lunedì 9 novembre 2009

Apfelwähe ovvero torta di mele svizzera

Una piccola premessa legata alla cronaca di oggi...venti anni fa cadeva il Muro di Berlino, che ha poi segnato non solo la riunificazione delle due Germanie, ma anche la fine del Comunismo (per come era conosciuto allora...) almeno in Europa.

Quello che io festeggio oggi è il ritorno ad una Germania unita, che per me rappresenta un grande passo avanti verso la pace, la fratellanza tra i popoli e l'idea di un'Europa veramente unita.

Sabato sera, quando abbiamo invitato a cena Carla e Angelo, sarebbe stato carino fare una cena tedesca (che non significa necessariamente Sauerkraut und Würstel).
Ma poi siamo finiti su una cena svizzera...non propriamente la stessa cosa...

Ho optato per un piatto unico (e spero abbondante) a base di Knöpfli, con entrambe le salse, con contorno di pisellini e carotine al burro. E per dolce una Apfelwähe, una torta tradizionale svizzera a base di mele, ma che spesso si può trovare anche al rabarbaro (buonissima e particolare) o con le prugne.

Visto che il piatto principale è già stato spiegato nel dettaglio in un altro post, mi limito a scrivere la ricetta di questa torta, che è davvero l'ideale per un dolce dell'ultimo minuto!

INGREDIENTI
un rotolo di pasta sfoglia
2 mele
2 dl panna
1 dl latte
2 uova
3 cucchiai di zucchero
spezie (cannella, anice stellato)
mandorle o nocciole grattuggiate

Srotolare la pasta sfoglia in uno stampo da crostata, creando un piccolo bordo in modo che la crema che andrà poi a ricoprire la frutta non fuoriesca. Distribuire sul fondo della sfoglia due cucchiai di mandorle o nocciole grattuggiate, che serviranno anche a rendere la base della torta meno umida. Pelare le mele, tagliarle a fette (circa 16 per mela) e distribuirle sulla tortiera a raggio.
Sbattere in una tazza le uova con lo zucchero, aggiungere panna, latte e le spezie, se vi piacciono, e versare il composto sulla frutta, magari aiutandovi con un cucchiaio per raggiungere anche gli spazi tra le mele e il bordo della torta.

Cuocere per circa 25 minuti in forno (o fino a completa cottura della base di pasta sfoglia).

Il bello della torta è che, oltre ad essere davvero rapida da preparare, è anche poco dolce e non pesante.
Volendo si può sostituire la base di sfoglia con una di frolla o di briseè: nel primo caso si otterrà una preparazione più dolce e ricca, mentre secondo caso sarà più simile alla versione base.

Oppure si può cospargere sulla superficie della torta una o due cucchiaiate di zucchero di canna, tipo Mascobado, in modo che, durante la cottura, si caramellizzi.

Guten Appetit!

lunedì 2 novembre 2009

Tortino di crêpes di patate con emmentaler e funghi

Uhm, mi ha detto Ele che in questo periodo van di moda i tortini di crespelle...vi torna?! 
Bene, sarà più semplice fare un confronto tra la mia ricetta e le altre, sperimentare impasti diversi e ripieni alternativi e creare la propria combinazione ideale!

Come nasce questa idea? Da una confezione di funghi chiodini sott'olio aperta sabato sera per fare una pizza, da un pezzo di formaggio di gomma (ovvero Emmentaler, così lo chiama mio papà...un vero estimatore...) che avevo in frigo e dalla curiosità di sentire che gusto hanno le crêpes fatte con le patate!
Ho preso la bella abitudine di segnarmi su un quaderno le ricette (che trovo online oppure sulle riviste) che mi incuriosiscono ed ogni volta, prima di fare la spesa, lo sfoglio e scelgo qualche cosa da sperimentare...oppure me lo porto direttamente al supermercato se ho fretta!
Quindi ieri ero pronta...gli ingredienti: c'erano, la ricetta: c'era...

La preparazione non è molto laboriosa, io poi me la son pure presa comoda visto che era domenica e intanto che cucinavo mi guardavo i Simpson...Comunque è possibile preparare la pastella in anticipo o almeno portarsi avanti lessando le patate.
Una volta fatto questo, il resto è veloce!

