giovedì 18 novembre 2010

Linguine con Cavoletti di Bruxelles, Curry e Caciocavallo

Seratina movimentata, quella di ieri! Nella fretta di preparare la cena e aspettare la sorella ritardataria (che ha ingoiato la pasta in dieci minuti circa!) non mi sono ricordata di aver messo la macchina fotografica nella tasca del giaccone e non nella borsa...e quindi oggi ricetta senza foto!

Cercate di immaginarvi il piatto di pasta fumante e il profumino di curry, e il gioco è fatto!

Si tratta di un piatto di stagione, molto ricco, molto caldo nel gusto e con un ingrediente che a me piace molto, anche se lo ammetto, fatico un po' a digerirlo (o forse ieri sera non ho digerito le discussioni, può essere...).

INGREDIENTI per tre
300 gr linguine o trenette
una decina di cavoletti di Bruxelles
2 uova
due cucchiai di ricotta
un cucchiaino da the di curry
caciocavallo grattugiato
una manciata di noci

Sbollentare i cavoletti di Bruxelles in acqua bollente salata, dividendoli a metà. In una ciotola capiente sgusciare le uova, sbatterle unendo la ricotta, il curry e le noci tritate, regolando poi di sale e pepe.
Scolare i cavoletti (dovranno cuocere circa 10 minuti) e farli saltare in padella con poco olio, per dar loro un tocco di colore. Poi versarli nella ciotola con il resto del condimento.
Cuocere la pasta, riutilizzando eventualmente l'acqua di cottura della verdura, scolarla al dente e buttarla, ancora ben calda, nella ciotola mescolando bene per distribuire la crema a base di uova e formaggio.
Completare il condimento con olio a crudo ed abbondante caciocavallo grattugiato grosso.

Servire caldissima. Un tocco di etnico, con il curry, un tocco di stagione, con i cavoletti, e un tocco di Italia, con il caciocavallo. E come al solito un primo che si prepara in venti minuti e fa la sua porca figura!

Le immagini non ci sono, non vi resta che provare e vedere con i vostri occhi.

Un abbraccio speciale a Ele :-*


lunedì 8 novembre 2010

Apple Pie ed un nuovo nato!


Prima di iniziare a parlarvi della ricetta di oggi (di cui tra l'altro sono sicura ci sia già traccia nel blog, anche se io non la trovo...) vorrei ritagliarmi un angolino per fare delle pubbliche relazioni!

Prima di tutto vorrei davvero ringraziare gli ormai 84 followers che seguono, chi più, chi meno, questo blog. Non sono sostenitori di scambio, ovvero coloro al cui blog io mi sono iscritta e che quindi poi si sono sentiti in dovere di ricambiare un favore, ma persone che sono passate di qui, hanno trovato qualcosa che a loro piaceva ed hanno voluto lasciare un segno.
Come dicono in molti, un blog si nutre di commenti, ma si nutre anche della stima altrui. Queste pagine sono un voler condividere la mia passione per la cucina, per le cose facili come per quelle difficili, le cose riuscite e quelle perfettibili...senza guadagnarci nulla se non il sapere che qualcuno ha fatto una bella figura portando in tavola qualcosa di cui aveva sentito parlare qui. O in alternativa ha dato la colpa del fallimento a quella maledetta Amzterdam del blog di cucina ;-)

Questo discorso mi porta a ringraziare Nino e Rita, conosciuti in questi giorni tramite reciproci complimenti sui rispettivi blog (sperando che vengano spesso a visitarmi!) e ad annunciare una nascita...
...di un blog, nulla di che ;-)
Le mie passioni sono la cucina, l'Europa, la lettura ed i gatti.
Non ho intenzione di scrivere un blog sui gatti, siete salvi. Per quanto riguarda i libri, mi sfogo già su Anobii, e anche questa è andata.
Rimane l'Europa e quindi ho deciso di iniziare a buttar giù le mie esperienze di viaggio in Germania, sperando che siano di aiuto e di ispirazione. Sono proprio agli albori, ma per chi fosse curioso ecco il link: Liebe auf den ersten Blick!
Visto che praticamente di quello che ho fatto finora non mi piace nulla, si accettano suggerimenti e critiche...

Bene, ora buttiamoci sulla torta!
Come si intuisce dalla foto quella che ho fatto è la mia versione della apple pie. Volevo partecipare ad un contest proprio su questo tema, ma non me la son sentita di lasciare la mia fedele ricetta della pasta frolla per utilizzarne un'altra (il contest prevedeva che ci fosse dell'acqua nell'impasto) e quindi alla fine l'ho fatta così, tanto per fare.

