giovedì 12 novembre 2009

Qualcosa su di me...in attesa della zuppa!

Ele, abbi pietà di me! Mi invii premi & cotillons, ma nella mia ignoranza tecnologica non so dove metterli, cosa farne, a che servono...non è cattiva volontà, è che proprio non ci arrivo!
Ma visto che stavolta mi hai spiegato passo passo, ci provo, anche se non credo che ai miei fedeli lettori interessi molto sapere chi sono nel dettaglio...magari li faccio anche scappare...

La regola, come mi hai detto, è raccontare dieci cose di sè che possono aiutare gli altri a conoscerci meglio e poi spedire il premio ad altri dieci blogger (peccato che tre -vale, myco e kicka- me li abbia già bruciati tu...!!).
Al di là del fatto che mi piace cucinare e questo è scontato, direi che vorrei raccontare le dieci cose che si devono assolutamente sapere su di me...

1. Sono vegetariana. Questa è una cosa a cui tengo davvero tanto perché adoro gli animali, non sono davvero in grado nemmeno di uccidere un insetto (mosche e zanzare a parte...ma questi non sono animali, sono rotture di balle), di solito li prendo e li accompagno di fuori...che siano ragni o scorpioni, è lo stesso, vanno rispettati.
Nonostante ciò non pretendo che il mio compagno mi segua in questa avventura che per me non è solo alimentare...almeno lo prego di non mangiare cose come capretti, asini, vitelli e cavalli. Sempre meglio di niente...

2. Sono disordinata. Nonostante in alcune cose della mia vita ci sia indubbiamente del rigore (nelle mie pratiche, nel mio blog...) per il resto il concetto di ordine per me rimane molto astratto. Per me lasciare un calzino sul divano ed uno ai piedi del letto non dà il minimo disturbo...appallottolare i vestiti anziché piegarli idem...avere i cd sul cruscotto che ad ogni curva franano qua e la per la macchina anche...per non parlare di quando cucino! non potrei mai fare un blog work in progress come Ele...si vedrebbe tutto il caos che c'è attorno!

3. Sono di sinistra (dopo questa affermazione spero non calino i miei sparuti sostenitori...). Il che significa tantissime cose, tra le quali anche essere una cogliona ed una farabutta. A chi mi dice che la politica non deve c'entrare nei rapporti interpersonali rispondo che dipende da come uno la vive, la propria idea politica. Per me è politica da quando mi alzo dal letto della mia casa in cui si arriva senza auto e non me ne lamento a quando la sera mi rifiuto di guardare certi programmi idioti, passando dall'alimentazione, ai mezzi di trasporto, a come occupo il mio tempo...Non è il voto dato una volta ogni tanto, è come vivi la tua vita, giorno per giorno, coerentemente con quelli che sono i tuoi ideali. (Uff, son diventata pallosa...)

4. Sono naturista, che non significa né nudista né naturalista (non sono Darwin...). Non sono esattamente una modella, eppure stare al mare nuda, in campeggio, nel verde, per me non è esibizionismo, è un'esigenza, una grande voglia di mettermi in contatto con la natura, di vivere senza sovrastrutture, senza dover apparire sempre e comunque.

5. Sono appassionata di campeggio! Nessuna vacanza è più bella di quella fatta in tenda, a pochi metri dalla riva del mare, dove non c'è confine tra te ed i sapori, i colori ed i profumi di quello che ti circonda.

6. Sono appassionata di Europa, mi piace moltissimo viaggiare, ma non ho ambizioni esotiche :-) Mi piace la terra in cui vivo ed il fatto di avere, in parte, radici diverse. Mi piace sentirmi parte integrante di questo continente...E poi, non toccatemi la Germania!! Sfatiamo qualche mito: i tedeschi non sono puzzoni, non mangiano solo wurstel e crauti, come ho già detto, non sono nazisti e non sono antipatici. È vero, usano i Birkenstock coi calzini, ma quello lo faccio anche io...!

