martedì 9 febbraio 2010

Orecchiette con broccoli, pomodorini, pane fritto e taleggio


Dopo cinque giorni (e dodici confezioni di tea e tisane) passati in Corsica, Matteo è tornato a casa e quindi ho dovuto riprendere in mano le padelle, per forza di cose. Durante la sua assenza mi sono cibata solo di pancake farciti con formaggio di capra, non avevo voglia di cucinare...ed ho scroccato un pranzo ad una mia amica.
Quando lui non c'è perdo l'ispirazione, anche perché io non è che mangi molto, poi tiro tardi in studio, passo in biblioteca, insomma, arrivo a casa tardi e ho solo voglia di buttarmi sul divano...

Come piatto di ben tornato gli ho rifilato prima dei bucatini con un sugo piccante di peperoni e mandorle, che metterò nei prossimi giorni, e l'altra sera un classico primo, ovvero orecchiette con broccoli, pomodorini, pangrattato e taleggio (il famoso taleggio di settimana scorsa).
La preparazione è abbastanza veloce e l'unico neo di questa ricetta è l'odore dei broccoli, per chi non apprezza il genere...

INGREDIENTI per due
250 gr orecchiette fresche
2 broccoli
100 gr taleggio
un cucchiaio di pane grattuggiato (o mollica)
6 pomodorini
aglio, olio

Pulire i broccoli, dividere le cimette e tagliare il gambo a fettine, lessando poi in abbondante acqua salata. Nel frattempo scaldare in un tegame largo un cucchiaio di olio di oliva extravergine, in cui far rosolare uno spicchio d'aglio, aggiungendo poi il pangrattato (meglio se un panino avanzato da sbriciolare grossolanamente). Una volta che il pane è diventato croccante, aggiungere i pomodorini freschi, tagliati in quarti, e proseguire la cottura a fuoco vivace per pochi minuti, regolando di sale. I pomodori non devono diventare una salsa, ma solo scottarsi ed insaporirsi.
A cottura quasi ultimata dei broccoli, aggiungere la pasta fresca (io ho usato le orecchiette fresche Esselunga, pronte in soli 4 minuti) e scolare al dente.
Far saltare la pasta nella pentola con pangrattato, pomodorini, aggiungendo il taleggio (anche in questo caso abbastanza grasso) tagliato a dadini. Completare con un giro di olio a crudo.

Volendo si possono aumentare le proporzioni: più o meno verdura o formaggio o pasta. Nessun problema.

lunedì 1 febbraio 2010

Torta salata di cipolle rosse e taleggio



Eh eh, come mi disse una volta Sabrina, io e il taleggio siamo culo e camicia! In realtà, una volta tentati dall'acquisto, come in questo caso, visto che volevo preparare questa torta salata ottima, che non facevo più da tanto, ci si ritrova come in un circolo vizioso.
Il taleggio è lì, nel nostro frigo, e a meno che non si voglia stramazzare ogni volta che si apre lo sportello, urge inventarsi qualche altra ricetta in cui utilizzarlo...e in tempi brevi.

Sabato eravamo ancora al primo utilizzo, quindi ho ancora tutta la settimana per smaltirlo!
Chiamiamola la sagra del taleggio, va bene ? (e se avete qualche ricetta anche voi, o qualche consiglio, lasciatemi pure un commento!)

Com'è questa ricetta? Beh, il fatto che non ne sia avanzata nemmeno una fetta e che Marco (l'ospite) abbia più volte ribadito "buona questa torta qui", mi fa dire abbastanza tranquillamente che è ottima! Detto così, l'abbinamento cipolle e taleggio sembra un qualcosa da coraggiosi, eppure la torta è più delicata di quel che si immagini.

INGREDIENTI
4 cipolle rosse
3 fette di taleggio
una confezione di pasta sfoglia
una decina di olive nere
olio, sale

Togliere la buccia alle cipolle, tagliarle a fette (circa otto fette per cipolla) e farle stufare con un cucchiaio di olio ed uno di acqua in una padella con coperchio, per circa 10 minuti. Regolare di sale e lasciare intiepidire.
Foderare uno stampo da crostata con la carta forno e sopra la pasta sfoglia; bucherellare con una forchetta il fondo e distribuirvi sopra le cipolle stufate.
Tagliare il taleggio, possibilmente di quelli belli grassi, a pezzetti e disporlo sulla torta, magari riempiendo gli spazi vuoti tra le cipolle. Completare con una decina di olive nere.
Infornare a 200° e cuocere fino a quando la pasta sfoglia non risulti ben dorata.

Cavolo, è così semplice che è quasi vergognoso dedicarle un post tutto per lei...

giovedì 28 gennaio 2010

Crostata di pere e cioccolato, la mia...


