mercoledì 29 agosto 2012

Meringata con Frutti Rossi e Gelato alla Panna


Bene, visto che il meteo annuncia un anticipo di autunno...vi propongo la ricetta di una meringata!
Non fa una piega, eh?
Viste le dimensioni è la torta ideale quando si ha molta gente, noi l'abbiamo testata ben due volte prima di presentarla al compleanno di mio papà, ne ho fatta anche una versione autunnale (con castagne) e questa che ho fotografato è l'ultima preparata.
Ho preso spunto, per la decorazione, da quella che ha fatto mia sorella qualche settimana fa e devo ammettere che in questo modo ha fatto la sua porca figura senza doverci perdere troppo tempo.

La cosa più laboriosa è fare le meringhe. In realtà si potrebbero usare tranquillamente quelle comprate, ma io ho chiesto a mia sorella di farmele lei (per questioni logistiche: col mio forno le cuocio nel doppio del tempo...e siamo ad agosto...) per due motivi. Il primo puramente estetico, trovo che quelle "lisce" e di dimensioni diverse rendano la torta più bella e ricercata. Il secondo di gusto, c'è parso che le meringhe comprate fossero troppo, troppo dolci!
Questione di gusti, in entrambi i casi!

Passiamo agli ingredienti.

INGREDIENTI per 12 fette sostanziose
500 gr gelato alla panna
meringhe (da 4 albumi) oppure 150 gr meringhe comprate
400 ml panna fresca
100 gr cioccolato fondente
una ciotola di frutti rossi
un cucchiaio di zucchero
un cucchiaino di limone

La prima cosa da fare è preparare il fondo, perché da una carta non ben distesa uscirà una torta poco precisa nelle forme.
Quindi è bene prendere un foglio di carta da forno, bagnarlo, strizzarlo, asciugarlo e foderare nel modo migliore possibile sia il fondo che i bordi della tortiera, quella classica a cerniera.
Fatto ciò procedere con senso logico.
Ovvero, prima di tutto tirare fuori dal freezer il gelato in modo che si ammorbidisca e sia più facile da spalmare. Nel mentre, montare la panna (ovviamente con fruste e ciotola tenute prima in frigo in modo che il tutto venga lavorato a bassa temperatura) ed aggiungere in seguito le meringhe sbriciolate grossolanamente, tenendone da parte una quindicina per la decorazione. Il numero delle meringhe per decorare dipende da quanto sono grosse, da che tipo di decorazione volete fare...volendo di può anche non mettere nulla e semplicemente, quando la panna di copertura risulta morbida, prima di servire, tirarla un po' verso l'alto con una spatola, come a creare delle onde o dei ciuffetti.

Ora non rimane che assemblare la torta.
Come base distribuire uno strato di panna montata e meringhe,  utilizzando un po' più della metà del composto totale. Sopra a questo, il gelato ormai morbido, a cui si saranno aggiunte gocce di cioccolato, o comprate o fatte tritando una tavoletta di cioccolato. Si chiude con il secondo strato di panna e meringa e si mette il tutto nel freezer.

Dopo un paio di ore, quando l'ultimo strato risulterà abbastanza compatto, si potrà aggiungere, come ultimo strato, una sorta di coulis di frutti rossi, ovvero frutti rossi (quelli che avete a disposizione: lamponi, fragole, mirtilli, more, ribes...), un cucchiaio di zucchero, un cucchiaino di limone, cotti e schiacciati, o frullati per un risultato più omogeneo. Io ho preferito non eliminare i semi, dipende da cosa gradite o tollerate.
Una volta che il coulis ha raggiunto una temperatura accettabile (non sul genere lava incandescente) versate sulla torta, distribuite bene e rimettete nel freezer fino al momento di servire.

A che serve questo strato di frutti rossi? A stemperare il dolce della meringa e del gelato. A fare da base alla torta, rendendo più pratico il taglio. Ad inserire una nota di colore...

Come servire la torta...
...praticamente capovolta.
Prendete un piatto da portata (l'alzata è poco pratica perché la torta poi va rimessa nel freezer), aprite lo stampo a cerniera, mettete il piatto al contrario sopra lo strato ai frutti rossi, girate e togliete la carta da forno.
Il risultato ora è, partendo dalla base del piatto: frutti rossi, panna e meringa, gelato, panna e meringa.
Decorate la torta con le meringhe rimaste, eventualmente alternandole con frutti rossi freschi e lasciate riposare un paio di minuti.
Il tempo necessario affinché la torta sia pronta per essere tagliata dipendono dalla temperatura ambientale (questa estate si tagliava alla perfezione dopo un minuto di orologio!!) e dalla qualità del gelato, visto che quello artigianale tende a non diventare duro come un mattone, ma a mantenersi sempre tagliabile.

In realtà all'inizio si voleva mettere, all'interno della torta, la frutta, ma non avevamo pensato che questa, ghiacciando, sarebbe stata un grande ostacolo al momento di servirla (tentativo uno).
Abbiamo allora optato per un coulis come copertura, sperando che zucchero e cottura e lo stare all'aria aperta lo rendessero più morbido (tentativo due).
Alla fine, vedendo che avevamo difficoltà col taglio (lo strato alla frutta era sempre comunque più duro del gelato e della panna), un ospite c'ha suggerito un semplice accorgimento..."E se la giraste?".

