mercoledì 2 marzo 2011

Madeleines con Ricotta e Mandorle

Eravamo rimasti a che oggi vi avrei postato un'altra ricetta per le madeleines, quella che m'è venuta meno bella, ma più buona...eccola, senza foto però.

INGREDIENTI
1 limone
3 uova
120 gr ricotta
150 gr burro
5 cucchiai di latte
150 gr farina
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
150 gr zucchero
40 gr mandorle in polvere

Non ci sono particolari precauzioni nella preparazione dell'impasto, basta seguire le solite procedure, ovvero: burro, zucchero, uova, poi aggiungere ricotta, latte ed in ultimo gli ingredienti secchi (farina, mandorle, lievito).
Lasciar riposare in frigorifero almeno un'ora, poi riempire gli stampi da madeleines. Vale qui lo stesso discorso fatto ieri, ovvero quelle fatte con una pasta più riposata son venute meglio!

Cuocere con il forno a temperatura massima per circa 5 minuti, poi abbassare a 180-200° e proseguire per altrettanti minuti.

Lasciar intiepidire, togliere dagli stampi e mangiare!

Volete qualche anticipazioni su quali altre ricette ci sono su questo libro (tra l'altro questo fine settimana ho intenzione di cimentarmi ancora in qualche variante)?
Tra le dolci...alla crema frangipane, ai fiori d'arancio, spezie e menta, all'arancia confit, al cappuccino, al miele, col cuore di Nutella, con mela, cannella e mandorla...
Tra quelle salate...cipolla e pancetta, chorizo e peperoni,noci e roquefort (qui scatta l'acquolina in bocca!), prosciutto e olive,pomodori secchi, mozzarella e basilico (idem!), albicocche secche e chevre...

Dai, andatelo a comprare anche voi ;-)
Lo trovate in libreria, in internet, un po' dappertutto. Ne vale davvero la pena. Prima però compratevi lo stampo, vedere tutto sto popò di roba e non poterlo preparare per mancanza di mezzi è davvero frustrante.



martedì 1 marzo 2011

Madeleines al Limone



No, porca miseria! Ho vinto un Bon Roll, se tengo fede a quanto detto a gennaio nei miei buoni propositi...spero di poter riguadagnare terreno con la ricetta di oggi! Per stavolta che dite, chiudiamo un occhio? ;-)

Dopo varie vicessitudini (libro sulle madeleines acquistato su Amazon.it arrivato con le pagine stampate al contrario, io che al massimo della mia presenza mentale ho restituito tramite posta il libro senza difetti che nel frattempo Amazon mi aveva spedito, segue restituzione di quello effettivamente difettato e ordine di nuovo libro visto che nel frattempo avevo restituito entrambi...) sono finalmente riuscita ad avere sia il libro in questione che uno stampo in silicone. Ho colto l'occasione visto che il libro che piaceva a me era in vendita a 12 Euro (o 14?) comprensivo di stampo e scatola di latta.

Va beh, questa estate ho fatto la schizzinosa ed in Francia mi son rifiutata di comprare lo stampo in silicone ed ora mi riduco persino a comprarlo online?
Ebbene sì, mi sono arresa alle siliconate ("se non ora, quando"?).
Battute politiche a parte, ora che ho stampo e ricette non resta altro che mettersi alla prova!

Ho fatto due tentativi. La prima ricetta che ho usato è tratta proprio dal libro della Pantaleoni, che ricordo trovate anche in italiano e che presenta madeleines sia dolci che salate. La seconda è un riadattamento di una trovata sul libro Regali Golosi del Cavoletto.

Per ora vi posto solo la seconda, essendo quella che ho poi fotografato, ma domani (mi farò un nodo al fazzoletto...sempre che io riesca poi a ritrovarlo) vi scriverò anche quella del libro francese. Perché...quella del Cavoletto ha portato a dei risultati estetici notevoli, madeleines come si deve, con la gobbetta bella gonfia. Ma la prima ricetta ha avuto un risultato gastronomico che ho preferito. Le madeleines risultavano più morbide e saporite, quelle di questo secondo giro mi son parse più stoppose, una volta raffreddate.
Meglio farle e mangiarle tiepide, con il the!