Ed ecco la mia versione della crostata di pere e cioccolato! Visto che l'altra mi era parsa tanto cioccolatosa e preferivo prepararmi un dolce più leggero, ho cambiato la farcitura, mantenendo identica la base di sottospecie di frolla alle mandorle. Anche in questo caso il giorno dopo è più compatta e gustosa ;-)

INGREDIENTI per la frolla

165 gr farina

30 gr zucchero

125 gr burro

3-4 cucchiai acqua

30 gr mandorle grattuggiate


per la farcitura

4 pere

100 gr cioccolato fondente

200 ml panna da cucina

2 uova

4 cucchiai di zucchero di canna


La preparazione della pasta frolla è uguale a quella prevista per la ricetta precedente (che trovate qui), che brevemente ricapitolo. Lavorare burro a temperatura ambiente, zucchero, farina, acqua e mandorle, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare. Anche se io, visto che mi pareva facile da stendere, ho subito foderato la tortiera con la carta da forno, e sopra la pasta frolla, e l'ho lasciata riposare già stesa.


Pelare le pere, tagliarle a metà togliendo il torsolo ed inciderle in modo da poterle aprire a ventaglio. Tritare il cioccolato fondente e distribuirlo sulla base in modo omogeneo, disporvi sopra le pere. In una scodella mescolare la panna con le uova intere, aggiungendo solo due cucchiai di zucchero, utilizzando la crema così ottenuta per riempire gli spazi rimasti vuoti, tra una pera e l'altra.

Spolverare la parte di pera che emerge dalla crema con lo zucchero di canna rimasto.


Cuocere a 200° per 45 minuti circa.


Allora, che ne dite? Chi vince?

mercoledì 27 gennaio 2010

Crostata di pere e cioccolato, quella di Matteo!



Questa settimana vi propongo una sfida a base di crostata alle pere e cioccolato!

La prima torta a scendere in campo è quella che ha preparato Matteo durante la settimana in cui, rimasto a casa malato, ha giocato a fare la casalinga (e non mi è parso disperato, anzi!). Nonostante qualche problema in fase di cottura (mai fidarsi solo delle indicazioni del ricettario, ma attivare anche il proprio senso critico) il risultato è stato davvero ottimo, anche se lui si è pianto addosso un po'.

Invece è stato bravissimo! Stranamente la crostata il giorno dopo era molto più buona...ce la farete a tenerla in bella mostra senza mangiarla per almeno 24 ore?


Nonostante io gli avessi lasciato sul tavolo il mio quaderno con la ricetta super collaudata della frolla, Matteo ha deciso di testa sua (o meglio, non si è accorto della mia dritta) e ha preparato anche la base secondo la ricetta. Devo ammettere che non è venuta male, tanto che la settimana dopo (ovvero questo fine settimana) ho deciso di utilizzarla anche io per la mia versione della crostata di pere e cioccolato.

Ma di questo ne parlerò oltre.


INGREDIENTI per la frolla

165 gr farina

30 gr zucchero

125 gr burro

3-4 cucchiai acqua

30 gr mandorle grattuggiate


per la farcitura

4 pere

90 gr burro

45 gr cioccolato fondente

1 uovo

200 gr zucchero di canna

45 gr farina


Preparare la pasta da usare come base della crostata. Rispetto alla mia ricetta tradizionale saltano all'occhio due cose: mancano le uova e c'è molto meno zucchero, un'inezia.

Nonostante non ci sia poi tutto sto burro, risulta molto friabile, molto più di quella normale, probabilmente l'effetto è dovuto al diverso rapporto tra farina e burro. Comunque, donne, è meno grassa dell'altra! Certo, non è proprio dietetica...

Dicevamo, lavorare il burro a temperatura ambiente con gli altri ingredienti, formare una palla e lasciarla riposare in frigorifero una mezz'ora.

Nel frattempo pelare le pere e tagliarle a metà togliendo il torsolo. Montare il burro morbido con zucchero, farina, cioccolato fondente grattuggiato e uovo, aggiungendo alla fine anche la farina.

Stendere la pasta e foderare uno stampo da crostata, adagiandovi poi le pere lasciate a metà.

Cuocere la crostata in forno a 200° per 15 minuti. Toglierla dal forno, coprire le pere con la crema al cioccolato preparata in precedenza e proseguire la cottura altri 30 minuti.


Purtroppo mi è parso più complicato del solito capire lo stadio di cottura della pasta, essendo molto friabile ed essendo già tendente al marrone per la presenza delle mandorle. Si faceva fatica a capire se era ben cotta, al tatto, perché tendeva a sbriciolarsi e dal colore non è che fosse chiaro a che punto si era.

Matteo, come detto, fedele al ricettario (per la cronaca, ricetta tratta da Cioccolato & Co. della Food Editore), dopo 30 minuti l'ha sfornata. Poi son passata io e l'ho cotta altri 25 minuti, partendo da un forno non già a temperatura.

Quindi che dire, calcolate almeno 45 minuti controllando e fidandovi del vostro senso di cuoche o cuochi!


Il giorno dopo mi è sembrata molto più buona e meno dolce di quello che mi era apparso in apparenza, tanto che il leggero strato di zucchero a velo messo per ovviare ad un aspetto non eccelso non c'è stato male. E la base, soprattutto, era molto compatta: si tagliava con facilità, ma rimaneva perfetta.


A domani con la mia versione...in giallo.