INGREDIENTI per quattro
per le crêpes:
400 gr patate
50 gr farina
3 uova
1,5 dl latte

per il ripieno:
30 gr farina
20 gr burro
4,5 dl latte
100 gr emmentaler o gruyere
200 gr chiodini sottolio
noce moscata

Pelare le patate e lessarle, meglio se intere, in acqua salata. Nel frattempo preparare la besciamella facendo sciogliere il burro in una pentola, unendo la farina, facendola tostare qualche secondo ed aggiungendo il latte a filo. Mescolare bene per evitare grumi, ma visto che dopo si userà il minipimer ci può anche scappare qualche grumo...si sistemerà tutto dopo!
Una volta raggiunta la giusta densità della besciamella (in questo caso abbastanza solida, tanto da cadere a fatica dal cucchiaio) aggiungere il formaggio grattuggiato, tenendone da parte un due cucchiai da mettere in cima al tortino, ed i funghi ben scolati.

Una volta lessate le patate, schiacciarle con una forchetta e mescolarle insieme al latte, le uova e la farina. Per rendere la pastella più omogenea utilizzare il minipimer per dare il tocco finale...e poi riciclarlo anche per sistemare la besciamella, nel caso in cui si siano formati dei grumi. Regolare il tutto di sale (pastella e besciamella) ed aggiungere un tocco di noce moscata a quest'ultima. Facoltativo, ma per me la noce moscata è un must.

Nel mio caso avevo una pirofila di vetro rotonda, quindi ho scelto una pentola che avesse più o meno lo stesso diametro e ho preparato le crêpes. Queste con le patate mi sono uscite più alte e soffici di quelle tradizionali, ed anche più dense. Quando versavo l'impasto ho provveduto io, col dorso del cucchiaio, a spalmarlo per allargare la crespella.
Una volta cotte, girarle delicatamente e cuocere anche l'altro lato.

Disporle nella pirofila, spalmando su ciascuna un po' di besciamella con formaggio e funghi, fino a quando non si siano esauriti gli ingredienti. Completare con una spolverata di emmentaler grattuggiato e passare in forno a 180° per un quarto d'ora (un po' più di tempo se preparate il tortino in anticipo).



martedì 27 ottobre 2009

Calzone di scarola

Credevate che le mie orride foto serali fossero una leggenda metropolitana?!
E invece no, ed oggi ve ne fornisco la prova: la foto del calzone....la sfida consiste nel capire di che colore sia il ripieno...

Spiritosaggini a parte (anche perché oggi mi son svegliata piuttosto nervosa...ed ora sto cercando di farmela passare a suon di libri e canti partigiani...), il calzone è venuto bene e mi spiaceva non mettere nemmeno questa volta la foto.
Poi si usa pure verdura stagionale, è l'occasione buona per proporvela.

INGREDIENTI
una pasta sfoglia
2 cespi di scarola
5 acciughe sottolio o sotto sale
un cucchiaino di capperi sotto sale
200 gr ricotta
50 gr parmigiano
1 uovo
olio, aglio, semi vari (sesamo, papavero)

Pulire la scarola, dividerla in foglie, senza spezzarle. Non c'è bisogno di scolarla, visto che andrà cotta in padella.
Far dorare in un'ampia padella due spicchi d'aglio in un paio di cucchiai d'olio, in cui successivamente stemperare anche le acciughe (o alici): basta metterle nell'olio e con il cucchiaio di legno mescolarle in modo che si spezzettino.
Aggiungere le foglie di scarola, i capperi dissalati e coprire con un coperchio, in modo che il vapore rimanga all'interno della pentola.
Ogni tanto mescolare e quando le foglie si saranno appassite controllare il sale. Talvolta capperi e acciughe bastano da sè.

Generalmente in una ventina di minuti la scarola è cotta e ha perso anche la sua acqua in eccesso; si può quindi aggiungere la ricotta ed il parmigiano. Quando il tutto si è intiepidito aggiungere anche l'uovo, per evitare che con l'eccessivo calore diventi una frittata.

Srotolare la pasta sfoglia, versare la scarola in una metà e ricoprire con la parte rimasta vuota, a mo' di calzone, sigillando bene i bordi.
Spennellare la superficie della pasta con il poco albume che rimane, di solito, nel guscio, oppure un goccio di olio e spolverare con i semi, oppure con del parmigiano.