7. Sono un'appassionata di libri. Li leggo e li accumulo, per la gioia di Matteo! Li tengo dappertutto...in auto, in borsa, sotto il cuscino, sotto il letto, in bagno, sul tavolino del salotto, sul tavolo, oltre che, naturalmente, sui mobili. Credo che rappresentino la voce più alta delle mie uscite e la parte più pesante del mio bagaglio quando mi muovo. Ho una notevole libreria dedicata a Nazismo e Olocausto, il che preoccupa un po' mia mamma, e leggo soprattutto libri delle case editrici E/O, Guanda ed Einaudi.

8. Vorrei essere una bibliotecaria, oppure una libraia...avete presente il prototipo della bibliotecaria? Una zitella acida vestita di grigio topo con gli occhialini che vive sola col gatto? Ecco, io un compagno ce l'ho, il Santo Matteo, ma sono zitella dentro. Ed in questo ruolo mi ci vedrei benissimo! Oppure mi piacerebbe avere una libreria tutta mia, che probabilmente non venderebbe mezzo libro, visti i miei gusti, da abbinare ad una piccola sala da the, in cui poter servire decine e decine di the e tisane, mangiare una torta e discorrere di libri.

9. Sono the-dipendente. Una volta quando si discuteva con Matteo del suo non voler smettere di fumare, lui ha accusato me di avere una dipendenza da teina ed io ho detto "Smetto quando voglio!". Che sia questa frase il primo sintomo di un problema?!??! Comunque ora mi sono buttata sulle tisane così non mi può più dire nulla, quelle la teina mica ce l'hanno...In ogni caso credo di avere almeno una cinquantina di the e tisane a casa, quindi quando vi offro un the la domanda "Quali tipi hai?" è a vostro rischio e pericolo...

10. Sono una gattara. Non posso e non voglio rinunciare a grattare un gatto, ovunque sia e di chiunque sia. I miei due gatti, Pino e Maigret, sono entrambi arrivati da noi per caso: il primo me l'ha portato la mia amica Giuly, sperando che io lo piazzassi da qualcuno (ne avevo già quattro da sbolognare, fatti da una gatta randagia) ed è rimasto a noi. Appena arrivato ha fatto la dissenteria nei croccantini...non male come inizio...
Maigret ce lo siamo trovati nel giardino...chiamavamo Pino ed arrivavano insieme! Ho speso qualcuna delle mie lacrime di circostanza per convincere Matteo e alla fine l'abbiamo tenuto. Il problema è che io me li tirerei in casa tutti...

Spero non vi siate annoiati! In caso di risposta affermativa pregasi intasare il blog di Ele con lamentele ;-)
Ho deciso di mandare questo premio ad alcune delle persone che seguono il mio blog, sperando che sia l'occasione per scoprire qualcosa in più di loro, chissà, magari anche altri aspetti che ci possono accumunare e che si ignoravano...

Poi passerò a controllare che abbiate fatto il compitino...ah si, sono anche piuttosto pedante!

A dopo con vellutata di scarola e patate!

lunedì 9 novembre 2009

Apfelwähe ovvero torta di mele svizzera

Una piccola premessa legata alla cronaca di oggi...venti anni fa cadeva il Muro di Berlino, che ha poi segnato non solo la riunificazione delle due Germanie, ma anche la fine del Comunismo (per come era conosciuto allora...) almeno in Europa.

Quello che io festeggio oggi è il ritorno ad una Germania unita, che per me rappresenta un grande passo avanti verso la pace, la fratellanza tra i popoli e l'idea di un'Europa veramente unita.

Sabato sera, quando abbiamo invitato a cena Carla e Angelo, sarebbe stato carino fare una cena tedesca (che non significa necessariamente Sauerkraut und Würstel).
Ma poi siamo finiti su una cena svizzera...non propriamente la stessa cosa...