INGREDIENTI per la frolla
150 gr burro
100 gr zucchero
1 uovo
1 tuorlo
300 gr farina 00
sale, scorza di limone

per la farcia
5 mele
un cucchiaino di cannella
una macinata di pepe nero
mezzo cucchiaino di noce moscata
mezzo cucchiaino di anice stellato
3 chiodi di garofano
una noce di burro

Nel frattempo pelare le mele, tagliarle a tocchetti e farle saltare in un tegame con una noce di burro, aggiungendo le spezie e facendo appassire un poco la frutta. Ricordarsi di togliere i chiodi di garofano, per evitare brutte sorprese.
Stendere 2/3 della pasta, rivestendo uno stampo da crostata di circa 20 cm. Quello che ho io ha le pareti piuttosto alte, il che non da a questa torta il classico aspetto bombato, quello che vediamo di solito quando la cucina Nonna Papera e la mette a raffreddare sul davanzale.
In ogni caso va bene sia lo stampo un po' più alto che quello più basso.
Distribuire nella tortiera le mele, fatte intiepidire, stendere la rimanente pasta su un foglio di carta forno, metterla sopra la tortiera a mo' di coperchio, togliere la carta forno e sigillare bene i bordi della crostata, togliendo la pasta in eccesso.
Questa può essere utilizzata per fare delle decorazioni a forma di foglia da mettere intorno al bordo o, come ho fatto io, nel mezzo della torta.
Farle è semplice: stendere la pasta, ritagliare con un coltello appuntito la forma di una foglia e con il bordo dello stesso, appoggiandolo alla superficie, creare prima la nervatura centrale della foglia e poi quelle laterali. Staccare delicatamente dalla carta forno (se l'impasto s'è scaldato troppo diventando eccessivamente morbido o è troppo sottile, lasciar riposare qualche minuto in frigorifero) e mettere sulla torta dove si preferisce.

Volendo si può spennellare la torta con l'albume avanzato dalla preparazione della frolla, prima di infornare.
Cuocere circa 40 minuti a 200°. Purtroppo la mia nuova tortiera è bella, ma mi pare trasmetta male il calore, il fondo delle crostate è sempre piuttosto pallido, quindi sulla durata della cottura vado un po' a naso...

Servire a temperatura ambiente, spolverizzata da zucchero a velo o accompagnata da panna montata (non spray) con cannella.
Consiglio sempre, inoltre, di praticare un paio di fori sul coperchio della torta, in modo che il vapore fuoriesca e non risulti troppo bagnata.

martedì 2 novembre 2010

Polpette di Merluzzo e Patate


Mah, possiamo definirla "ricetta per mamme che devono far mangiare il pesce ai figli, ma questi si rifiutano", o questo in realtà non è mai un problema e quindi la polpetta di pesce non ha necessariamente finalità dissimulatorie (quelle classiche cose tipo "ma no! non è pesce, fidati")?

Nel mio caso ha proprio finalità dissimulatorie. Il merluzzo è proprio un pesce che non mi piace cucinare, così alto, così pescioso! Preferisco una sogliola con qualche erba aromatica, o un salmone al cartoccio se proprio.
Però avevo già sperimentato queste polpette e m'era venuta voglia di rifarle. La ricetta base prevedeva della trota, ma io ho optato per il merluzzo che costa anche abbastanza poco (no, non l'ho preso in offerta all'Esselunga, sebbene ci fosse una confezione che lo era, ma non so come mai non l'ho vista).

Le polpette sono davvero rapide da preparare e con circa 200 grammi di pesce se ne ottengono due molto grandi, o tre di dimensioni medie. Si possono anche surgelare non cotte, ma essendo passate nel pangrattato poi c'è il rischio che la crosticina esterna non sia più così croccante.

INGREDIENTI per due polpette grandi
200 gr pesce (merluzzo, trota)
200 gr patate lesse
una fetta di cipolla rossa
un cucchiaio di prezzemolo tritato
pangrattato
farina per formare le polpette
uovo per impanare
un bicchiere di latte

Lessare le patate al vapore, nel frattempo cuocere il pesce a pezzi in una pentola con un bicchiere di latte. Quando quasi pronto aggiungere anche le patate, in modo che acquistino anche il sapore del pesce e un po' più di morbidezza dal latte.
Scolare, mettere in una terrina e schiacciare con una forchetta in modo da ottenere una purea (anche se ci sono pezzi più grossi non importa). Aggiungere il sale, la cipolla ed il prezzemolo tritati. Con le mani infarinate formare le polpette, passandole poi nell'uovo sbattuto (va bene anche l'albume, se avanzato da qualche altra preparazione) e nel pangrattato.

Lasciare riposare in frigorifero fino al momento in cui andranno cotte.
La ricetta prevedeva di metterle in freezer per una mezz'ora, ma per conto mio così rischiano di diventare troppo gelate e quindi di cuocersi in più tempo.

Cuocere in una padella con un cucchiaio di olio per circa 10 minuti. Di fatto sia il pesce che le patate sono già stati cotti, quindi basta dorare le polpette e scaldarle bene.