Problema risolto :-)

La foto, e stavolta lo dico senza falsa modestia, non rende davvero giustizia alla torta, che è davvero strepitosa!
E poi si presta a mille varianti...crema, crema di marroni, cioccolato per l'autunno...una decorazione di pesche fresche per l'estate...gelato al cioccolato e fettine di arancia candita per l'inverno...non resta che provare!

martedì 21 agosto 2012

Rotolo di Pane con Chevre, Noci e Miele


Lo so, usare il forno in estate, in questa estate, è da pazzi, ma io resisto, resisto...ma dopo un po' cedo!
Tutto quello che viene fatto al forno è così gustoso che fa venir fame anche ora che con questo caldo l'appetito è ai minimi storici.

Quindi, sebbene con una certa parsimonia, mi capita di preparare una torta salata, un branzino al sale (quello stasera, chissà che sudata...) o come in questo caso un rotolo di pasta di pane farcito con formaggio e frutta secca.
Da mangiare rigorosamente tiepido, alla faccia di chi dice che il pane caldo fa male. È buono, e questo chiude la diatriba.

Ho utilizzato un avanzo di pasta di pane che avevo preparato per mia sorella (velocemente, uso 500 gr farina manitoba, 300 ml acqua, una bustina di lievito di birra, sale e olio, più riposa, meglio è) stendendolo in una forma rettangolare.
Al centro, lasciando solo due centimetri alle estremità, ho messo il formaggio Saint-Maure a pezzetti (quello da supermercato, non quello originale), gherighi di noci e poi ho aggiunto, sopra, un cucchiaino di miele di castagno, che col suo gusto amarognolo ben si sposa con il formaggio.

Ho poi arrotolato l'impasto e ho formato una ciambella, facendo in modo che le estremità della stessa, da cui poteva fuoriuscire in cottura il formaggio, fossero ben sigillate.

Cottura di circa 30 minuti in forno a 220°,per decorarlo ho aggiunto anche delle noci sull'esterno.

Per me ottimo da mangiare ancora tiepido, insieme ad un'insalata.
Più si stende la pasta sottile, più "importante" risulterà essere la farcitura. Ricordatevi che ovviamente poi il pane si gonfierà, quindi la proporzione tra ripieno e pasta di pane, da crudo, è ben diversa da quella a cottura ultimata.

lunedì 20 agosto 2012

Insalata con Gorgonzola Piccante, Mele e Noci


Questa insalata ha una duplice fonte. Prima di tutto, col caldo che fa iniziavo a sentire il bisogno di variare un po' sul tema delle insalate, che son tanto buone, ma dopo un po' vengono a noia...Secondo, il pianificare la nostra settimana belga a fine settembre mi ha riportato alla mente la "famosa" insalata che mi fece provare Viola, quando stetti da lei anni fa, ad Anversa!
Pensandoci ora, è stata sempre Viola a portarci in regalo, a giugno, una chilata di gorgonzola di Cameri, buonissimo!, e quindi a dare il via alle nostre varie sperimentazioni in materia, anche se qui serve un gorgonzola diverso...però forse è lei la maggior ispiratrice dell'insalata taroccata!

Infatti l'ho preparata con quel che ho trovato, non ho probabilmente seguito la ricetta corretta...ma quale è la ricetta corretta, poi, se non quella che preferiamo?!
Forse quella con i prodotti dell'Esselunga in offerta?!
Anche...!

Per fare questa semplice insalata io ho usato gorgonzola piccante Igor (che è piuttosto duro e quindi si riesce a tagliare a dadini o meglio ancora spezzettare con le mani), insalatina, noci sgusciate e mele Pink Lady (oh, quelle c'erano e quelle ho preso).
Gli unici accorgimenti sono lo scegliere un gorgonzola come detto che non sia cremoso (se volete fare gli sboroni buttatevi pure sul costosissimo Roquefort...) e delle mele che siano croccanti.

Ho rinunciato alla mia classica vinagrette con la senape rustica per un semplice olio e aceto di mele.
State attenti nel salare, il formaggio di per sè è molto saporito e quindi bisogna bilanciare la sapidità.

La preparazione è elementare: bisogna solo aggiungere all'insalata pezzetti di formaggio, noci tritate in modo grossolano, mela a fettine, nella proporzione che più preferite, e poi condire!


giovedì 2 agosto 2012

Gnocchi di Ricotta e Spinaci di Donna Hay


Donna Hay non mi ha mai entusiasmato, eppure quando ho trovato in biblioteca questo volumone non ho saputo resistere e l'ho preso in prestito...beh, era pure gratis, male non faceva!
La prima cosa che colpisce sono le meravigliose fotografie, e non solo dei piatti, ma di tutto: un libro di cucina dedicato alle stagioni che non solo fa venire voglia di cucinare, ma anche di sfoderare la macchina fotografica. Davvero bello!
Ma la prova del f(c?)uoco rimane sempre quella...le ricette come sono? Vale i ben 35 Euro che costa (online lo trovate scontato, ma solo del 15%, sia su Amazon.it che sulla Feltrinelli)?