Ho optato per un piatto unico (e spero abbondante) a base di Knöpfli, con entrambe le salse, con contorno di pisellini e carotine al burro. E per dolce una Apfelwähe, una torta tradizionale svizzera a base di mele, ma che spesso si può trovare anche al rabarbaro (buonissima e particolare) o con le prugne.

Visto che il piatto principale è già stato spiegato nel dettaglio in un altro post, mi limito a scrivere la ricetta di questa torta, che è davvero l'ideale per un dolce dell'ultimo minuto!

INGREDIENTI
un rotolo di pasta sfoglia
2 mele
2 dl panna
1 dl latte
2 uova
3 cucchiai di zucchero
spezie (cannella, anice stellato)
mandorle o nocciole grattuggiate

Srotolare la pasta sfoglia in uno stampo da crostata, creando un piccolo bordo in modo che la crema che andrà poi a ricoprire la frutta non fuoriesca. Distribuire sul fondo della sfoglia due cucchiai di mandorle o nocciole grattuggiate, che serviranno anche a rendere la base della torta meno umida. Pelare le mele, tagliarle a fette (circa 16 per mela) e distribuirle sulla tortiera a raggio.
Sbattere in una tazza le uova con lo zucchero, aggiungere panna, latte e le spezie, se vi piacciono, e versare il composto sulla frutta, magari aiutandovi con un cucchiaio per raggiungere anche gli spazi tra le mele e il bordo della torta.

Cuocere per circa 25 minuti in forno (o fino a completa cottura della base di pasta sfoglia).

Il bello della torta è che, oltre ad essere davvero rapida da preparare, è anche poco dolce e non pesante.
Volendo si può sostituire la base di sfoglia con una di frolla o di briseè: nel primo caso si otterrà una preparazione più dolce e ricca, mentre secondo caso sarà più simile alla versione base.

Oppure si può cospargere sulla superficie della torta una o due cucchiaiate di zucchero di canna, tipo Mascobado, in modo che, durante la cottura, si caramellizzi.

Guten Appetit!

lunedì 2 novembre 2009

Tortino di crêpes di patate con emmentaler e funghi

Uhm, mi ha detto Ele che in questo periodo van di moda i tortini di crespelle...vi torna?! 
Bene, sarà più semplice fare un confronto tra la mia ricetta e le altre, sperimentare impasti diversi e ripieni alternativi e creare la propria combinazione ideale!

Come nasce questa idea? Da una confezione di funghi chiodini sott'olio aperta sabato sera per fare una pizza, da un pezzo di formaggio di gomma (ovvero Emmentaler, così lo chiama mio papà...un vero estimatore...) che avevo in frigo e dalla curiosità di sentire che gusto hanno le crêpes fatte con le patate!
Ho preso la bella abitudine di segnarmi su un quaderno le ricette (che trovo online oppure sulle riviste) che mi incuriosiscono ed ogni volta, prima di fare la spesa, lo sfoglio e scelgo qualche cosa da sperimentare...oppure me lo porto direttamente al supermercato se ho fretta!
Quindi ieri ero pronta...gli ingredienti: c'erano, la ricetta: c'era...

La preparazione non è molto laboriosa, io poi me la son pure presa comoda visto che era domenica e intanto che cucinavo mi guardavo i Simpson...Comunque è possibile preparare la pastella in anticipo o almeno portarsi avanti lessando le patate.
Una volta fatto questo, il resto è veloce!

INGREDIENTI per quattro
per le crêpes:
400 gr patate
50 gr farina
3 uova
1,5 dl latte

per il ripieno:
30 gr farina
20 gr burro
4,5 dl latte
100 gr emmentaler o gruyere
200 gr chiodini sottolio
noce moscata

Pelare le patate e lessarle, meglio se intere, in acqua salata. Nel frattempo preparare la besciamella facendo sciogliere il burro in una pentola, unendo la farina, facendola tostare qualche secondo ed aggiungendo il latte a filo. Mescolare bene per evitare grumi, ma visto che dopo si userà il minipimer ci può anche scappare qualche grumo...si sistemerà tutto dopo!
Una volta raggiunta la giusta densità della besciamella (in questo caso abbastanza solida, tanto da cadere a fatica dal cucchiaio) aggiungere il formaggio grattuggiato, tenendone da parte un due cucchiai da mettere in cima al tortino, ed i funghi ben scolati.