Per me sono ottime sia come secondo, con un contorno di verdure o una bella insalata, ma anche come antipasto, se preparate in versione mignon. (no, Berlusconi, ho detto "mignon", non "mignot"...!)

lunedì 18 ottobre 2010

Mele in Crosta con farcitura al Cioccolato


In questo periodo, non c'è che dire, sto facendo la cura della mela. Una mela al giorno toglierà pure il medico di torno, ma sta avendo effetti devastanti sul mio intestino...brontolii quotidiani, ma Fabila mi ha detto di perseverare, che passerà, ed io fiduciosa persevero.
A che mi serve? A nulla, solo che effettivamente mangio poca frutta, prediligendo la verdura, e quindi ho escogitato il trucchetto della finta mela cotta a pranzo (ovvero mela tagliata a fette, messa nel microonde per un paio di minuti, cosparsa di cannella) per infilare almeno un frutto al giorno.

Poi, visto che a casa ci sono decine di mele, sabato mi sono messa a fare una bellissima apple pie (detta anche torta di Nonna Papera, non mi ricordo se qui ho già messa...ma in ogni caso non l'ho fotografata) e ieri ho fatto delle mele in crosta di sfoglia. Non propriamente dietetiche, però molto buone e danno davvero l'idea del dolce.
Tra l'altro, per chi come me ha sempre pasta sfoglia in casa, pure surgelata poi spiegherò perché, è un qualcosa da fare anche all'ultimo minuto visto che è una ricetta rapida, "povera" e le mele raffreddandosi abbastanza in fretta si possono mangiare dopo poco.

INGREDIENTI per tre
4 mele
una confezione di pasta sfoglia
un cucchiaio di pinoli
due cucchiai di uvetta
4 quadratini di cioccolato

La premessa è d'obbligo: i puristi della mela si chiederanno quale tipo di mela si debba usare, insomma non è che una vale l'altra. Io, da buona pressapochista, rispondo "boh!", ovvero "quelle in sacchetto che vendono all'Esselunga, con la buccia giallina".
Passiamo alla preparazione. Mettere a bagno, per prima cosa, le uvette in modo che si ammorbidiscano. Nel frattempo togliere il torsolo delle mele con il cavatorsoli e sbucciarle, tagliare il cioccolato a pezzetti e metterlo in una tazzina insieme ai pinoli e, successivamente, alle uvette strizzate per mescolare il tutto.
Srotolare la pasta sfoglia, tagliarla a striscioline più o meno larghe, non devono essere necessariamente uguali ed utilizzarle per ricoprire la mela. Il mio consiglio è quello di partire dal centro della mela e poi andare verso le estremità, dove l'avvoglimento risulta più complicato perché la pasta inizia a sovrapporsi.
Per il fondo prendere un pezzo di pasta sfoglia un po' più largo (vanno benissimo gli estremi della pasta sfoglia già stesa, se rotonda, che sono più corti). Riempire il buco dove prima c'era il torsolo con il composto di uvetta-cioccolato-pinoli, aiutandosi con un cucchiaino, premendo bene, e poi chiudere con un fiorellino fatto di pasta sfoglia.
Infornare a 200° per circa 20-25 minuti. Far raffreddare e servire quando la pasta sfoglia è ormai fredda.

Dicevo della pasta sfoglia surgelata...mi capita spesso che quando la sgelo non sia perfettamente uniforme, ma si divida in lunghe strisce che poi vado a ricompattare con le altre. In questo caso, dovendo proprio fare delle strisce, questo "difetto" va benissimo!
Per rendere la mela più coreografica potete invece alternare strisce fatte con la rotella della pizza o un semplice coltello, quindi lisce, con altre fatte con una rotella taglia pasta ondulata.
Il ripieno può essere variato secondo i propri gusti, magari ammollando le uvette in un liquore, aggiungendo dell'amaretto sbriciolato, del marzapane, del cocco disidratato, quello che si preferisce.

martedì 12 ottobre 2010

Linguine con Salsa di Ricotta ed Erbe aromatiche


Uff, sempre di corsa in questo periodo! E con idee malsane che mi frullano in testa, come quella di iniziare un nuovo blog dedicato alla Germania. Ma come, non riesco nemmeno a star dietro a questo e già penso ad altro??!?!

Comunque, vi presento una ricetta a tema, ovvero adatta a persone sempre di corsa, con poco tempo, magari pure un po' a dieta, e con la necessità di preparare qualcosa di rapido, semplice, ma non banale.

INGREDIENTI per due
200 gr linguine
200 gr ricotta
un mazzetto di erbe fresche (basilico, timo, maggiorana, erba cipollina)
tre cucchiai di parmigiano reggiano
2 cucchiai di pinoli
limone
sale al limone

Cuocere le linguine o gli spaghetti in abbondante acqua salata. Nel frattempo tritare pinoli ed erbe aromatiche, mescolare la ricotta (meglio se di quelle cremose) con il parmigiano, aggiungendo poi il trito. Completare con buccia di limone grattuggiata, insaporendo, se è il caso, con sale al limone.
Scolare la pasta e condirla con la crema di ricotta.