Secondo me...sì. Infatti penso proprio che appena lo troverò un po' più scontato lo comprerò. Nel frattempo mi sono appuntata una trentina di ricette e ne ho sperimentate un paio (tra queste dei quadrotti di sfoglia con prugne e mascarpone alla vaniglia). Il libro promette ricette "facili e veloci", e devo dire che almeno per quel poco che ho visto soddisfa le aspettative.

Quelli sopra, in bella mostra, sono gnocchi di ricotta e spinaci. Di solito faccio quelli morbidi, da gettare in acqua con un cucchiaio, invece questi sono da fare in modo tradizionale, facendo il salsicciotto e tagliandolo.
Premessa alla ricetta...ho modificato un po' le dosi perché mi mancavano alcuni ingredienti, ma preferisco riportarvi quella originale.
Sullo sfondo si vede, poi, l'ultimo acquisto Ikea, la tovaglietta in silicone per non inzozzare sempre il bancone della cucina. Mi auguro che non richiamino il prodotto perché magari, essendo fatto in Cina, trasuda porcherie...poi sulla funzionalità, è abbastanza grande, ma non tanto da contenere il mio caos! Mi servirebbe forse più formato tovaglia...

INGREDIENTI per tre
500 gr ricotta (meglio quella più asciutta)
2 uova
150 gr farina
40 gr parmigiano grattugiato
250 gr spinaci lessati, strizzati e tagliuzzati
scorza di limone grattugiata
foglie di menta

per condire
250 ml panna
40 gr parmigiano
menta, sale e pepe

Dove sono uscita dal seminato? Primo, avevo una cinquantina di grammi di ricotta in meno, secondo, non c'ho messo la menta (avevo paura che non mi piacesse), terzo e ben più grave, non avevo farina 00 ed ho usato quella di semola, quarto, non ho aggiunto il parmigiano nell'impasto.
Un'altra ricetta, insomma.
Comunque è venuta bene!
Prima di tutto lessare gli spinaci in acqua salata, scolarli, farli raffreddare, strizzare bene e tagliarli grossolanamente.
Nel frattempo lavorare ricotta, uova, parmigiano, scorza di limone e menta (se la usate), farina.
Aggiungere gli spinaci e regolare di sale. Io preferisco salare il composto e non l'acqua, ho notato che l'impasto, una volta cotto, risulta meno salato di quando è crudo, regolatevi dopo il primo gnocco di prova, al massimo basterà salare un po' anche l'acqua.
Mescolare il tutto e, su un piano infarinato, formare delle salsicce di impasto, tagliandole poi a pezzetti e passando poi gli gnocchi in un po' di farina. Io ho fatto gnocchi di circa 3 cm e visto che non risultavano regolari (a causa degli spinaci) ne ho approfittato per sistemare la forma e infarinarli, avendoli fatti un paio d'ore prima della cottura.

Gettarli in acqua bollente (salata o meno, vedete voi se preferite fare l'impasto senza sale o già salato), scolarli dopo circa un minuto che sono risaliti a galla.
Se anche qualche pezzo di gnocco si smolla in fase di cottura non fa niente, non cedete alla tentazione di aggiungere farina, rischierebbero di diventare troppo duri. Consiglio sempre di provare con un primo gnocco e poi vedere se c'è da aggiungere qualcosa, sale o farina (ma attendete che risalgano e ricordate che raffreddandosi diventano più sodi).
Io li ho conditi semplicemente con olio e parmigiano, la ricetta del libro consiglia di aggiungere anche della panna e delle foglie fresche di menta. Oltre ad una bella macinata di pepe!

M'è piaciuta l'aggiunta del limone, che dà quel tocco fresco, e poi ricotta e spinaci è un abbinamento tanto classico quanto, a volte, palloso. E qui invece acquista quel qualcosa in più!



mercoledì 1 agosto 2012

Coppa con Crema al Cioccolato Bianco, Fragole e Meringa


Per il sessantesimo compleanno di mio papà abbiamo deciso di organizzare una festa a sorpresa a casa ed invitare una trentina di amici, preparando noi una sorta di buffet.
Il dolce doveva essere qualcosa di abbondante (insomma, trenta fette non sono poche) e scenografico, essendo una torta di compleanno...ed è così che mi sono cimentata in una specie di meringata casalinga! Spero di rifarla a breve, almeno nella versione autunnale (con crema di marroni, marrons glacés e cioccolato fondente), in modo da mostrarvi le foto! Ma per paura che venisse una schifezza io e mia sorella abbiamo pensato bene di preparare altri piccoli dolcetti: mousse al cioccolato fondente, Grand Marnier e scorzette candite, mousse di fragola, banana e yogurt (praticamente il gelato dell'altra ricetta, ma senza panna e tenuto solo in frigo), tartellette con crema alla ricotta e cioccolato e con pasticciera e frutti di bosco.
L'avanzo di meringa e l'avanzo di crema alla ricotta alla fine hanno trovato nuova vita nella coppetta qui sopra!