Cuocere in forno a 200° per circa 20 minuti o fino a completa cottura della pasta sfoglia.
Meglio servire tiepido, in modo che il ripieno sia più solido.

Con questo sistema è possibile anche utilizzare quella scarola che risulta più dura e quindi meno apprezzabile in insalata.

lunedì 19 ottobre 2009

Tea e tisane/1: Meßmer

Finalmente parliamo un po' di tea, infusi e tisane. Ho deciso di chiamare in questo modo il mio blog proprio in onore di questa mia passione e poi non ho nemmeno speso una parola in materia...

Il primo argomento di cui voglio parlare è la marca Messmer (il sito è disponibile anche il lingua inglese), che in occasione delle annuali vacanze in terra tedesca ho iniziato ad apprezzare...e soprattutto comprare!
Il bello è che, oltre ad un assortimento che potremmo definire classico, ci sono anche numerose miscele stagionali, che cambiano nel corso dell'anno.
Questo rende sempre interessante fare un salto al supermercato per vedere che c'è di nuovo, ma mi (ci) espone anche al rischio di apprezzare tantissimo un determinato gusto e non trovarlo più perché fuori commercio.
Per non saper né leggere né scrivere, io compro.

Ho deciso di fare, quindi, una breve carrellata dei gusti che ho testato, in modo che magari, se ce ne sarà l'occasione, anche voi possiate buttarvi negli acquisti ;-)
Il mio primo consiglio è di verificare i prezzi: spesso da un punto vendita all'altro c'è una notevole differenza. Questa estate, ad esempio, ho trovato molto più convenienti quelli in vendita al Mueller rispetto al tradizionale supermercato Edeka.

Bassari-Tee: si tratta di una tisana (quindi non a base di tea) aromatizzata all'arancia, vaniglia e fiori di ibisco. Oltre ad essere profumatissima, ma assolutamente delicata e bilanciata nel gusto, io ne faccio un uso particolare: la sorseggio mentre ho in bocca un pezzetto di cioccolato fondente, in modo che con il caldo della tisana questo si sciolga un poco e si amalgami al gusto dell'arancia. In questo modo, pur mangiando un solo quadratino di cioccolato, ho la sensazione di essermi gustata un dolce vero e proprio...

Romeo und Juliette:tisana al lampone e marzapane dal il profumo lascia presagire qualcosa di dolcissimo, l'aroma di marzapane è persistente, quando lo preparo sento il profumo entrando in stanza. In realtà il gusto è molto più soft, o forse è la naturale asprezza del lampone che lo stempera. Molto buono e particolare (rispetto alla tisana al lampone di Twinings).

Raji-Tee: quello che, a prima vista, appare come un tranquillo tea nero aromatizzato alla vaniglia, nasconde in realtà una più vasta gamma di spezie. Chiudi di garofano e cannella non rimangono certo in secondo piano, quindi è nel gusto piuttosto sulla stessa lunghezza d'onda dell'Indian Chai della Twinings. Una combinazione adatta a queste prime sere di autunno, in cui serve qualcosa che scaldi dentro!

Momente des Glücks: uno dei preferiti sia mio che della mia amica Giuly e rientrante, purtroppo, nella categoria del "non lo si trova più". Una deliziosa tisana alla banana e foglie di trifoglio, che non ho proprio idea di che gusto abbia! Come molte altre tisane, è a base di rosa canina e quindi adatta anche di sera.

Vier Jahreszeiten: tisana che combina la mela alla vaniglia e che scatena un tripudio di profumo quando la si prepara. Ricordate quello shampoo alla mela verde che andava negli anni Ottanta? Ecco, non c'entra nulla! In realtà il gusto è discreto ed è piacevole anche per chi, come me, non va matto per questo frutto.

Oltre a questi gusti più particolari si trovano anche combinazioni di tea verde (alla ciliegia e fiori di loto, al ginko e mela, allo zenzero e arancia), tisane alla frutta (con pesca ed albicocca, con fichi e datteri), tea bianchi oppure tisane alle erbe (tutta la nuova serie Oase).
Se avete l'occasione provateli! Per la maggior parte sono in confezioni da 20 bustine senza punti metallici, ed il prezzo si aggira sui 2,00 €.

La foto qui sotto è più un mix di bustine...comunque si possono vedere le due della Meßmer, oltre a Yogi, Kusmi e Twinings.