Tutto qui?
Sì, tutto qui, che vergogna!!! Però credetemi, è buonissima e togliendo i pinoli è adatta anche a chi è a dieta (la mia dietista almeno mi consentiva 100 gr di ricotta al giorno, quindi come piatto unico può andare).

Il sale al limone ormai è la mia droga! Ogni tanto lo apro e me ne metto in bocca un grano. Non ho ben capito a che serva, però.

martedì 28 settembre 2010

Pain au Chocolat, tentativo n. 1!


Ognuno ha le proprie muse ispiratrici, io per preparare questo dolce ne ho avuta una in particolare una: l'Esselunga e la sua offerta 1+1 sulla pasta sfoglia (tra un po' mi toccherà chiedere un riconoscimento economico a questo supermercato, visto tutta la pubblicità che gli faccio)!
Ho trovato tante ricette di pain au chocolat, nel corso di questi ultimi anni, ma domenica avevo ritrovato un po' di verve culinaria...quel tanto che bastava per provare a fare qualcosa di nuovo, ma non a sufficienza da voler preparare i panini dall'impasto base. E così ho sperimentato la versione per pigri, quella che utilizza la pasta sfoglia e riduce lo sforzo al minimo.

Nel complesso sono quasi soddisfatta, credo di aver commesso un paio di errori e di aver caricato troppo i panini, però dai, eran buoni e sbagliando si impara. La prossima volta saranno sicuramente diversi, non so se più o meno buoni, ma li porterò più verso il mio gusto.

INGREDIENTI per 4
una confezione di pasta sfoglia
70 gr di marzapane (o 35 gr di zucchero e 35 gr di mandorle)
quattro cucchiai di Nutella
40 gr di cioccolato fondente
due cucchiaini di marmellata di arance amare

per decorare (facoltativo)
mandorle a lamelle
bianco/rosso d'uovo o latte

La base di partenza ideale è una confezione di pasta sfoglia rettangolare, visto che creare un rettangolo da una base rotonda comporta non solo un'attività di taglia e incolla sui bordi, ma una manipolazione della pasta che non le fa bene, le crea poi problemi in forno.
Tagliare la pasta in quattro strisce per il senso della larghezza. Io ho avuto la brillante idea di stendere la pasta una seconda volta con il mattarello, per renderla più sottile e attaccare meglio i rattoppi che avevo aggiunto per ottenere la forma desiderata. Ecco, meglio di no, lasciatela dell'altezza originale. Diventando troppo sottile mi pare che si inumidisca troppo.
Distribuire sopra la pasta sfoglia un cucchiaio di Nutella, 10 gr di cioccolato fondente a pezzetti, un quarto del marzapane tritato (se non lo avete va bene anche il mix di mandorle tritare e zucchero, lavorato con un goccio di acqua) e mezzo cucchiaino di marmellata. Ripiegare la pasta sfoglia su se stessa, non arrotolandola, ma piegandola in quattro.
Per evitare che il ripieno fuoriesca durante la cottura ripiegare i bordi laterali all'interno prima di piegarla per il senso della lunghezza.
Spennellare con uovo o latte e distribuirvi sopra e mandorle a lamelle.

Cuocere in forno a 200° fino a quando la pasta risulti ben gonfia e dorata. Trattandosi di piccole porzioni dovrebbero bastare 10-15 minuti.

Non mangiare caldi! E qui, vorrei spezzare una lancia contro la brioche calda, se per brioche intendiamo il croissant. Fa schifo, è molle, non si sente la fragranza delle sfoglie di pasta.
Ma che è sta fissa!?!?

Lasciati raffreddare acquisteranno consistenza, e saranno una bomba! Uno basta e avanza ;-)

Consigli per la prossima volta? No al marzapane, li rendono troppo dolci per i miei gusti. No allo spalmare per tutta la lunghezza, proverò a ripiegare in due, spalmare e ripiegare ancora. alla buccia d'arancia al posto della marmellata, ma qui ancora non è stagione di arance. al tutto cioccolato fondente, secondo me rende di più.

Provate e come al solito fatemi sapere! E ditemi la vostra anche sulla scottante diatriba della brioche calda...

lunedì 27 settembre 2010

Vellutata di Lollo, Capperi e Peperone



Toh, chi si rivede!
L'autunno ormai è arrivato, è il caso di metter via magliette e sandali e rispolverare il libro delle zuppe, riabituarsi al buio che arriva presto e di serate davanti ad un piatto fumante mentre si guarda "L'Eredità"...eh, che bel programmino...

Ecco, quella di oggi non credo possa essere portata ad esempio come ricetta di zuppa, visto che è una di quei piatti inventati lì per lì, per svuotare il frigorifero, e che quindi dubito potranno avere in futuro una seconda chanche sulla mia tavola.