In pratica ho utilizzato la crema già vista per le tartellette, va bene anche quella del giorno prima, mettendone uno strato come base, in questo caso in un bicchiere di vetro. Per lo strato successivo aggiungere fragole tagliate a pezzetti o se preferite fatte insaporire qualche ora con un poco di zucchero e liquore, magari rum, scolandole bene prima di metterle nel bicchiere. Completare con meringa sbriciolata e servire subito.
Questo per evitare, nell'ordine: che le fragole rilascino troppa acqua, che la crema si scaldi, che se tenuta in frigo la meringa diventi molle...

Partendo dallo stesso concetto, si può creare una coppetta analoga utilizzando come base una panna cotta non riuscita (tipo i miei primi tentativi alle prese con l'agar-agar), del semplice gelato al fiordilatte oppure, come già visto, dello yogurt greco.

Ma vi avevo già detto come fare lo yogurt greco "in casa"?

giovedì 10 maggio 2012

Piccoli Gelati di Yogurt e Frutta


Wow, che novità :-) Insomma, è passato così tanto dall'ultimo post pubblicato (ormai il mio frigo dovrebbe straripare di Bon Roll...) che il primo messaggio che mi accoglie è "Blogger non supporta - o forse sopporta - più il tuo brower. Alcune parti di Blogger non funzioneranno...". Che culo!

Speriamo quindi di riuscire a pubblicare questa ricetta...di non fare qualche danno (questa settimana ho già dato...ho cancellato tutte le canzoni sull'iPod e sto ancora litigando con iTunes...).

Bando alle ciance...l'estate è arrivata, qui al nord almeno fino a sabato perché poi arriveranno tuoni e fulmini e quindi sarò sdoganata e potrò passare una domenica davanti al forno a rifare il pane tipo baguette che mi è venuto stre-pi-to-so! senza far boccheggiare il moroso.
Quindi ecco qualcosa da preparare in tema estivo, da fare quindi...oggi o domani!!
Dove ho scovato la ricetta? Su "Sale&Pepe Kids"*. Chi mi ha fatto provare il risultato? Mia sorella, anche se quel giorno causa nausea praticamente mi si è impiantato tutto sullo stomaco.

Ma ora è già tre volte che faccio questa specie di mottarelli alla frutta e yogurt e devo dire che sono proprio buoni...poi si può sempre dire che in fondo sono sani :-)

I contenitori per dare la forma ai gelati io li ho comprati all'Ikea qualche anno fa, ma ho visto che ci sono ancora (e infatti vorrei comprarne ancora un set). Ci sono anche nei supermercati e nei negozi che vendono prodotti per la casa, oltre che online, ma quelli che ho visto finora non mi piacevano. Hanno per lo più la forma a punta, mentre io preferisco questa classica sul genere ghiacciolo o al massimo quella a tubo (tipo Calippo tronco).

INGREDIENTI per 6 gelati:
125 gr yogurt bianco
125 ml panna
una banana matura
6 fragole
un cucchiaio di zucchero

Frullare il tutto, versare nei contenitori, surgelare....ecco fatto!
Ho provato anche a farli con più yogurt e meno panna...e vengono comunque bene...e con due sole banane, senza fragola, e sono un po' insapore oltre che meno di sei porzioni (meglio mettere ancora una banana).
Credo che si possa scegliere la frutta che si preferisce, magari alternando i colori avendo l'accortezza di far solidificare prima una parte e poi versando sopra l'altra preparazione.

Per togliere il gelato dallo stampo si consiglia di immergerlo velocemente in acqua calda, in realtà basta tenerlo tra le mani uno o due minuti ed uscirà perfettamente.

Alla prossima! (si, questa l'avete sentita qualche mese fa, ma chi lo sa, magari stavolta ce la faccio ad essere un pelo più presente...)

* due parole veloci su "Sale&Pepe Kids": è una rivista che dovrebbe uscire, se non erro, a cadenza bimestrale? trimestrale? insomma, ogni tanto, ed è davvero interessante sia per chi ha figli e vuole cucinare qualcosa con loro (a patto di tollerare sporco e disordine) sia per chi figli non ne ha, ma ad esempio apprezza le cose semplici e gli stuzzichini. Ho trovato molte cose interessanti ed adatte a buffet, a gite fuori porta o da preparare velocemente, senza rinunciare allo stile ed al gusto. Certamente quando (se) uscirà il prossimo numero lo acquisterò!

venerdì 30 dicembre 2011

Käsekuchen, variante con Panna Acida e Pasta Brisée



Tempo fa avevo inserito una ricetta della Käsekuchen e a parte che la fotografia era orrenda, ma l'ho rifatta per Natale e volevo dare una variante.

Per prima cosa non ho utilizzato la pasta sfoglia (quella va bene per le emergenze), ma la pasta brisé fatta in casa e la torta ne guadagna.
Poi ho utilizzato, al posto della panna da cucina, la panna acida che è molto più compatta. Secondo me il risultato è stato un ripieno molto più vaporoso e piacevole al palato, anche mangiandola a temperatura ambiente e senza accompagnamento.
La panna acida in questione io la trovo quasi esclusivamente nei discount (tranne alla Lidl, dove uno il minimo che si aspetta di trovare è proprio questo...).

