martedì 28 settembre 2010

Pain au Chocolat, tentativo n. 1!


Ognuno ha le proprie muse ispiratrici, io per preparare questo dolce ne ho avuta una in particolare una: l'Esselunga e la sua offerta 1+1 sulla pasta sfoglia (tra un po' mi toccherà chiedere un riconoscimento economico a questo supermercato, visto tutta la pubblicità che gli faccio)!
Ho trovato tante ricette di pain au chocolat, nel corso di questi ultimi anni, ma domenica avevo ritrovato un po' di verve culinaria...quel tanto che bastava per provare a fare qualcosa di nuovo, ma non a sufficienza da voler preparare i panini dall'impasto base. E così ho sperimentato la versione per pigri, quella che utilizza la pasta sfoglia e riduce lo sforzo al minimo.

Nel complesso sono quasi soddisfatta, credo di aver commesso un paio di errori e di aver caricato troppo i panini, però dai, eran buoni e sbagliando si impara. La prossima volta saranno sicuramente diversi, non so se più o meno buoni, ma li porterò più verso il mio gusto.

INGREDIENTI per 4
una confezione di pasta sfoglia
70 gr di marzapane (o 35 gr di zucchero e 35 gr di mandorle)
quattro cucchiai di Nutella
40 gr di cioccolato fondente
due cucchiaini di marmellata di arance amare

per decorare (facoltativo)
mandorle a lamelle
bianco/rosso d'uovo o latte

La base di partenza ideale è una confezione di pasta sfoglia rettangolare, visto che creare un rettangolo da una base rotonda comporta non solo un'attività di taglia e incolla sui bordi, ma una manipolazione della pasta che non le fa bene, le crea poi problemi in forno.
Tagliare la pasta in quattro strisce per il senso della larghezza. Io ho avuto la brillante idea di stendere la pasta una seconda volta con il mattarello, per renderla più sottile e attaccare meglio i rattoppi che avevo aggiunto per ottenere la forma desiderata. Ecco, meglio di no, lasciatela dell'altezza originale. Diventando troppo sottile mi pare che si inumidisca troppo.
Distribuire sopra la pasta sfoglia un cucchiaio di Nutella, 10 gr di cioccolato fondente a pezzetti, un quarto del marzapane tritato (se non lo avete va bene anche il mix di mandorle tritare e zucchero, lavorato con un goccio di acqua) e mezzo cucchiaino di marmellata. Ripiegare la pasta sfoglia su se stessa, non arrotolandola, ma piegandola in quattro.
Per evitare che il ripieno fuoriesca durante la cottura ripiegare i bordi laterali all'interno prima di piegarla per il senso della lunghezza.
Spennellare con uovo o latte e distribuirvi sopra e mandorle a lamelle.

Cuocere in forno a 200° fino a quando la pasta risulti ben gonfia e dorata. Trattandosi di piccole porzioni dovrebbero bastare 10-15 minuti.

Non mangiare caldi! E qui, vorrei spezzare una lancia contro la brioche calda, se per brioche intendiamo il croissant. Fa schifo, è molle, non si sente la fragranza delle sfoglie di pasta.
Ma che è sta fissa!?!?

Lasciati raffreddare acquisteranno consistenza, e saranno una bomba! Uno basta e avanza ;-)

Consigli per la prossima volta? No al marzapane, li rendono troppo dolci per i miei gusti. No allo spalmare per tutta la lunghezza, proverò a ripiegare in due, spalmare e ripiegare ancora. alla buccia d'arancia al posto della marmellata, ma qui ancora non è stagione di arance. al tutto cioccolato fondente, secondo me rende di più.

Provate e come al solito fatemi sapere! E ditemi la vostra anche sulla scottante diatriba della brioche calda...

lunedì 27 settembre 2010

Vellutata di Lollo, Capperi e Peperone



Toh, chi si rivede!
L'autunno ormai è arrivato, è il caso di metter via magliette e sandali e rispolverare il libro delle zuppe, riabituarsi al buio che arriva presto e di serate davanti ad un piatto fumante mentre si guarda "L'Eredità"...eh, che bel programmino...

Ecco, quella di oggi non credo possa essere portata ad esempio come ricetta di zuppa, visto che è una di quei piatti inventati lì per lì, per svuotare il frigorifero, e che quindi dubito potranno avere in futuro una seconda chanche sulla mia tavola.