Però vuole essere l'esempio del fatto che, una volta frullato, qualunque miscuglio di ingredienti può ergersi al rango di zuppa casalinga!

INGREDIENTI
un cespo di lollo
una patata grande
mezzo peperone rosso
uno scalogno
un cucchiaino di capperi
sale al limone
coriandolo

Soffriggere lo scalogno in un cucchiaio di olio, aggiungere poi le verdure a pezzetti, farle rosolare qualche minuto e poi aggiungere tanta acqua quanto basta per coprire il tutto.
Cuocere fino a quando la patata non risulterà morbida, poi frullare.
Avendo aggiunto i capperi sottosale, benché sciacquati abbondantemente sotto l'acqua, non ci dovrebbe essere necessità di aggiungere sale. Nel mio caso ho voluto aggiungere un pizzico di sale al limone, ovvero quel sale che ho utilizzato per conservare le fettine di limone e che mi piace tantissimo! Completare con un goccio di olio extravergine a crudo ed una spolverata di coriandolo.
In questa ricetta, che aveva le note del limone, l'ho preferito al pepe proprio perché trovo che abbia un tocco agrumato.

Ricetta per una persona, anche perché se avessi avuto più ingredienti non credo li avrei riciclati in un piatto del genere.

Che altro ho fatto? Pain au chocolat (più o meno...) e linguine alla crema di ricotta ed erbe aromatiche. Spero tornerete nei prossimi giorni per dare un occhio anche a queste...e spero, soprattutto, di non sparire (io) di nuovo dalla circolazione ;-)

P.S. Mica l'ho trovato lo stampo delle madeleines, in Francia...che delusione...



venerdì 30 luglio 2010

Clafoutis di pesche e mandorle caramellate


L'unica cosa che è avanzata abbondantemente dalla cena di domenica è stato il clafoutis alle pesche, forse perché si tratta di un dolce piuttosto sostanzioso ed una fettina è sufficiente...e noi eravamo reduci da una cena piuttosto abbondante, conclusasi pure con caffè e biscottini.
Che sfiga, me lo son dovuta finire io! Un grande sacrificio, senza dubbio...

Scherzi a parte, a me piace tantissimo ed è stato un ottimo stratagemma per consumare quella frutta che dopo quasi venti giorni di frigorifero ancora non si decideva a diventare bella matura.
"Potevi toglierla dal frigo!" direte voi. "Quando l'ho fatto è marcita nel giro di 48 ore" rispondo io.
Purtroppo nelle scorse settimane c'era una tale temperatura, abbinata all'umidità, che era praticamente impossibile lasciare qualunque cosa fuori dal frigo.

Quindi le pesche che ho usato erano integre, ma ancora indietro. Mangiarle così com'erano non sarebbe stata una bella idea, mentre tagliarle e farle passare in padella con un cucchiaio di zucchero ha donato loro nuova vita! Ne ho altre quattro-cinque, credo che stasera faranno anche loro la stessa fine...

Del clafoutis avevo già postato una ricetta salata, quella con zucchine e speck, mentre questa volta ho preferito una preparazione dolce. Ancora non siamo approdati a quello tradizionale con le ciliegie, ma questo è buonissimo, provatelo!

INGREDIENTI
4-5 pesche
due cucchiai di mandorle a lamelle
200 gr zucchero
un cucchiaio di zucchero di canna
4 uova
4 dl latte
130 gr farina
una noce di burro

Tagliare le pesche a spicchi e farle cuocere cinque minuti in una padella con poco burro ed un cucchiaio di zucchero (se non avete quello di canna va bene anche quello semolato), aggiungendo poi le mandorle, che grazie alla presenza dello zucchero diventeranno leggermente caramellate. Tenerne da parte alcune per decorare poi il clafoutis.
Sbattere le uova, unirvi lo zucchero lavorando bene. Unire poi la farina mescolando con cura affinché non si formino grumi, ed in seguito il latte.
Imburrare leggermente una pirofila, disporvi le pesche e versarvi sopra il composto.
Cuocere in forno a 200° per almeno mezz'ora, ricordando di distribuire sulla superficie del clafoutis le mandorle avanzate, una volta giunti a metà cottura.

Per verificare che sia cotto basta controllare che nella parte centrale il liquido si sia rappreso. In alcuni punti, in particolare in corrispondenza della frutta, potrebbe rimanere comunque più morbido, ma è gradevole in ogni caso!

Meglio mangiarlo a temperatura ambiente o fresco.

mercoledì 28 luglio 2010

Crostata al basilico con pomodori e bufala


Sempre tratto dalla cena con Giuli (detta l'Anonimo...) e Piero, ecco una torta salata veramente estiva! Io non ci sono diventata matta, anche perché per conto mio ho sbagliato almeno due cose, ma credo che con qualche correzione potrebbe guadagnare punti!
L'unico aspetto che non mi convinceva era il dover utilizzare il basilico. Quando si tratta di basilico io divento davvero tirchia, proprio mi urta il doverne usare in abbondanza nel caso in cui stia facendo esperimenti, nonostante nell'orto ce ne siano molte piantine.
Ho paura di sprecarlo, anche perché devo tenere a mano per tutto il resto dell'anno quando quello fresco non è più a disposizione.
Forse il fatto di non essere riuscita a farne crescere manco una pianta (m'è spuntato un fungo al posto suo...) me lo rende un ingrediente prezioso, da centellinare.