La pasta brisée è stata fatta con 100 gr di burro freddo, 200 gr di farina, due cucchiai di zucchero, un cucchiaino raso di sale, 1 uovo e quattro cucchiai di acqua fredda. L'impasto va lavorato molto velocemente, per cui consiglio un robot da cucina piuttosto che le mani!
All'inizio "frullare" burro, farina, sale e zucchero, ne usciranno come delle grosse briciole, ma poi aggiungendo acqua e uovo l'impasto prenderà forma.
Far riposare un paio d'ore in frigo.
Io poi l'ho stesa direttamente sulla carta forno in modo molto sottile, tanto che me n'è bastata per uno stampo da 26-28 cm di diametro grazie anche alla sua elasticità (rispetto ad una tradizionale pasta frolla).

Per la farcia, basta solo sostituire la panna acida alla panna tradizionale.

venerdì 23 dicembre 2011

Vuoi Tartufi? di Cioccolato, ovviamente...


"Vuoi tartufi?" è la solita frase che ripete una signora che si incrocia a Bergamo, in prossimità del Tribunale, alternata quando è stagione a "Vuoi stelle alpine?".
Ed è anche la frase che vado ripetendo da qualche settimana, da quando mi sono messa in testa di regalare, oltre ai soliti biscotti, anche i tartufi ed ho iniziato a utilizzare chi bazzica nell'ufficio come cavia.
L'unica e ultima volta che li ho fatti ero con Giuly (detta l'Anonimo) e mi ricordo che erano di un pesante...motivo per cui tra le mille ricette ho preferito puntare su quelle con meno burro e più panna.

Ne ho preparati quattro tipi, in modo che ciascuno potesse scegliere quello più di suo gusto.
Il procedimento base è analogo in tutte le preparazioni: si fa sciogliere il cioccolato con l'altro ingrediente (panna o burro), si aromatizza con un liquore, si fa raffreddare e poi si procede alla formazione del tartufo vero e proprio. Si conclude con la copertura.

Il tutto sta nello scegliere il giusto abbinamento tra cioccolato, liquore e copertura, e nel trovare la giusta consistenza.
Con le dosi che vi indico si fanno circa 20-22 tartufi di dimensioni medie (non palline, non uova).

TARTUFI ALLE CASTAGNE
200 gr di purea di castagne
75 gr cioccolato fondente
50 gr burro
50 gr zucchero
un cucchiaio di liquore

Sciogliere il cioccolato con il burro, aggiungere poi la purea di castagne (va benissimo quella in vendita all'Esselunga nel reparto marmellate), lo zucchero ed il liquore. Visto che ai miei erano stati regalati dei marroni al rum ho deciso di utilizzare un cucchiaio di questo sciroppo di rum e zucchero per aromatizzarli. Mescolare, far raffreddare e poi, con l'aiuto di un cucchiaino (o di due se vi viene più semplice) formare delle palline giusto per creare già le porzioni del singolo tartufo e fare asciugare meglio l'impasto. Conservare in frigo e il giorno dopo, quando saranno ben fredde, prendere le singole palline, farle passare sul palmo della mano per dare una forma sferica e passarle poi nell'ingrediente scelto per la copertura.
Io ho optato per delle scaglie di cioccolato fondente, più che altro perché essendo i meno cioccolatosi ed avendo una consistenza molto morbida mi piaceva il contrasto con il "croccante" della scaglia di cioccolato. Potete vedere che aspetto hanno nella fotografia qui sopra.

TARTUFI AL CIOCCOLATO FONDENTE E COINTREAU
200 gr cioccolato fondente all'arancia
200 ml panna
30 gr burro
un cucchiaio di Cointreau

Qui si gioca facile! Basta sciogliere gli ingredienti e poi procedere come sopra (rafferddare, fare le palline, farle diventare solide e poi passare nel cacao amaro).
Ho provato anche a ricoprire i tartufi con cioccolato bianco grattugiato (vedi sempre foto sopra, sembra cocco, ma non lo è) e l'effetto è molto bello, ma francamente non è che c'entri molto...

TARTUFI AL CIOCCOLATO BIANCO E BAILEYS
180 gr cioccolato bianco
50 ml panna
75 ml burro
2 cucchiai di Baileys

Il cioccolato bianco è difficile da sciogliere nel senso che tende a cuocersi, quindi non abbiate fretta, fate sciogliere il tutto a bassa temperatura. Una volta pronti li ho ricoperti con granella di mandorle (vedi foto sotto), ma secondo me per questi va benissimo anche il cacao amaro. Eviterei codette e simili.
Questi sono i tartufi più delicati perché l'impasto è molto morbido, vuoi perché il cioccolato bianco è di per sé più grasso, vuoi perché c'è più burro, vuoi per il liquore...quindi consiglio di non esagerare con il Baileys, lasciar riposare l'impasto almeno due giorni e servirli appena tirati fuori dal frigo.