INGREDIENTI per 10 (io ho lo stampo grande)
120 gr farina
100 gr burro
2 uova
100 gr zucchero
1 cucchiaino scarso di lievito per dolci
scorza di un limone
una presa di sale

Prima di tutto vi dico le differenze con la ricetta originale. Questa prevedeva 30 gr di zucchero e 70 gr di miele, ma visto che ero distratta ho confuso zucchero con burro e mi sono accorta di aver versato sulle uova 100 gr di zucchero...pace, va bene uguale! Poi sostituiva alla scorza di limone quella di lime...non credo che ciò modifichi sostanzialmente la ricetta, anzi, si potrebbe anche utilizzare la scorza d'arancio, perché no! In ultimo si consigliava una punta di zenzero in polvere, che io ho messo, ma essendo zenzero dell'anteguerra credo che non si sia proprio sentito!

Amalgamare gli ingredienti sbattendo uova, zucchero e sale, aggiungendo poi la farina con il lievito ed il burro fatto fondere. Mescolare bene perché il burro, che in effetti è tanto, fa un po' fatica ad unirsi agli altri ingredienti. Completare aggiungendo la scorza di limone grattugiata.
L'impasto va fatto riposare un paio d'ore in frigorifero. In effetti quando ho fatto il tentativo numero uno le madeleines che ho fatto a distanza di un'ora dalla preparazione dell'impasto (così diceva il libro) si sono gonfiate poco, mentre quelle fatte il giorno dopo erano indubbiamente più belle.
Quindi se avete pazienza potete preparare l'impasto la sera ed infornarle il giorno dopo!

Versare il composto (che risulta piuttosto solido) negli stampi da madeleines. Io ne ho messo all'incirca quanto ce ne stava per riempire ogni spazio, meglio un pelo meno che troppo, che se no rischia di uscire dal bordo e attaccarsi alla madeleine in parte!
Cuocere 5 minuti in forno alla potenza massima (durante questa fase l'impasto diventerà più "liquido" e andrà a distribuirsi per bene nella formina, iniziando poi a solidificarsi) e poi abbassare a 180° per altri 5 minuti circa.
Le mie non sono venute particolarmente scure sotto, quindi ho preso per buono il fatto che il sopra risultasse dorato e solido quindi magari date una tastatina.

Togliere dal forno, lasciar intiepidire. Lo stampo di silicone fa sì che escano senza problemi, non se n'è rotta nemmeno una!
E poi mangiare appena tiepide...meglio ancora se con una tazza di the e qualche amica. O da sole sul divano mentre si sfoglia un bel libro. O a colazione pucciate nel latte...


martedì 8 febbraio 2011

Acquisti per la Cucina...e per la Tazza!


In realtà non ho alcuna ricetta, oggi, visto che ho lasciato a casa per l'ennesima volta le dosi degli scones, ma volevo farvi partecipi dei miei ultimi acquisti e dare qualche suggerimento per chi abita nelle mie zone.

Stamattina sono stata in un Outlet del Kasalingo (aborro l'abuso della kappa...), a Bergamo in via Tiraboschi, e ne sono uscita con un pacco di prodotti Tescoma. Insomma, gli sconti andavano dal 25% al 49% (si, 49, non 50...) e visto che a Natale ho regalato a mia sorella un cesto con vari prodotti Tescoma, che a quanto pare ha apprezzato (ed integrato) ecco, ho comprato qualcosa anche per me.