Comunque per stavolta ho fatto un'eccezione.

La ricetta della pasta l'ho presa da uno degli ultimi numeri di Cucina Moderna, mentre per il ripieno ho fatto secondo mio gusto. Insomma, non è che sia sta gran cosa il ripieno, di fatto è una caprese! Anche se in fondo quando all'estero si parla di caprese son tutti lì con la lingua che pende, non sminuiamo questi piatti italiani... ;-)

INGREDIENTI per la pasta
200 gr farina
100 gr burro
15-20 gr basilico fresco
0,5 dl acqua fredda, sale

per il ripieno
4 pomodori
una mozzarella di bufala
mandorle tritate
un cucchiaio di pinoli
basilico per decorare
scalogno, olio, sale e pepe

Iniziamo con la preparazione della pasta, visto che poi necessiterà di almeno una mezz'ora di riposo. Consiglio di utilizzare un robot da cucina (io ho usato il minitritatutto ed è stata una via crucis, ho dovuto fare il tutto in tre tranches) nel quale mettere il burro ancora freddo a dadini, la farina, una presa di sale, le foglie di basilico lavate. Una volta frullato il tutto aggiungere l'acqua fredda. Quasi come per magia si formerà una palla di pasta!
Controllare che gli ingredienti siano ben amalgamati, che non ci siano quindi pezzi di burro evidenti (visto che l'impasto è verdognolo si notano subito), avvolgere nella pellicola e mettere nel frigorifero.

Nel frattempo tagliare lo scalogno a fettine, metterlo in una terrina con olio e sale ed aggiungere i pomodori tagliati a spicchi. Mescolare e lasciar riposare a temperatura ambiente.
In questo modo i pomodori acquisteranno sapore e perderanno un po' di succo, ottimo poi per farci una scarpetta con del pane, ma poco adatto per la torta salata.

Quando la pasta si sarà solidificata stenderla su un foglio di carta da forno infarinato, utilizzando la pellicola che prima avvolgeva la pasta per evitare che il mattarello si attacchi alla quest'ultima. In alternativa spolverizzate con della farina.
Foderare uno stampo da crostata da 20 cm, eliminando eventualmente la pasta in eccesso, e cuocere in bianco a 200° per 15 minuti, proseguendo poi per altri 15 togliendo la copertura. Ricordo come al solito che i tempi dipendono molto anche dal tipo di forno che si usa, quindi buttate sempre un occhio durante la cottura e valutate se proseguire oltre o terminare prima.

Una volta raffreddato il guscio distribuirvi sul fondo le mandorle tritate, che aiutano a rendere la base meno umida, e comporre la torta appena prima di essere servita.
Tagliare una mozzarella di bufala in otto fette, disporle a raggiera e riempire gli spazi tra l'una e l'altra con le fette di pomodoro. Completare con qualche foglia di basilico, i pinoli tostati ed una spolverata di pepe.

Consiglio di prepararla appena prima di portarla in tavola perché ho notato che la mozzarella tende a diventare gommosa e di servirla a temperatura ambiente, il freddo ammazza i gusti.

Insomma, una caprese in versione più elegante, ottima anche come piatto unico.

P.S. qualche tempo fa ho provato ad aggiungere agli ingredienti per la pasta anche due cucchiai abbondanti di parmigiano reggiano...il risultato è stato ottimo!

martedì 27 luglio 2010

Baguette? Ciabatta? Pane!


Qualche settimana fa ho preso in visione in biblioteca un libro delizioso ("Pane, dolci e biscotti" di Leila Lindholm, che dovrebbe essere la traduzione del suo "A Piece of Cakes").
Oltre ad essere davvero ben fatto, con quelle pagine di carta spessa e porosa, arricchite da fotografie invoglianti, offre una notevole quantità di ricette da forno, con una piccola sezione dedicata invece ai dolci senza cottura.
Ci sono, come dice il titolo, ricette di biscotti (ad esempio i cookies nelle loro varianti), torte e pani, sia dolci che salati.
In attesa di comprarlo probabilmente in inglese ho preso nota sul mio quadernino di qualche ricetta interessante, tra cui quella della baguette.
Peccato che, nella fretta, mi sono appuntata gli ingredienti in modo strano (avevo una versione 1 ed una versione 2, con la differenza che la versione 2 presupponeva di partire dall'impasto base della 1...mah...) e quindi ho realizzato questo pane un po' alla mia maniera...