Quest'ultimo consiglio vale per tutte e tre le ricette, perché sono tutti tartufi morbidi e quindi anche se lasciati in frigo per giorni sono facili da mangiare, non diventano pietre. L'importante è tenerli chiusi in una scatola ermetica perché tendono ad assorbire gli odori del frigo, con risultati poco piacevoli.

Sono molto facili da fare e possono essere preparati in anticipo, anzi, meglio! Quindi se avete in programma di andare in visita a casa di qualche amico o parente a Natale o nei giorni successivi oggi è il momento giusto per iniziare la preparazione.

Ringrazio Vale che mi ha suggerito di aggiungere il Baileys ai tartufi bianchi...io non sapevo bene che aggiungere.
E quelli coperti di bianco della foto appena qui sotto sono al cioccolato al latte, Amaretto di Saronno e meringhe, ma non ho sotto mano la ricetta...e se non ricordo male non devo averla nemmeno seguita alla lettera...proverò a rifarli!




giovedì 22 dicembre 2011

Sali e Zuccheri Aromatizzati



Ecco uno dei pensierini che ho preparato per Natale, una cosa davvero semplice, anche se richiede un minimo di organizzazione, soprattutto per reperire le fialette (queste che vedete sono in vetro e con il tappo di sughero, quindi non hanno un aspetto ospedaliero, tutt'altro!).

Si possono comprare nei negozi di bomboniere, io ho sondato il terreno nelle settimane scorse, ma ho più che altro ricevuto inviti per la presentazione della nuova collezione della linea tal dei tali o rassicurazioni sul genere "venga pure in negozio, costano poco". Poco se devo regalarla agli invitati di un matrimonio, grazie tante!! Alla fine un negozio s'è sbottonato sul prezzo: 1,60 Euro l'una. Inutile dire che la proposta è stata cestinata..

Alla fine le ho acquistate online, pagando circa 17 euro per 24 fialette (cifra ragionevole, ne ho prese 12 in più di quanto preventivate perché mi possono sempre tornare utili, e ho ottimizzato le spese di spedizione). Le ho ricevute nel giro di un paio di giorni, tra l'altro.

Ho deciso di utilizzarle per regalare sali e zuccheri aromatizzati che ho preparato a casa.
Ho optato per due sali, uno al limone e l'altro alle erbe aromatiche, e due zuccheri, uno alla cannella e l'altro all'arancia, però si possono anche fare alla vaniglia, alla menta, al curry...
Bisogna solo acquistare un sale decente, avere possibilmente un mortaio ed il gioco è fatto...

Per il sale alle erbe ho preso salvia, maggiorana e rosmarino dal mio orto, ho lavato bene le erbe, le ho asciugate ancora meglio e le ho messe nel mortaio con il sale grosso iniziando a pestare. In questa fase non si riesce a sbriciolare bene la foglia, ma lo scopo è quello di fare uscire gli oli essenziali. Poi ho riposto il tutto in un vasetto chiuso per uno o due giorni. Trascorso questo tempo ho ripreso in mano il tutto, pestando nuovamente sale ed erbe per rendere la preparazione più fine, e ho lasciato stavolta in una ciotola in modo che perdesse l'eventuale umidità.

Procedimento analogo per il sale al limone, preparato utilizzando la scorza di un limone bio tolta con il rigalimoni che evita di prelevare anche la parte bianca.

Per gli zuccheri ho ovviamente saltato il passaggio del pestare con il mortaio visto che era giù zucchero fino. Forse sarebbe stato bene prendere dello zucchero grezzo, ma non so se avrebbe assorbito così bene l'aroma. Per quello alle arance, utilizzare arance con scorza grossa, da togliere con il rigalimoni e chiudere in barattolo con lo zucchero 24 ore, poi stendere su della pellicola o alluminio far asciugare bene, eliminando eventuali cristalli di zucchero più grandi che si creano con l'umidità.
Quello alla cannella è stato semplicemente un mescolare la cannella con lo zucchero, inserendo anche nella provetta un pezzo di stecca di cannella.

Non sarà sta gran cosa, ma mia sorella ha portato dalla Francia questa estate uno zucchero al cacao...ed i miei zuccheri non hanno nulla da invidiare a questo prodotto di negozio, anzi...non contengono né coloranti né aromi. Tutta natura!

Il sale al limone (che è molto, ma molto meno forte di quello fatto mettendo sotto sale le fette di limone, una delizia anche se puzza da paura) va benissimo con il pesce, quello alle erbe un po' dappertutto.

Se invece avete amici che amano le spezie, le provette sono molto belle anche per regalare curry, paprika, curcuma, noce moscata :-)

Per completare ho scritto il contenuto della fialetta su un cartoncino bianco che ho tinto caffè e pennello, ho praticato un buco con una forchetta da fondue :-) e poi fatto un paio di giri con uno spago grezzo. Una cosa semplice, ma ieri la persona a cui le ho regalate mi ha chiesto dove le avevo comprate!

mercoledì 21 dicembre 2011

Liquore al Cioccolato Fondente


Toc toc! C'è ancora qualcuno!??!
Che vergogna, ho lasciato questo povero blog a languire per mesi, e dire che non è che io non abbia cucinato, da aprile ad oggi...però ci sono dei momenti in cui si è in stanca e non si ha voglia di fare nulla, o non si ha tempo, o entrambe le cose, o non si fanno le foto...un mix micidiale.
Però ora -intendo dire proprio in questo momento, perché domani non so- sono tornata, sperando di dare a qualcuno uno spunto per un pensiero natalizio dell'ultimo minuto.