Cose indispensabili, ovviamente. Come gli stampini, che poi non sono proprio stampini, sembrano tagliole per volpi, per fare i ravioli. Li ho visti da mia sorella, ho anche visto (e mangiato) il risultato e credo siano un valido aiuto per fare i ravioli, che mi piacciono, ma mi fanno perdere un'eternità di tempo.
Poi ho preso la siringa per decorare. Ho già il (la?) sac à poche con cui litigo ogni volta che lo (la?) uso, questo sistema mi pare più pratico e meno sporchevole.
Da regalare alla sorella (così prima la testa lei, poi al massimo la compro anche io) la carta da forno riutilizzabile. Io di solito la riutilizzo un paio di volte, però questa, essendo lavabile, è più pratica. L'unica fregatura è che ovviamente è rettangolare, ma volendo si può ritagliare per prendere la forma degli stampi da forno. La consistenza è comunque molto leggera, sembra poco più spessa della carta da forno tradizionale. Chi non ha bisogno di queste cose in cucina?!?!
Meno fantasioso, ma comunque pratico è il contenitore ermetico a tenuta stagna, o quasi. Avendo la pessima abitudine di cacciare tutto in borsa è proprio quello che mi serve per evitare la tracimazione del condimento dell'insalata o del riso dal luogo d'origine al resto della fauna che vive all'interno della borsa: chiavi, occhiali, libri, agenda, iPod...disastro! Questo contenitore l'avevo già comprato (Esselunga, offerta, tutto come d'abitudine) e poi perso, quindi l'ho preso nuovamente e volentieri, funziona in modo egregio.
L'assortimento presente in negozio è molto interessante: coppapasta, pennelli, forme in silicone per muffin, stampi per crostate, di tutto un po' e scontatissimo!

Gli altri acquisti risalgono invece a sabato quando con Giuly siamo state in un negozio di the a Milano. Mi riservo di parlare più in là in dettaglio dei singoli the e infusioni che abbiamo comprato (una decina tra tutte e due), ma nel frattempo vi segnalo il negozio per chi magari avesse in programma una scappata a Milano prossimamente.

Il negozio dove siamo state si chiama La Teiera Eclettica e si trova in Piazzale Bacone 2. Dista un paio di minuti a piedi dalla fermata della Metro di Lima ed una mezz'ora dal Duomo (passeggiando per Corso Buenos Aires e Corso Venezia).
Avrà almeno un'ottantina di the: neri indiani e di altre provenienze, miscele di neri, verdi cinesi e di altre provenienze, miscele di verdi, oolong, rooibos, pu-erh, affumicati, bianchi ed infusi, ce n'è davvero per tutti! Cliccando sulle varie tipologie aprirete direttamente la pagina del sito con le informazioni su ciascun tipo di the, il che è molto utile per poter arrivare in negozio con qualche idea.
Io e Giuly non ci siamo accorte di queste pagine web, ovviamente, e quindi per evitare di far aprire alla proprietaria tutti i contenitori di the per poter dare un'annusatina ci siamo limitate a testare quelli che così, solo dal nome, ci sembravano interessanti o quelli che la titolare ci consigliava, avendo individuato a grandi linee i nostri gusti.

Oltre ai the sfusi qui si trovano una serie di accessori: tazze, tisaniere, teiere, scatole di latta e di cartone, filtri e filtrini! Tutto quello che può essere utile per comporre un pacco regalo per una persona appassionata di the (si, arrivo un po' tardi per il Natale, ma ci sono sempre i compleanni...) o per i più pigri ci sono già dei set con delle belle scatole, tra l'altro! Insomma, difficile uscire di qui senza aver comprato qualcosa.
Inoltre ci sono prodotti per e a base di the: biscotti per accompagnare il the delle cinque, gelatine al the, cristalli di zucchero e via di seguito. Un'esperienza a tutto tondo.
E per completare il tutto non solo si vende, ma si organizzano anche incontri a tema...non solo istruzioni per la corretta preparazione, ma molte altre tematiche che vi invito a consultare sul sito nella sezione Eventi.
Io non c'ho più l'età per fare vita mondana, ma per chi è di Milano o non ha problemi a spostarsi (per me al mattino è sempre troppo presto e alla sera è sempre troppo tardi...e il pomeriggio ho solo voglia di ciondolare...) credo possa essere una bella esperienza.

Su La Teiera Eclettica tornerò più in là quando avrò esaurito le degustazioni di tutto quanto comprato. Per ora ho provato un the nero al mango ed uno all'arancia amara, niente male!

