soluzione perché cipolle e olive si sposano davvero bene e le zucchine alleggeriscono la farcitura, inoltre la provola, o l'auricchio, essendo stagionati non perdono acqua e non si rischia di avere la pasta di pane troppo bagnata. Volendo aggiungere anche altri formaggi, come il gorgonzola o la scamorza affumicata, oppure variare le verdure, mettendo zucchine e melanzane grigliate.
Insomma, ci si può sbizzarrire...!

giovedì 8 aprile 2010

Torta di Mele di Paolo


Mi pare strano, stranissimo non aver ancora postato la ricetta di questa torta di mele, che faccio spesso e trovo sempre molto buona...e molto grande! Dura un paio di giorni ed è l'ideale quando si ha tanta gente a cena o in visita ;-)

Infatti l'avevo fatta - anzi, l'avevo fatta fare a Matteo - per venerdì sera, in occasione di una cena a base di crauti e speck a casa dei miei genitori, con alcuni amici. Poi ha passato indenne la Pasqua ed è approdata a Pasquetta, ancora fresca e morbida come appena sfornata.
E cosa c'è di più bello di godersi il sole di inizio aprile, in compagnia di qualche amico (anche dei suoceri, se vogliamo dirla tutta...) e di una tazza di tea con torta alle mele di contorno? Nulla, è stato un pomeriggio piacevolissimo!!

Questa volta ho seguito la ricetta originale, quella che mi ha dato ormai una dozzina d'anni fa un amico dei miei genitori, o meglio, il papà di un amico del mare di mia sorella, che ha un agriturismo vicino a Vicenza.
Quindi ho aggiunto le noci e tolto le gocce di cioccolato.

INGREDIENTI per...tanti!
500 gr farina
300 gr zucchero
100 gr burro
5 uova
1 bustina di lievito
scorza di limone grattuggiata
un bicchiere di latte
due cucchiai di rum
5 mele
50 gr noci già sgusciate

Lavorare il burro a temperatura ambiente con lo zucchero, aggiungendo poi le uova. Mescolare con la farina e il lievito, aggiungendo man mano il latte ed il rum, per facilitare l'operazione. Una volta ottenuto un impasto morbido e della giusta consistenza, pelare le mele e tagliarle a fettine, tenendone da parte una tazza da utilizzare poi come decorazione. Se non vi interessa decorare, aggiungete tutte le mele all'impasto insieme ai gherigli di noci grossolanamente tritati e la scorza di un limone grattuggiata.
Imburrare ed infarinare uno stampo per torte, meglio se a ciambella (per consentire una cottura più omogenea) e distribuire il composto in modo omogeneo. Distribuire le fettine di mela tenute da parte sulla superficie della torta.
Cuocere a 220° per circa 60 minuti.

In alternativa potete aggiungere delle gocce di cioccolato al posto delle noci, eliminando anche il limone, oppure utilizzare delle pere al posto delle mele.

Vista la quantità di mele usata la torta risulta piuttosto umida, per questo resiste bene anche a distanza di qualche giorno...e rimane morbida anche se ha una quantità di burro piuttosto bassa.
Ottima anche con un 50% di farina integrale e zucchero di canna, per una versione più leggera e rustica.

mercoledì 7 aprile 2010

Sformato di porri e patate


Ci sono cose, nella vita, che teniamo alla larga convinti che non facciano per noi...parlo in questo caso di alcuni piatti o ingredienti, ma il paragone può estendersi anche alle cose serie della vita.
Fino a quando non ci sbattiamo contro il naso, allungando una forchettata e capendo che in fondo almeno un po' ci si era sbagliati, rimaniamo lì, arroccati sulle nostre convinzioni. E nemmeno la tipica frase da mamma, ovvero "come lo faccio io non l'hai mai mangiato!" ci fa desistere. Buttarsi e provare può rivelare grandi sorprese e quello che fino al giorno prima era un piatto indigesto, dal giorno dopo può diventare il preferito, o quasi.

Comunque predico bene e razzolo male, da un punto di vista non strettamente alimentare. Perché sono una di quelle che quando ti inquadra in un modo (sostanzialmente male) poi difficilmente cambia idea. Mentre per quanto riguarda il cibo, posso anche ricredermi:-)

Tutto sto preambolo per dire che ho preso questa ricetta da un libro che non eccelle in bellezza (ma è un lascito di una zia e quindi mi è molto caro) e che tutto sto porro non è che proprio mi andasse a genio (non ho avuto un bel rapporto col porro fino a pochi anni fa), eppure questo piatto è venuto benissimo!! Alla faccia dei miei pregiudizi.