Quest'anno ho infatti deciso che avrei preparato un po' di cose fatte in casa da regalare ad amici e conoscenti. Infatti è da un bel pezzo che sono in ballo...prima la composta di cipolle rosse che ha fatto puzzare casa per un paio di giorni, fatta con mia sorella, poi il chutney di zucca che non ho la più pallida idea di come vada mangiato, ma mi piaceva tanto da vedere...passando per i biscotti natalizi, la crema di caramello, i tartufi in quattro versioni, sali e zuccheri aromatizzati da me, feta sott'olio e...quello che vedete in foto: il liquore al cioccolato!

A due persone lo regalerò insieme ad un assaggio di arancello speziato, ricetta che ho preso dal libro "Regali Golosi", nonostante sul libro medesimo mannaggia a lui mancasse la quantità di acqua da aggiungere. Ma questo ha bisogno di riposare e quindi se volete farlo fatelo per portarlo al Cenone di San Silvestro.

Il liquore di cioccolato, invece, è davvero sprint e sebbene piuttosto alcolico è piaciuto pure a me.
Avevo trovato la ricetta su un libro di casa, che poi non ho più recuperato, quindi ho preso una trovata su Mani Amore e Fantasia e ho fatto qualche modifica. Comunque in rete si trovano diverse ricette, con cacao al posto del cioccolato, con più o meno latte...per tutti i gusti...

INGREDIENTI per circa un litro
200 gr cioccolato fondente di buona qualità
500 gr zucchero
300 ml acqua
250 ml alcool 95°
200 ml latte
due cucchiai di cacao amaro

Non ho messo la vanillina, rispetto alla ricetta originale, perché mi sa tanto di chimico e non sapevo che effetto avrebbe fatto mettere la vaniglia intera, proverò la prossima volta. Ho messo meno alcool perché invece avevo trovato molte ricette con alcool a 90° e quindi temevo che fosse troppo forte. In effetti, appena fatto, mi faceva quasi mancare il fiato (ma io sono quasi astemia), mentre dopo una settimana, quando l'ho imbottigliato, mi pareva più amabile.

Il procedimento è molto semplice: far sciogliere il cioccolato con metà dell'acqua prevista, aggiungendo poi la restante acqua, il latte, il cacao (meglio se con il colino per evitare grumi) e lo zucchero mescolando bene in modo che lo zucchero (che è molto) si sciolga bene.
Togliere dal fuoco e una volta intiepidito aggiungere l'alcool e mescolare per amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Io ho poi travasato il tutto in una bottiglia che ho riposto in frigo per una settimana, dandogli un'agitata ogni due tre giorni, presumo per smuovere lo zucchero!, e ho poi travasato il liquore, che ha una consistenza molto cremosa, in bottigliette.

Visto che il mio scopo era quello di far giusto assaggiare la mia opera prima, e visto che non volevo spendere più di bottiglie che di contenuto, ho deciso di utilizzare come contenitori le bottigliette del San Bitter, comprate e consumate proprio a questo scopo. Sono piccole (100 ml), carine e con tappo di sughero, cartoncino e spago acquistano un'aria quasi piacevole.

Aspetto poi i commenti sul liquore. Matteo s'è rifiutato di assaggiarlo, mentre le mie uniche cavie (amici dei miei genitori a cui ne ho offerto un avanzo) hanno apprezzato, spero non solo per buona educazione.



giovedì 14 aprile 2011

Muffins con lamponi e cioccolato bianco


La primavera è arrivata ed oggi in realtà sembra anche essere già andata via...fa fresco, quasi freddo, e nonostante abbia rispolverato (solo in senso metaforico perché è davvero sporca...) la mia bicicletta per inaugurare la stagione salutistica ancora sento il desiderio di accendere il forno.
E mangiare cose ipercaloriche come il cioccolato. Anche se in realtà 'sti muffins li ho proprio solo assaggiati, appena appena...

Complici due bei libri dedicati al cioccolato presi in biblioteca (ed uno ora anche ordinato su Amazon.it, sfruttando il 35% di sconto) ho dato fondo alla mia riserva di cioccolato ed ho anche sperimentato qualcosa con il cioccolato bianco.
Ecco come nascono questi muffins ai lamponi, abbinamento adorabile tra la dolcezza del cioccolato bianco e la naturale asprezza della frutta rossa.

Ho tratto la ricetta dal libro "L'abc del cioccolato" di Julie Andrieu, facendo qualche modifica dettata dalla mia pigrizia e dalle impressioni del momento.
Ovvero...ho preso dal freezer dei miei meno lamponi di quanti ne richiedeva la ricetta...e non sono tornata sui miei passi per aggiustare la dose. E poi l'impasto mi pareva troppo denso e avevo un barattolino di panna acida aperto da finire, nel frigo.