Però vuole essere l'esempio del fatto che, una volta frullato, qualunque miscuglio di ingredienti può ergersi al rango di zuppa casalinga!

INGREDIENTI
un cespo di lollo
una patata grande
mezzo peperone rosso
uno scalogno
un cucchiaino di capperi
sale al limone
coriandolo

Soffriggere lo scalogno in un cucchiaio di olio, aggiungere poi le verdure a pezzetti, farle rosolare qualche minuto e poi aggiungere tanta acqua quanto basta per coprire il tutto.
Cuocere fino a quando la patata non risulterà morbida, poi frullare.
Avendo aggiunto i capperi sottosale, benché sciacquati abbondantemente sotto l'acqua, non ci dovrebbe essere necessità di aggiungere sale. Nel mio caso ho voluto aggiungere un pizzico di sale al limone, ovvero quel sale che ho utilizzato per conservare le fettine di limone e che mi piace tantissimo! Completare con un goccio di olio extravergine a crudo ed una spolverata di coriandolo.
In questa ricetta, che aveva le note del limone, l'ho preferito al pepe proprio perché trovo che abbia un tocco agrumato.

Ricetta per una persona, anche perché se avessi avuto più ingredienti non credo li avrei riciclati in un piatto del genere.

Che altro ho fatto? Pain au chocolat (più o meno...) e linguine alla crema di ricotta ed erbe aromatiche. Spero tornerete nei prossimi giorni per dare un occhio anche a queste...e spero, soprattutto, di non sparire (io) di nuovo dalla circolazione ;-)

P.S. Mica l'ho trovato lo stampo delle madeleines, in Francia...che delusione...



venerdì 30 luglio 2010

Clafoutis di pesche e mandorle caramellate


L'unica cosa che è avanzata abbondantemente dalla cena di domenica è stato il clafoutis alle pesche, forse perché si tratta di un dolce piuttosto sostanzioso ed una fettina è sufficiente...e noi eravamo reduci da una cena piuttosto abbondante, conclusasi pure con caffè e biscottini.
Che sfiga, me lo son dovuta finire io! Un grande sacrificio, senza dubbio...

Scherzi a parte, a me piace tantissimo ed è stato un ottimo stratagemma per consumare quella frutta che dopo quasi venti giorni di frigorifero ancora non si decideva a diventare bella matura.
"Potevi toglierla dal frigo!" direte voi. "Quando l'ho fatto è marcita nel giro di 48 ore" rispondo io.
Purtroppo nelle scorse settimane c'era una tale temperatura, abbinata all'umidità, che era praticamente impossibile lasciare qualunque cosa fuori dal frigo.

Quindi le pesche che ho usato erano integre, ma ancora indietro. Mangiarle così com'erano non sarebbe stata una bella idea, mentre tagliarle e farle passare in padella con un cucchiaio di zucchero ha donato loro nuova vita! Ne ho altre quattro-cinque, credo che stasera faranno anche loro la stessa fine...

Del clafoutis avevo già postato una ricetta salata, quella con zucchine e speck, mentre questa volta ho preferito una preparazione dolce. Ancora non siamo approdati a quello tradizionale con le ciliegie, ma questo è buonissimo, provatelo!

INGREDIENTI
4-5 pesche
due cucchiai di mandorle a lamelle
200 gr zucchero
un cucchiaio di zucchero di canna
4 uova
4 dl latte
130 gr farina
una noce di burro

Tagliare le pesche a spicchi e farle cuocere cinque minuti in una padella con poco burro ed un cucchiaio di zucchero (se non avete quello di canna va bene anche quello semolato), aggiungendo poi le mandorle, che grazie alla presenza dello zucchero diventeranno leggermente caramellate. Tenerne da parte alcune per decorare poi il clafoutis.
Sbattere le uova, unirvi lo zucchero lavorando bene. Unire poi la farina mescolando con cura affinché non si formino grumi, ed in seguito il latte.
Imburrare leggermente una pirofila, disporvi le pesche e versarvi sopra il composto.
Cuocere in forno a 200° per almeno mezz'ora, ricordando di distribuire sulla superficie del clafoutis le mandorle avanzate, una volta giunti a metà cottura.

Per verificare che sia cotto basta controllare che nella parte centrale il liquido si sia rappreso. In alcuni punti, in particolare in corrispondenza della frutta, potrebbe rimanere comunque più morbido, ma è gradevole in ogni caso!