Uh, ultima cosa. I prezzi.
Qui ho avuto la possibilità di comprare anche solo 50 gr anziché il canonico etto, il che è stato cosa buona e giusta in quanto ho potuto permettermi quattro the diversi. In realtà non è molto caro: ho pagato le mie confezioni dai 2,30 ai 3,30 Euro, in base al tipo di the scelto (ho preso oltre a quelli indicati sopra un infuso fragola-arancia ed un the russo agli agrumi). Rispetto a Sweet Irene di Bergamo, dove vado di solito (che è comunque tutta un'altra cosa, è un bar sui generis con rivendita di the) costano leggermente meno visto che lì li pago generalmente 6 Euro per etto.
E se fate il conto di quanto costa una confezione di the in bustina (saranno sui 50 gr) beh, la cifra non è poi così diversa, con tanti vantaggi in più.
Poter scegliere tra tante miscele e the diversi; poter dosare a proprio piacimento la quantità di the da utilizzare; occupare meno spazio; produrre meno rifiuti; avere allo stesso prezzo una qualità maggiore.
La bustina è comoda, ma io a sto punto la relegherei alle situazioni di emergenza :-)

Per la cronaca, né Tescoma né La Teiera Eclettica mi hanno allungato la mancia per far sì che io spendessi buone parole per loro. Però son sempre pronta a ricevere omaggi :-P


lunedì 7 febbraio 2011

Panini alla Frutta Secca

Dopo la marmellata in bilico sulla ringhiera del terrazzo oggi abbiamo il panino alla frutta secca che invece troneggia sulla fotocopiatrice ;-)

Ieri ho preparato la pasta di pane per fare la pizza, ma visto che Matteo per un paio di giorni sarà via ho preferito non utilizzare tutta la pasta a disposizione, ma destinarne un po' per altri scopi. In realtà poi alla fine è venuta tanta pizza uguale...avrei potuto far più panini, in effetti.

Per darvi l'idea delle dimensioni, ho cotto i panini in uno stampo da 12 muffin, in modo che tenessero meglio la forma, mettendo all'interno di ogni spazio una pallina di pane che occupasse i 2/3 della forma.

Non ho la più pallida idea di quanti ne vengano utilizzando tutta la pasta, io ne ho fatti quattro, credo che a pieno regime ne vengano almeno una quindicina.
Ne ho fatte due versioni: quella con la frutta secca e quelli salati con erbe provenzali e capperi tritati. Visto che l'aggiungere gli ingredienti nella prima fase di lavorazione rende più facile il lavoro (se messa dopo la frutta secca tende a sgusciare via da tutte le parti) meglio separare fin dalle prime mescolate i due impasti.

Ho preferito mantenere la pasta di pane salata e non aggiungere zucchero, mi piace il contrasto tra la dolcezza della frutta ed il sapore salato della mollica.
Per tre panini ho usato due albicocche secche, un cucchiaio di uvetta (fatti entrambi rinvenire in acqua calda per 15 minuti) ed un cucchiaio di pinoli, ma anche noci e fichi secchi ci starebbero bene.
Per rendere la superficie così colorata, e per dare un tono di dolce, ho spennellato la superficie del panino con miele di castagno, allungato leggermente con pochissima acqua per renderlo più scorrevole.

La versione salata prevedeva invece un cucchiaino di trito di capperi e un pizzico di erbe provenzali. Ma che dire di parmigiano e olive nere? peperoni e scamorza? pecorino e menta?
Insomma, la pasta di suo sta insieme da sola, poi si può aggiungere a proprio piacimento quello che più piace!
In questo caso ho sostituito il miele con poco olio e decorato la superficie con pepe nero macinato fresco.

In forno per circa 10 minuti a 250°.

INGREDIENTI per la pasta di pane
500 gr farina 00 o manitoba
300 ml acqua o latte
un cucchiaio di olio
due cucchiaini di sale
una bustina di lievito secco

Amalgamare gli ingredienti, quando l'impasto inizia ad essere sì appiccicaticcio, ma già gestibile, iniziare a lavorarlo a mano sul piano di lavoro infarinato.
Secondo la mia esperienza è meglio aggiungere gli altri ingredienti quando è ancora nella fase dell'appiccicaticcio, in modo che durante la lavorazione vengano ben inglobati nell'impasto.
Lasciar riposare in un posto tiepido, coperto con uno straccio umido, per circa un'ora. Una volta gonfiato, lavorare nuovamente l'impasto, formare i panini e mettere ciascuna pallina di pane nella teglia dei muffin e proseguire la lievitazione per ancora 30 minuti.
Spennellare e cuocere in forno come indicato sopra.