INGREDIENTI per (?) muffins
270 gr farina
175 gr zucchero
2 uova
80 ml olio
125 gr lamponi (anche surgelati)
80 gr cioccolato bianco
150 ml panna acida
2 cucchiaini di lievito per dolci

Per iniziare mescolare insieme gli elementi secchi, ovvero farina, zucchero e lievito (più un pizzico di sale). A parte sbattere le uova, aggiungere l'olio (essendo un po' tirata in fatto di olio credo di averne messo un pelo di meno) e la panna acida.
Unire le due tipologie di ingredienti mescolando velocemente e non troppo a lungo...si dice (ma io non ho verificato...forse mi escono sempre troppo compatti!??) che se si lavora troppo l'impasto dei muffins questi non vengano come dovrebbero, risultando troppo stopposi.
In ultimo unire all'impasto i lamponi e il cioccolato tritato.

Io ho utilizzato quelli surgelati ancora non del tutto ammorbiditi, e mescolandoli si sono spezzettati in modo eterogeneo lasciando inoltre delle belle strisce di color rosa acceso!

Preriscaldare il forno a 180° e riempire gli stampi per i muffins (nel mio caso quelli in silicone, di dimensioni medie) per circa i due terzi dell'altezza...io esagero sempre e poi vengono dolcetti dalle forme poco invitanti... :-)

Cuocere circa 15-20 minuti (dipende dal tipo di forno, da quanto esagerate nel riempire gli stampi...) verificando la cottura con il classico sistema dello stuzzicadente.
Circa la quantità anche qui dipende dagli stampi che avete a disposizione...a me ne sono venuti circa 12 di cui almeno 6 di dimensioni abnormi. Quindi se si rispettano le giusti dosi per ciascuno stampino saranno almeno 15-16.


lunedì 7 marzo 2011

Scones, Vero Comfort Food!


Ieri sembrava proprio che l'inverno fosse ormai finito: cielo azzurro, sole caldo, i bulbi che spuntano in giardino...
Ma per fortuna il freddo è ancora in agguato! Se non ci fosse il freddo che scusa ci si potrebbe inventare per passare un pomeriggio a mangiare cose ipercaloriche? Nulla!
Il freddo invece invita all'indulgenza, anche culinaria, e alla sperimentazione...se si sta chiusi in casa tanto vale accendere il forno e provare qualche ricetta nuova. E poi magari invitare le amiche a testare i risultati (in questo caso ho invitato i suoceri, ai tempi che furono, che come cavie valgono meno di zero...).

Proprio in quest'ottica del cucinare non perché bisogna mangiare, ma per puro sfizio avevo fatto, a gennaio, l'orange curd. E di conseguenza mi ero anche decisa a provare i famosi scones, come accompagnamento...scones che, ribadisco, non avevo mai mangiato prima non essendo mai stata in Inghilterra...

Avevo trovato online e su qualche rivista varie ricette nel corso degli anni, e alla fine ho scelto quella che vi propongo per stato di bisogno: era l'unica che non prevedeva uova.
Ora, non ricordo più da dove l'ho tratta (avendola cercata a casa appena preso nota degli ingredienti ho subito spento il computer, che lì si consuma anche a non far nulla...e poi quando serve non va più).
Quindi se qualcuno leggendo il seguito capisse l'origine della ricetta me lo segnali che a mia volta segnalerò, con piacere, il sito o blog da cui l'ho tratta.

INGREDIENTI
240 gr farina 00
10 gr lievito per dolci
30 gr zucchero
75 gr burro a temperatura ambiente
150 ml latte (che ho deciso di sostituire in parte con della panna acida che m'avanzava)

Fondamentale è lavorare l'impasto con il burro a temperatura ambiente, né liquido quindi, né troppo solido.
Una volta lavorato bene l'impasto dovrebbe uscirne una pasta tipo da pane molto elastica. Stenderla su un piano di lavoro infarinato alta circa un dito e poi ricavarne delle formine. Io per evitare di danneggiare il piano di legno ho utilizzato delle tazzine del caffè (quelle che aveva l'Ikea una volta, senza manico, di diametro di circa 3-4 cm).
Mettere gli scones su una teglia rivestita con carta da forno, spennellare la superficie eventualmente con latte e cuocere a 180 ° per circa 15 minuti.

Circa l'effetto finale c'è da fare un distinguo. Ho un forno da 90 cm e ho notato ahimè che purtroppo la cottura non è omogenea (forse dovrei provare col ventilato). Quindi gli scones che si trovavano nel centro del forno sono venuti benissimo, si sono alzati rimanendo dritti, mentre quelli ai lato parevano un poco sofferenti (come si vede nella foto!) e ingobbiti. Quelli brutti, ma buoni sono sempre i candidati a finire diritti in bocca alla cuoca, che peccato ;-D

Comunque ottimi, pieni di burro, ma ottimi!
E soprattutto facilissimi da fare visto che non necessitano di lievitazione, la pasta è pronta in dieci minuti massimo e si raffreddano abbastanza velocemente.
Da provare (e che fame...).