Però è venuto bene, domenica sera ne hanno spazzolato un intero filone, a cena.
Per impreziosirlo ho usato dei semi misti (sesamo, zucca, girasole e lino) che ho comprato a poco prezzo in un supermercato sloveno.

INGREDIENTI
5 gr lievito fresco
300 ml acqua
300 gr farina (più almeno altri 3 cucchiai per lavorare l'impasto)
sale

La prima cosa che mi ha stupita è stata la quantità di lievito: possibile così poco? non è che magari c'era scritto "secco", trascritto poi da me come "fresco"? E poi il rapporto liquido-solido...ma in fondo non è che avessi molto da perderci, 300 gr di farina non sono la fine del mondo!
Così mi son cimentata in questa preparazione, una volta utilizzando la farina di grano duro, mentre la seconda usando 100 gr di grano duro e 200 gr di farina manitoba.
Risultato apprezzabile in entrambi i casi, anche se il primo pane era ovviamente più tendente al giallo.

Torniamo alla preparazione. Sciogliere il lievito in 300 ml di acqua calda, ma non bollente (questo è l'unico passaggio delicato della preparazione) ed aggiungere la farina. Ne uscirà un impasto abbastanza molliccio, tanto che è il caso di lavorarlo poco e con le mani ben infarinate, su un piano altrettanto infarinato.
Dopo di che rimettere l'impasto nella terrina e lasciar lievitare in un posto caldo, coprendo il contenitore con uno straccio umido affinché non si secchi in superficie e lieviti al meglio.

Io l'ho lasciato lievitare tanto, ho preparato l'impasto a metà mattina e sono passata a darci un'occhiata a metà pomeriggio.
L'impasto, crescendo, diventa se possibile più liquido, ma è solo un'impressione!
Bisogna prendere un cucchiaio e dargli una mescolata (aggiungendo in questa fase il sale), poi lavorarlo poco a mano dandogli una forma allungata. Nel frattempo accendere il forno e preriscaldarlo a 230°.
Trasferire l'impasto su una teglia con carta da forno.

Qui scatta il dubbio...ma è una baguette o una ciabatta? Quando ho spostato l'impasto s'è lasciato piuttosto andare! La prima volta ho cercato di ridargli forma aiutandomi con delle palette in silicone, le lecca-pentole, mentre la seconda (quella della foto) me ne son fregata e l'ho lasciato come veniva.
Spennellare la superficie con poca acqua o latte e distribuire i semi.

Infornare a 230° per circa 20-25 minuti, a seconda del forno.

Ammetto di aver avuto qualche perplessità sulla riuscita di questo pane, sono abituata ad impasti belli sodi, però bisogna avere fede!

In conclusione, non sono ben in grado di inquadrare questa mia creatura, ma in ogni caso è semplicissima da fare ed ottima sulla tavola. Ne esce un pane più tipo ciabatta, in effetti, con poca mollica, ma davvero buono da servire con un'insalata di pomodori e feta.

Lo so che parlare di pane e forno in questa stagione non è il massimo. Appuntatevela per quest'autunno!

lunedì 26 luglio 2010

Bicchierini di yogurt greco e frutta


Ci sono, ci sono, non sono sparita! Sono solo reduce:
1. da due settimane di campeggio durante le quali ho testato la tenda nuova, frutto di quasi un anno di riflessione! e ho fatto da mamma part time di due bambine, per le quali ho pure preso dei complimenti per l'educazione (e non mi sono azzardata a precisare che non erano figlie mie...!!!);
2. dalla dieta del melone, dieta obbligata visto il caldo soffocante abbinato all'assenza di Matteo...chi me lo faceva di accendere il fornello? ogni tanto mi sono permessa qualche divagazione sul tema, passando alla dieta dei cereali presi direttamente dal barattolo...
3. dalla preparazione del prossimo viaggio tra Germania e Francia...manca un mese e non sto più nella pelle, anche perché dentro di me so che troverò lungo la mia strada lo stampo da madeleine! Ah, ci sarà pure un anticipo sul tema, grazie a tre giorni tre a Berlino;
4. mettiamoci anche che ogni tanto bisogna lavorare (o in ogni caso il lavoro ti viene a cercare...)

Ecco spiegata la mia latitanza!!
Fortunatamente ogni tanto arrivano Giuli e Piero a destarmi dalla mia pigrizia e ieri ho passato un'intera giornata (con molta, ma molta calma) a preparare una cena estiva per loro, utilizzando tra l'altro quasi tutte verdure del mio orto -mio per modo di dire, lo specifico sempre prima che mi si accusi di prendermi meriti non miei-.

Per iniziare a rimetterci in pista propongo un dessert molto rapido, molto fresco e molto sano!
Sono solo coppette di yogurt greco con miele e frutta, ma fanno la loro bella figura e vanno benissimo anche per una merenda di metà pomeriggio.