Meglio mangiarlo a temperatura ambiente o fresco.

mercoledì 28 luglio 2010

Crostata al basilico con pomodori e bufala


Sempre tratto dalla cena con Giuli (detta l'Anonimo...) e Piero, ecco una torta salata veramente estiva! Io non ci sono diventata matta, anche perché per conto mio ho sbagliato almeno due cose, ma credo che con qualche correzione potrebbe guadagnare punti!
L'unico aspetto che non mi convinceva era il dover utilizzare il basilico. Quando si tratta di basilico io divento davvero tirchia, proprio mi urta il doverne usare in abbondanza nel caso in cui stia facendo esperimenti, nonostante nell'orto ce ne siano molte piantine.
Ho paura di sprecarlo, anche perché devo tenere a mano per tutto il resto dell'anno quando quello fresco non è più a disposizione.
Forse il fatto di non essere riuscita a farne crescere manco una pianta (m'è spuntato un fungo al posto suo...) me lo rende un ingrediente prezioso, da centellinare.

Comunque per stavolta ho fatto un'eccezione.

La ricetta della pasta l'ho presa da uno degli ultimi numeri di Cucina Moderna, mentre per il ripieno ho fatto secondo mio gusto. Insomma, non è che sia sta gran cosa il ripieno, di fatto è una caprese! Anche se in fondo quando all'estero si parla di caprese son tutti lì con la lingua che pende, non sminuiamo questi piatti italiani... ;-)

INGREDIENTI per la pasta
200 gr farina
100 gr burro
15-20 gr basilico fresco
0,5 dl acqua fredda, sale

per il ripieno
4 pomodori
una mozzarella di bufala
mandorle tritate
un cucchiaio di pinoli
basilico per decorare
scalogno, olio, sale e pepe

Iniziamo con la preparazione della pasta, visto che poi necessiterà di almeno una mezz'ora di riposo. Consiglio di utilizzare un robot da cucina (io ho usato il minitritatutto ed è stata una via crucis, ho dovuto fare il tutto in tre tranches) nel quale mettere il burro ancora freddo a dadini, la farina, una presa di sale, le foglie di basilico lavate. Una volta frullato il tutto aggiungere l'acqua fredda. Quasi come per magia si formerà una palla di pasta!
Controllare che gli ingredienti siano ben amalgamati, che non ci siano quindi pezzi di burro evidenti (visto che l'impasto è verdognolo si notano subito), avvolgere nella pellicola e mettere nel frigorifero.

Nel frattempo tagliare lo scalogno a fettine, metterlo in una terrina con olio e sale ed aggiungere i pomodori tagliati a spicchi. Mescolare e lasciar riposare a temperatura ambiente.
In questo modo i pomodori acquisteranno sapore e perderanno un po' di succo, ottimo poi per farci una scarpetta con del pane, ma poco adatto per la torta salata.

Quando la pasta si sarà solidificata stenderla su un foglio di carta da forno infarinato, utilizzando la pellicola che prima avvolgeva la pasta per evitare che il mattarello si attacchi alla quest'ultima. In alternativa spolverizzate con della farina.
Foderare uno stampo da crostata da 20 cm, eliminando eventualmente la pasta in eccesso, e cuocere in bianco a 200° per 15 minuti, proseguendo poi per altri 15 togliendo la copertura. Ricordo come al solito che i tempi dipendono molto anche dal tipo di forno che si usa, quindi buttate sempre un occhio durante la cottura e valutate se proseguire oltre o terminare prima.

Una volta raffreddato il guscio distribuirvi sul fondo le mandorle tritate, che aiutano a rendere la base meno umida, e comporre la torta appena prima di essere servita.
Tagliare una mozzarella di bufala in otto fette, disporle a raggiera e riempire gli spazi tra l'una e l'altra con le fette di pomodoro. Completare con qualche foglia di basilico, i pinoli tostati ed una spolverata di pepe.

Consiglio di prepararla appena prima di portarla in tavola perché ho notato che la mozzarella tende a diventare gommosa e di servirla a temperatura ambiente, il freddo ammazza i gusti.

Insomma, una caprese in versione più elegante, ottima anche come piatto unico.

P.S. qualche tempo fa ho provato ad aggiungere agli ingredienti per la pasta anche due cucchiai abbondanti di parmigiano reggiano...il risultato è stato ottimo!