INGREDIENTI per quattro
400 gr patate
300 gr porri
100 gr prosciutto cotto
100 gr emmentaler o gruyere
250 ml latte
10 gr burro
20 gr farina

Pelare le patate e tagliarle a fette alte circa un centimetro, sbollentarle in acqua bollente e salata per circa 10 minuti, scolare e mettere da parte. Tagliare il porro (compresa la prima parte verde) a rondelle, anche piuttosto grosse, e cuocerle in una pentola larga con poco olio, sale e qualche cucchiaio di acqua, in modo che si stufino.
Nel frattempo preparare la besciamella, facendo sciogliere il burro, aggiungendo la farina e poi, a filo, il latte, mescolando bene con una frusta in modo che non si formino grumi. Quando inizia ad addensarsi, spegnere, togliere dal fuoco, aggiungere il formaggio grattuggiato, regolando di sale ed eventualmente aggiungendo un pizzico di noce moscata.
In una pirofila distribuire le patate a fette, il porro, il prosciutto cotto a striscioline e un po' di besciamella, proseguendo fino all'esaurimento degli ingredienti. Nel mio caso sono venuti circa tre strati di patate, due di porri, due di prosciutto e tre (scarsi) di besciamella.

Cuocere in forno a 220° per circa una ventina di minuti. Di fatto gli ingredienti sono cotti, basta quindi far dorare la besciamella sulla superficie e dare un'ultima spinta alle patate.

Servire tiepido, se il giorno dopo meglio ancora!
Atenersi stomaci delicati...il porro serale non perdona.

Consigli per gli acquisti. Per ottimizzare la spesa, all'Esselunga vendono già i cuori di porro, si trovano nel banco delle verdure nella zona di quelle fresche, ma preconfezionate. Visto che ne serve abbastanza è inutile comprare tutto il porro avendo un sacco di parte verde e dura che avanza.
Per il formaggio, io ho usato un volgarissimo Emmental della Baviera, visto che comunque doveva essere cotto e mangiato con altre cose. Sicuramente optando per il gruyere ne verrà, però, un piatto molto più carico e saporito! per me van bene entrambi, a seconda dei gusti.

giovedì 1 aprile 2010

Pastiera padana


Scherziamo con tutto, ma non che le ricette iper-ultra-mega tradizionali!
Quindi, per mettere già le mani avanti, ho presentato questa pastiera come padana (anziché napoletana), sebbene sto padana mi suoni in senso negativo, ma è solo per dire che è fatta a modo mio e che quindi non ha nessuna pretesa di essere uguale e fedele alla ricetta originale.
Solo una volta, ad esempio, ho avuto la tentazione di comprare al supermercato quel grano già ammollato che dovrebbe utilizzarsi nella pastiera, ma questo barattolo con acqua lattiginosa e dentro sti chicchi gonfi gonfi mi ha fatta desistere. Non era granché invitante, meglio il mio caro vecchio orzo.
E solo recentemente ho acquistato anche l'acqua di fiori di arancio, per aromatizzarla. Vi dirò, quando ho aperto la bottiglietta e ho annusato il profumo mi ricordava una qualche crema che utilizzo in estate al mare. Buono, no? :-)
Invece poi, una volta aggiunta, non è che sapesse di molto, forse sono stata troppo parca, ma temevo di dare alla torta un gusto chimico. Quindi, metterla o non metterla, per me non fa la differenza.

INGREDIENTI
80 gr orzo perlato
500 ml latte
500 gr ricotta
2 tuorli
250 gr zucchero
scorzette candite all'arancio (facoltative)
acqua di fiori di arancio (facoltativa)

Preparare la pasta frolla come di consueto, vi rimando qui al topic con le informazioni del caso. Scaldare il latte ed aggiungere l'orzo, proseguendo la cottura fino a quando l'orzo non abbia assorbito quasi completamente il latte. In questa operazione è importante mescolare abbastanza frequentemente, soprattutto dopo i primi dieci-quindici minuti, per evitare che l'orzo si attacchi sul fondo della pentola.
Una volta ben cotto (praticamente non dovrebbe esserci necessità di scolarlo, essendoci solo una specie di crema di latte), aggiungerlo alla ricotta, alla quale si dovrà poi unire lo zucchero, i tuorli e, volendo, le scorze candite o qualche cucchiaio di acqua di fiori d'arancio.
Mescolare con cura, in modo da eliminare possibili grumi di ricotta. Io a questo punto, con la scusa di assaggiare non so bene cosa, inizio a mangiarmi qualche cucchiaiata di ripieno. Che ci devo fare, è troppo buono!!!
Stendere la pasta frolla, utilizzando l'eventuale parte in eccesso per creare le decorazioni (ovvero le classiche strisce da crostata), e riempire con la farcia.

Cuocere in forno a 220° per circa una quarantina di minuti.
Poi più riposa e più si solidifica, quindi è meglio prepararla qualche ora prima di servirla, per farla raffreddare bene.

Si tratta di un dolce importante, nel senso che una fettina è molto nutriente e saziante, quindi è adatto, oltre al periodo pasquale di cui dovrebbe essere tipica, anche quando si invitano molte persone e si è alla ricerca di qualcosa di sostanzioso.

Si accettano ben volentieri, nei commenti, varianti e correzioni!