INGREDIENTI per cinque
500 gr yogurt greco
150 gr formaggio spalmabile tipo Philadelphia
cinque cucchiai colmi di miele fluido
frutta a scelta

Visto che la ricetta praticamente non c'è, a parte il montare leggermente lo yogurt con il Philadelphia, passo direttamente ai consigli pratici.

Prima di tutto ho comprato (all'Iper, non all'Esselunga!) una confezione di yogurt direttamente da mezzo chilo, il che consente di risparmiare qualcosa. Poi per questa preparazione va benissimo anche una sottomarca di Philadelphia, tanto lo si frulla e quindi diventa cremoso comunque.
Il miele più adatto è quello di castagno (ma nella foto si vede che ne ho usato un altro, ho fatto erroneamente affidamento sul barattolo che avevo a casa, ma ce n'era proprio poco) per almeno tre motivi: è molto fluido e quindi si livella da sè, senza bisogno di mettere il bicchierino a bagnomaria; il colore più scuro contrasta gradevolmente con il bianco dello yogurt; il gusto dolce, ma con note amarognole, è l'ideale!

Quindi, procedendo con ordine, mettere il miele, poi lo yogurt livellandolo in cima e dando una pulita ai bordi del bicchiere (calcolare di rimanere un dito e mezzo al di sotto del bordo per lasciar spazio alla frutta) e poi aggiungere la frutta che preferite.
Io, come si vede, ne ho fatte tre versioni: melone, con fogliolina di menta, frutti rossi dell'orto (lamponi e ribes) e pesche a fettine.

Andrebbe mangiato "in senso verticale", ovvero prendendo frutta, yogurt e miele, quindi meglio utilizzare dei bicchieri non troppo stretti. I miei sono quelli Ikea, modello Pokal, ma ce ne sono tanti altri adatti.

Sperando di avervi dato una fresca idea per questa estate, vi aspetto alla prossima ricetta!

venerdì 4 giugno 2010

Crostata di brisée con crema e fragole


La torta per il compleanno di mio papà è proprio tradizionale che più tradizionale non si può: una crostata (in pasta brisée, però) con crema pasticciera e fragole!
Rispetto alla ricetta base della crema pasticciera che ho postato sul blog già qualche tempo fa io ho aggiunto un cucchiaino di agar agar, per rendere la crema leggermente più solida in modo che tagliando la torta rimanesse il più possibile sulla fetta, senza tracimare qua e là.
Mentre per rendere il tutto più bello ho usato il Tortagel Paneangeli che ha due funzioni: rende la frutta bella lucida evitando che stando all'aria aperta prenda l'aspetto della frutta marcita che rimane sul parcheggio dopo il mercato, e tiene insieme la frutta quando si taglia la torta. Se si fosse trattato solo di dare una mano di lucido alla frutta sarebbe potuta anche andare bene della marmellata spennellata sopra, ma per questa torta (e solo per questa perché se no non lo uso mai) sono ricorsa a questa porc..., ops, dicevo prodotto ;-)

Uhm, vedo che la ricetta della crema pasticciera non l'ho mai messa per i fatti suoi...allora ve la ridò.

INGREDIENTI
una confezione pasta brisée o sfoglia
500 gr fragole
4 cucchiai di zucchero
una bustina Tortagel Paneangeli

per la crema pasticciera
4 tuorli
4 cucchiai di zucchero
500 ml latte
60 gr farina
1 cucchiaino di agar agar

Per prima cosa pulire le fragole, tagliarle a spicchi e lasciarle riposare aggiungendo un cucchiaio di zucchero, soprattutto se si tratta di fragole di supermercato, che non brillano per gusto. Preparare la crema pasticciera mescolando tuorli e zucchero fino a quando saranno spumosi, unendo poi la farina mescolata all'agar agar.
Aggiungere il latte a filo mescolando bene e quando il composto risulterà omogeneo metterlo sul fuoco (il più basso a disposizione) e iniziare la cottura. Importante che si mescoli con un frustino di continuo e senza aver fretta, fino a quando la crema non diventa ben densa. Lasciar poi riposare.

Nel frattempo cuocere la pasta brisée in bianco, ovvero foderare lo stampo da crostata, bucherellare la pasta, ricoprirla con un foglio di carta forno e sopra fagioli o riso o ceci, per evitare che si alzi. Forno a 200° per 20-25 minuti.

Ora non resta che assemblare il tutto! Spalmare la crema pasticciera sulla crostata, aggiungervi le fragole, meglio se fitte fitte, e preparare la gelatina per la guarnizione come spiegato sulla confezione. Ovvero, mescolare 3 cucchiai rasi di zucchero, acqua (300 ml se non erro) e il contenuto della bustina, portare ad ebollizione per un minuto, mescolare per altri due e poi versare sulla frutta. La quantità prodotta basta ed avanza per una torta di questo tipo.

Far rapprendere la gelatina e la torta è pronta!
In questo caso è meglio prepararla poco prima di servirla, visto che la pasta brisée tende ad inzupparsi e le fragole a rilasciare un gusto amarognolo.