Una volta lessate le patate, schiacciarle con una forchetta e mescolarle insieme al latte, le uova e la farina. Per rendere la pastella più omogenea utilizzare il minipimer per dare il tocco finale...e poi riciclarlo anche per sistemare la besciamella, nel caso in cui si siano formati dei grumi. Regolare il tutto di sale (pastella e besciamella) ed aggiungere un tocco di noce moscata a quest'ultima. Facoltativo, ma per me la noce moscata è un must.

Nel mio caso avevo una pirofila di vetro rotonda, quindi ho scelto una pentola che avesse più o meno lo stesso diametro e ho preparato le crêpes. Queste con le patate mi sono uscite più alte e soffici di quelle tradizionali, ed anche più dense. Quando versavo l'impasto ho provveduto io, col dorso del cucchiaio, a spalmarlo per allargare la crespella.
Una volta cotte, girarle delicatamente e cuocere anche l'altro lato.

Disporle nella pirofila, spalmando su ciascuna un po' di besciamella con formaggio e funghi, fino a quando non si siano esauriti gli ingredienti. Completare con una spolverata di emmentaler grattuggiato e passare in forno a 180° per un quarto d'ora (un po' più di tempo se preparate il tortino in anticipo).



martedì 27 ottobre 2009

Calzone di scarola

Credevate che le mie orride foto serali fossero una leggenda metropolitana?!
E invece no, ed oggi ve ne fornisco la prova: la foto del calzone....la sfida consiste nel capire di che colore sia il ripieno...

Spiritosaggini a parte (anche perché oggi mi son svegliata piuttosto nervosa...ed ora sto cercando di farmela passare a suon di libri e canti partigiani...), il calzone è venuto bene e mi spiaceva non mettere nemmeno questa volta la foto.
Poi si usa pure verdura stagionale, è l'occasione buona per proporvela.

INGREDIENTI
una pasta sfoglia
2 cespi di scarola
5 acciughe sottolio o sotto sale
un cucchiaino di capperi sotto sale
200 gr ricotta
50 gr parmigiano
1 uovo
olio, aglio, semi vari (sesamo, papavero)

Pulire la scarola, dividerla in foglie, senza spezzarle. Non c'è bisogno di scolarla, visto che andrà cotta in padella.
Far dorare in un'ampia padella due spicchi d'aglio in un paio di cucchiai d'olio, in cui successivamente stemperare anche le acciughe (o alici): basta metterle nell'olio e con il cucchiaio di legno mescolarle in modo che si spezzettino.
Aggiungere le foglie di scarola, i capperi dissalati e coprire con un coperchio, in modo che il vapore rimanga all'interno della pentola.
Ogni tanto mescolare e quando le foglie si saranno appassite controllare il sale. Talvolta capperi e acciughe bastano da sè.

Generalmente in una ventina di minuti la scarola è cotta e ha perso anche la sua acqua in eccesso; si può quindi aggiungere la ricotta ed il parmigiano. Quando il tutto si è intiepidito aggiungere anche l'uovo, per evitare che con l'eccessivo calore diventi una frittata.

Srotolare la pasta sfoglia, versare la scarola in una metà e ricoprire con la parte rimasta vuota, a mo' di calzone, sigillando bene i bordi.
Spennellare la superficie della pasta con il poco albume che rimane, di solito, nel guscio, oppure un goccio di olio e spolverare con i semi, oppure con del parmigiano.

Cuocere in forno a 200° per circa 20 minuti o fino a completa cottura della pasta sfoglia.
Meglio servire tiepido, in modo che il ripieno sia più solido.

Con questo sistema è possibile anche utilizzare quella scarola che risulta più dura e quindi meno apprezzabile in insalata.